Why Not assolto anche Chiaravalloti

2 03 2010

Il Gup del Tribunale di Catanzaro, oltre ad assolvere Agazio Loiero, ha assolto anche l’ex Governatore Giuseppe Chiaravalloti.
Per entrambi l’accusa aveva chiesto la condanna per ipotesi di abuso di ufficio formulando richiesta di reclusione per un anno e mezzo per Loiero e due anni e due mesi per Chiaravalloti





Assolto Loiero nell’inchiesta Why Not

2 03 2010

Agazio Loiero, presidente della Regione Calabria, può rientrare a far parte della rosa dei candidati alle prossime regionali di fine mese: è stato infatti assolto dalle accuse di corruzione e buso d’ufficio per le quali era indagato nell’inchiesta “Why Not”.

Il procedimento giudiziario, la cui apertura è stata voluta dall’allora pubblico ministero Antonio De Magistris, è partito dalle dichiarazioni di Caterina Merante, amministratrice di una società di Lamezia Terme da cui l’inchiesta ha preso il nome.

Sotto accusa sono stati principalmente i modi illeciti, utilizzati dai vertici regionali calabresi, per l’amministrazione del denaro pubblico e l’assegnazione di appalti con l’aggravante dell’abuso d’ufficio, ovvero del reato in base al quale, nell’esercizio delle pubbliche funzioni, è possibile arrecare un vantaggio patrimoniale a se stessi, o un danno (sempre non giusto) ad altri.

Assolto anche Giuseppe Chiaravallotti, ex presidente di centrodestra. Sorte diversa per Antonio Saladino, condannato, per abuso d’ufficio, a due anni di reclusione, contro i 4 anni e 6 mesi chiesti dall’accusa.

Grazie alla sentenza di oggi, si rimettono quindi in discussione le sorti istituzionali della Calabria: prima della pronuncia del giudice per le udienze preliminari, Abigail Mellace, Loiero aveva infatti dichiarato di non voler tentare di raddoppiare il mandato. Data la svolta nelle inchieste, il presidente della Regione Calabria, sarà rivale di Giuseppe Scopelliti e di Filippo Calippo.





Con Why Not si vola: match De Magistris-Loiero per il Governatorato calabrese? De Sena, Scopelliti e…tartarughe permettendo – di Roberto Galullo

12 07 2009

Why Not non è più solo un’inchiesta e (in origine) un’impresa di servizi di Lamezia Terme ma è anche il nome del potenziale laboratorio politico in Calabria.

L’agenda delle elezioni regionali 2010 sarà dettata dall’inchiesta: per gli sviluppi attesi e per i cognomi che animano l’agone politico in vista dell’imminente battaglia che permetterà a uno e a uno solo di posare (o riposare) le nobili chiappe sulla poltrona di Governatore. Due cognomi fra tutti: Luigi De Magistris e Loiero Agazio o, se preferite, Loiero Agazio e Luigi De Magistris. Come dire il buono e il cattivo, il bene e il male. Il credibile e l’incredibile (come nel gioco, associate voi i cognomi agli aggettivi).

Due poli opposti che non possono attrarsi in natura e che se mai dovessero attrarsi sconfesserebbero in radice la natura della Politica. Immaginate con quanto affetto e amore viva Loiero Agazio l’ipotesi De Magistris che, da magistrato, lo inseguì per mari e per monti ritenendolo immischiato nella cupola affaristico-massonico-mafiosa che domina la Calabria (e non sta certo a me dire se a torto o a ragione). Fatto sta che – andato via De Magistris – Loiero Agazio, suo fratello Tommaso e allegra compagnia sono stati ancora indagati e inseguiti nella vicenda Why Not.

Lo stesso De Magistris su questo blog, da me intervistato (si veda il post del 14 giugno ma anche quello del 26 febbraio), ha definito Loiero e Mario Pirillo (di Loiero braccio destro e sinistro, volato a Strasburgo come De Magistris) “personaggi indigeribili”, riversando poi tutto il suo sdegno per le scelte del Pd in Calabria in vista della competizione europea.

L’agenda delle elezioni regionali – però – potrebbe essere dettata anche da nuovi episodi cruenti (dopo quelli che, a esempio, hanno visto coinvolto il segretario regionale dell’Udc calabrese Franco Talarico, di cui ho scritto in questo blog il 7 novembre 2008). Non è un caso che si colpisca l’Udc: non si è capito ancora da che parte questo partito stia o voglia stare.

Spero di essere smentito e di essere spernacchiato (lo accetterei volentieri, anzi con gioia) ma in Calabria, da tempo, sento puzza di sangue e tanfo nauseabondo di grandi manovre che portano – a esempio – all’isolamento di magistrati come Pierpaolo Bruni, uno di quelli che ha messo il naso anche dentro Why Not e che sta scoperchiando – nell’indifferenza dei più – le immonde schifezze della massipolindrangheta calabrese ( si vedano i post dell’11 maggio e del 23 giugno)……………..

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