Grasso vuole una Compagnia Teatrale lametina

16 01 2011

Una compagnia teatrale stabile da costruire in città per recitare in tutta Italia. È l’obiettivo di Tano Grasso, l’assessore comunale alla Cultura, che ha incontrato in questi giorni i giovani del liceo “Campanella” e dell’Itc “De Fazio” con l’idea di far partire una specie di casting fra i giovani che hanno talento. Con l’assessore c’erano Marco Martinelli, direttore artistico del Teatro delle Albe di Ravenna, ed Emanuele Valenti, direttore artistico dell’associazione “Punta Corsara”, insieme agli staff dei gruppi teatrali locali che faranno parte di un progetto laboratorio teatrale. Due precisi appuntamenti per illustrare il progetto “Capusutta”, questo il suggestivo e originale titolo dato dagli autori. Un nome, ha spiegato il leader del progetto Martinelli, «che abbiamo scelto dopo aver valuto lo scopo che si prefigge il progetto».
Un’esperienza assolutamente innovativa all’interno del tradizionale spazio didattico che ha incuriosito molto gli studenti ma anche i presidi e gli insegnanti che hanno accolto con interesse e disponibilità il progetto dell’assessore. Gli studenti hanno seguito le spiegazioni e le indicazioni fornite dai registi e da Grasso, per poi attorniare i registi per saperne di più ponendogli mille domande.
«Un modo di reagire», hanno commentato Grasso e Martinelli, «che denota interesse, vivacità cognitiva e intellettiva». Infatti il regista ha trovato gli studenti lametini «svegli e pronti a recepire nuove istanze. Il gioco progettuale porta a entrare in una complicità per divenire parte integrante di un percorso che li porterà nel cuore del teatro, se lo vorranno, e a carpirne i giochi e i segreti».
Gli incontri di questi giorni nelle scuole costituiscono un primo passo del progetto “Capusutta”, cioè del laboratorio teatrale voluto dall’assessore alla Cultura. Scopo di queste iniziative è quello di coinvolgere le istituzioni scolastiche in modo attivo per il reclutamento di studenti interessati a frequentare i corsi che avranno svolgimento periodico per l’intero anno, e sono previsti step di valutazione con l’intero staff che parteciperà alla realizzazione del laboratorio teatrale.
I lavori partiranno il prossimo 15 febbraio e si concluderanno a novembre. Quando verrà fatta anche la prima valutazione rispetto al progetto triennale e si giudicherà l’opportunità di step successivi.
Le iscrizioni ai corsi teatrali saranno aperti a tutti, senza limiti di etnia, religione, spazio geografico e condizione sociale. Riguarderanno circa 80 ragazzi e si terranno a Palazzo Panariti, in un piano interamente dedicato a questo progetto. La storica dimora nel quartiere Torre da poco ristrutturata è destinata a diventare il Palazzo della cultura, delle idee e delle arti, come sottolineato dallo stesso assessore Grasso.
Il progetto prevede vari spazi, non solo quelli relativi alla formazione teatrale ma anche allestimenti di scena e incontri con attori, registi, sceneggiatori e scenografi di Ravenna e di Scampia, il quartiere napolitano controllato dalla Camorra, e con altre realtà culturali italiane .

Punto di partenza e allo stesso tempo di arrivo del progetto sono proprio le esperienze di Scampia e Ravenna. Nel 1983 Martinelli ha fondato nella città romagnola la “non-scuola” del Teatro delle Albe, così chiamata perchè non si prefigge di creare attori, ma di incendiare il cuore degli adolescenti con il teatro. Mandare in corto circuito la loro ignoranza sui grandi classici, da Aristofane a Brecht. Questa esperienza è stata poi esportata a Napoli, nel quartiere di Scampia con il nome di “Arrevuoto”, progetto triennale del Teatro Mercadante. Nel 2007 il progetto si è trasformato in “Punta Corsara” che da pochissimo è diventata un’associazione guidata da Emanuele Valenti.
“Punta Corsara” ha messo su una compagnia costituita dai ragazzi più motivati del quartiere napoletano che ora girano tutta l’Italia con i loro spettacoli. Cosa che ci si augura possa concretizzarsi pure col progetto “Capusutta”.





L’Assessore Grasso risponde alle associazioni: “Non si pensi solo ai soldi!”

10 10 2010

L’assessore Tano Grasso risponde alle associazioni e ad altri cittadini, come il promoter Pegna, che gli hanno scritto una lettera aperta dopo aver visionato il suo progetto culturale per la città. Di seguito riportiamo il pensiero dell’assessore Grasso che ha rotto il silenzio e dato una risposta a quanti, nei giorni scorsi, hanno criticato la sua idea di cultura per i prossimi cinque anni. Ecco come si è espresso, lo riportiamo integralmente.
“Sono rimasto molto deluso. Come voi avete notato con molta umiltà ho presentato un documento dal titolo “Appunti”. Con molta umiltà ho messo un sottotitolo “una base di discussione” perché la mia idea, come avevo annunciato, è: pongo un problema per sollecitare un dibattito. Debbo dire che a parte l’intervento di Ruggero Pegna, sul quale condivido alcune cose, quello che mi ha colpito è non aver ricevuto suggerimenti, contributi, idee sul fronte della politica culturale. Ecco, io penso che l’associazionismo culturale di Lamezia, che ha una sua gloriosa dignità, una sua storia, e che mi auguro questi appunti possano essere da stimolo, debba intervenire nel merito delle idee. Perché vedete, questo progetto è innovativo per una cosa: perché imposta una politica culturale del Comune, una cosa che non c’era prima. Cioè il Comune costruisce, prova a mettersi in gioco così come avviene in ogni parte del mondo, e non nella vecchia Unione Sovietica, proponendo iniziative, eventi in prima persona, sostenendo ed intervenendo su progetti che le associazioni presentano in una situazione di assoluta pluralità come è giusto che sia. Ecco, la cosa che mi ha provocato delusione da questo punto di vista è che non c’è stato un dibattito. Probabilmente ha ragione Pegna: è un compitino ben scritto, ma anche se lo fosse, ed io lo considero un complimento perché ho l’ossessione degli errori di grammatica, ciò non toglie che sia meritevole di un dibattito pubblico. Anche perché alla fine di un dibattito si avrà un momento d’ incontro con il mondo dell’associazionismo cittadino per tirare una prima linea. Sono arrivate alcune lettere personali, per fortuna, di cittadini che ho apprezzato. Ma di fatto, nel merito, l’unico intervento è stato quello di Pegna che tra l’altro dice cose vere. Ad esempio, quando dice che sono “fissato”, dice una cosa vera. Io sono fissato con il problema della mafia, anzi mi auguro che siano molte di più le persone fissate con il problema della mafia a Lamezia. Perché qualunque progetto culturale non può prescindere, in una realtà come Lamezia, o in una realtà come Palermo o Reggio Calabria, dal confronto con una mentalità, un modo di pensare che costituisce il punto di forza della mafia, che è tale perché c’è questo elemento. Perché c’è anche questo elemento. E’ ovvio che quello è l’unico punto del programma non suscettibile di discussione. Se non piace, pazienza. Sul resto c’è un taglio politico e c’è la nostra responsabilità che ci assumiamo nel dire quelle cose.
Con Gianni ne abbiamo parlato e ci è sembrata una cosa innovativa, ossia il fatto che Gianni Speranza e Tano Grasso non valuteranno i progetti che verranno presentati. Cioè voi capite che la giunta si spoglia di un potere, rinuncia ad esercitare un potere, una gestione diretta. E voi capite che non rinuncia a poco. E delega questa decisione ad un soggetto tecnico. Ed in tal senso stiamo lavorando per individuare tre o quattro intellettuali di prestigio che possano far parte di questa commissione. Penso che non saranno comunque forestieri. Come dicevo, il comune rinuncia e pone questa discrezionalità ad un soggetto tecnico. Secondo elemento, quello più importante, è la valutazione comparativa. Il più bravo va avanti. Il meno bravo va indietro. S’introduce un principio di meritocrazia serio. E’ il mercato, la valutazione, le cose che si presentano. Tutti dovranno presentare i progetti entro un certo periodo e le stesse saranno valutate insieme. Quindi se lei presenta una mostra di pittura così come altri due, non è che se lei presenta la mostra per prima lei sarà finanziata e gli altri due no. Si valuta quale scegliere. Altro elemento è il vantaggio per le associazioni. Sapere per tempo, sapere prima e non andare dietro all’assessore chiedendo: “ma l’avete approvato?”, oppure “ce li date?”. No. Si saprà subito in che posizione è il progetto, se è già stato valutato e perché. E poi ci sarà per loro tutto il tempo per costruire, programmare, rivedere i loro progetti. Dopo il problema quale è? Ecco credo sia la ragione per la quale sono qui. L’ho spiegato al maestro Pollice quando ci siamo incontrati e, cioè, del fatto che io di molte cose non parlo. Ho scelto di non parlarne perché il mio problema non è amministrare ciò che egregiamente si è fatto, altrimenti la mia presenza qui non ha più senso. Il problema è un altro. Cioè bisogna provare a fare emergere quell’altro che fino ad ora non è emerso. Vivacizzare il tessuto culturale della città dando spazio ad altri. Altri che hanno capacità e meriti. Quindi provare a fare emergere altri soggetti. L’ente pubblico finanzia una parte, altrimenti le associazioni, proprio perché le vogliamo tutelare, diventano partecipate comunali. E noi non vogliamo che le associazioni diventino aziende partecipate. Devono essere delle associazioni a cui va una parte del contributo. Ma non può esistere, perché non esiste nel mondo, per lo meno razionale, un soggetto che presenta un progetto e gli viene finanziato il 100% del progetto stesso. Perché altrimenti non è più un’associazione, ma diventa una società partecipata del comune. Se poi mi si imputa il tetto massimo finanziabile del 50%, allora io dico che quella è una misura che valorizza il soggetto più svantaggiato. In una situazione di merito l’ente pubblico ha il dovere di tutelare il soggetto che è più svantaggiato. E, quindi, da questo punto di vista, il tetto di contributo al 50% serve a questo. Chi ha meno opportunità, chi ha una posizione svantaggiata, l’ente pubblico deve poter offrire più opportunità. Semplice. Si tratta di mettere un po’ di ordine. Se poi si pensa che non esisteva neppure l’elenco delle associazioni… e siccome non siamo a Treviso ma a Lamezia come a Reggio o Palermo, è doveroso verificare anche i requisiti interni delle associazioni. Del resto, sono sempre disposto ad un incontro. Ci sarà a riguardo un momento di confronto collettivo con gli stati generali della cultura. Io stesso nella mia relazione concludo chiedendo il confronto. Ho chiesto non parliamo di soldi. Di soldi, ne parliamo dopo. Non parlate solo di soldi. Anche perché non sappiamo dove reperirli tutti. Io chiudo la mia relazione chiedendo di presentare idee, parlare, rivolgendomi soprattutto a chi ritiene di avere un merito e di non averlo mai potuto esprimere. Ma anche a chi già ha un merito. Presentate proposte su proposte. Invece si parla di piccioli. Poi parleremo di piccioli. E questo lo giudico un fatto estremamente negativo. Poi può essere anche un problema. Mi auguro che le associazioni, che hanno anche storie prestigiose, possano entrare nel merito e pronunziarsi”.





Lettera aperta all’Assessore alla Cultura Tano Grasso

5 10 2010


Riceviamo e pubblichiamo: Gli Appunti Per un progetto culturale per la città di Lamezia Terme da Lei proposti come base di una discussione sono stati per noi un’occasione di riflessione utile ad esprimere, per la prima volta insieme, alcune considerazioni. Il richiamo alla promozione ed alla valorizzazione del talento e della creatività, da noi praticata da sempre, non può che vedere le nostre associazioni, da anni concretamente impegnate nella cultura quale strumento tra i più efficaci per combattere la mafia, con convinzione al suo fianco. Condividiamo poi la dichiarazione che “il risultato complessivo del progetto culturale del Comune dipenderà dalla qualità del rapporto che si riuscirà ad allacciare con le realtà associazionistiche lametine” e che “obiettivo centrale è quello di sostenere l’associazionismo già presente incoraggiandone come già detto, crescita qualitativa e sforzi di innovazione”.

Tutto questo però non può limitarsi ad essere solo una generica affermazione di intenti contraddetta dai successivi atti deliberativi. Ci saremmo aspettati, dopo le audizioni che ha avuto prima dell’estate con tutti gli operatori culturali della città, una valutazione nel merito sulle attività realizzate a Lamezia ma, probabilmente ragioni di opportunità, l’hanno indotta a sorvolare su questo aspetto. Nessun riferimento, dunque, alle diverse stagioni teatrali, musicali, filosofico-letterarie, cinematografiche, lezioni magistrali, alle tante qualificate iniziative culturali ed artistiche che da anni hanno il consenso della critica più accreditata e, soprattutto, dei lametini ma una serie di nuove proposte, alcune delle quali descritte anche nel dettaglio, cui si aggiunge il Lamezia/art/festival – Festival della legalità.

Nessun accenno però sulle risorse necessarie a realizzare il progetto Lamezia città della cultura e del tempo libero e/o città dell’ antimafia e, soprattutto, sulle strategie che intende perseguire per implementare le modeste disponibilità finanziarie messe a disposizione dal bilancio comunale. Avremmo gradito che, prima della stesura delle Direttive, avesse sentito l’esigenza, fermo restando le legittime prerogative dell’Amministrazione, di ascoltare le associazioni. Un ‘ occasione mancata dove, in un sereno ed approfondito confronto, la parte politica, assistita dai dirigenti comunali, avrebbe potuto annunciare, per tempo, le sue intenzioni agli operatori culturali che, oggi, all’avvio delle stagioni, si trovano, di fronte a regole cambiate, in una situazione a dir poco difficile avendo preso impegni con artisti, studiosi, gruppi e compagnie volti ad assicurare quei risultati che, da decenni, sono riconosciuti in campo locale, nazionale ed internazionale. Salutiamo con soddisfazione l’avvio del censimento delle associazioni culturali ed auspichiamo un confronto aperto e leale almeno nella stessa misura in cui, nella differenza dei ruoli, Lei stesso lo auspica come dichiarato recentemente alla stampa. Rimaniamo però sconcertati dalle disposizioni adottate nelle direttive circa la Misura del finanziamento perché la loro applicazione è in netto contrasto con quanto indicato negli appunti e nella stesse premesse della deliberazione della Giunta Municipale che ha adottato le direttive. La presenza di un tetto di finanziamento da parte dell’Amministrazione Comunale era già fissata dal precedente Regolamento per la gestione delle attività culturali e di spettacolo adottato dalla Commissione Straordinaria con i poteri del Consiglio. In quel regolamento, attualmente vigente, si fa riferimento ad un onere parziale, da parte dell’ Amministrazione comunale, rispetto al costo complessivo di un progetto, nella misura massima del 60%. Nei suoi Appunti, come da Lei stesso dichiarato, base di discussione, scrive: il Comune … opera una selezione sulla base del merito impegnandosi al finanziamento con un contributo che non potrà in ogni caso superare la metà del costo complessivo del progetto, in altre parole l’ Amministrazione Comunale può sostenere un progetto nella misura massima del 50%.Nelle direttive, emanate senza alcuna discussione, questa indicazione si modifica e la soglia del 50% non si riferisce più alla misura massima del sostegno comunale ma all’insieme dei contributi e/o finanziamenti erogati dagli enti pubblici per un determinato progetto. L’ adozione di questa disposizione, in contrasto con quanto si fa in tutta Europa dove gli operatori sono invitati a mettere insieme il maggior numero di risorse pubbliche per consentire la realizzazione di qualificati progetti culturali nei loro territori di riferimento, avrà come naturale conseguenza il significativo ridimensionamento dell’attività culturale sin qui programmata ed, in taluni casi, la stessa cessazione.

Sostenere che il costo del restante 50% di un determinato progetto debba essere ricavato dal mercato, proposta mai fatta neanche dai liberisti più radicali, e che non si realizza in nessun luogo d’Italia tanto da parte del pubblico che del privato non commerciale, significa di fatto impedire agli operatori culturali dell’associazionismo lametino di programmare la loro attività.

Alla pluralità e diversificazione delle proposte, vera garanzia di offerta democratica, sin qui praticata e sostenuta da tutte le Amministrazioni Comunali e Straordinarie, si sostituisce così un progetto culturale unico ed univoco, una sorta di monopolio pubblico della cultura la cui adozione non può lasciare indifferenti tutti gli spiriti liberi. Invitiamo, pertanto, chi ha responsabilità di governo a provvedere al censimento delle associazioni ed al contempo sospendere l’adozione delle nuove direttive nella parti ad esso non riferite, convocando, nel più breve tempo possibile, una riunione con tutti gli operatori dove approfondire e discutere la questione per garantire ai cittadini di Lamezia e del suo vasto hinterland, che partecipano numerosi alle iniziative proposte, la fruizione di qualificate stagioni ed iniziative espressione di una cultura plurale e diversificata così come è la nostra realtà lametina.

Ass. ne Accademia della Cultura – Stagione Concertistica – Presidente Pietro De Fazio

Ass. ne A.M.A. Calabria – Presidente Gennaro Pollice

Ass. ne ARCI Lamezia Terme – Vibo Valentia – Presidente Ivan Falvo D’Urso

Ass. ne Artistica Terra di Sol di Orlando Vescio e Maurizio De Paola

Ass. ne Bequadro – Stagione concertistica Lamezia Jazz – Presidente Egidio Ventura

Ass. ne Calabria Mia – Presidente Pino Natale

Ass. ne Culturale Aleph Arte – Presidente Antonio Pujia

Ass. ne Culturale Centro Studi Anthurium – Presidente Francesco Ruberto

Ass. ne Culturale La Lanterna – Presidente Stefania Vasta

Ass. ne Culturale Folklorico Canterini Nicastresi – Presidente Umberto Ferrari

Ass. ne Culturale Prospettive d’Arte – Presidente Maurizio Carnevali

Ass. ne Socio Culturale Pietro Ardito San Teodoro – Presidente Vincenzo Mastroianni

Ass. ne Premio Franco Costabile – Presidente Dante Maffia

Centro Studi Koiné Stagione Il Sabato del Villaggio – Presidente Raffaele Gaetano

Comitato Giovanile Lametino – Presidente Antonello Iovane

Proloco Lamezia Terme – Presidente Vincenzo Ruberto

Teatrop cooperativa sociale– Presidente Piero Bonaccurso





Mafia/ Tano Grasso: gli imprenditori europei vengano in Calabria “Qui non c’e’ circolazione di imprese e capitali stranieri”

19 07 2010

Per combattere la mafia , la ‘ndrangheta e il racket, servono più investimenti puliti e il coraggio degli imprenditori anche internazionali. Eì il messaggio di Tano Grasso nel ventesimo anniversario della nascita dell’associazione antiracket, celebrato a Lamezia Terme alla presenza del ministro Roberto Maroni. Grasso, presidente onorario della Fai e assessore al comune di Lamezia Terme ha lanciato una proposta: “Il dramma del Mezzogiorno e della Calabria e’ che non c’e’ circolazione di imprese e capitali stranieri. Gli imprenditori non vengono in Calabria perche’ c’e’ la ‘ndrangheta che rappresenta un costo aggiuntivo insostenibile. Da Lamezia Terme vogliamo lanciare un messaggio agli imprenditori di tutta Europa: vengano a Lamezia Terme ed in Calabria ad attuare i loro investimenti, superando ogni timore legato alla presenza della criminalita’ organizzata”. Grasso ha poi proseguito: “La sfida che vogliamo lanciare qui da Lamezia Terme a tutto il mondo dell’imprenditoria europea e’ di superare questi timori. Fare venire dieci nuovi imprenditori a Lamezia Terme significa introdurre un elemento di novita’ fondamentale per lo sviluppo”.





Ecco la Giunta di Lamezia. In squadra due giovanissimi come Giusi Crimi e Rosario Piccioni.

18 05 2010

Non è solo una squadra di assessori quella presentata ieri da Gianni Speranza. Ci sono consulenti con deleghe importanti ma anche superdirigenti importati dalla Regione. E nonostante manchino ancora i due assessori del Pd e quello del triciclo Prc-Pdci-Città, la squadra è in campo e comincia a giocare la sua partita da oggi. Questo ha fatto capire chiaramente il sindaco per mettere il peperoncino sulla coda ai partiti ancora indecisi ad un mese e mezzo dal ballottaggio vinto dal centrosinistra.
«È successo quello che avevo anticipato in campagna elettorale, c’è stato un ricambio generazionale nella nuova giunta. Pensate che io sono il più anziano». Ma il sindaco ha solo 56 anni ed è molto lontano dall’ospizio.
Con lui ci sono Francesco Cicione e Giusi Crimi, due assessori ripescati, l’imprenditore Tano Grasso che continua la sua crociata contro racket ed usura, Rosario Piccioni giovane avvocato e segretario cittadino di Sinistra ecologia e libertà, e Aldo Ferrise dottore commercialista ed ex presidente del Collegio dei revisori dei conti al Comune. Ne restano da nominare altri tre: la sinistra è combattuta tra Gianni Gallo e Rosa Tavella, mentre il Pd è ancora in alto mare.
Ma la squadra non è tutta qui, ha dato ad intendere ieri Speranza. Che contestualmente alla giunta ha presentato i consulenti Giuseppe Vitale, il giudice ex vicesindaco, Giovanna De Sensi Sestito la docente universitaria ed ex assessore nella sua prima giunta, e Francesco Carnovale Scalzo avvocato che ha avuto un ruolo nell’esecutivo anche lui. Tre i dirigenti di nuova nomina, tra i quali Salvatore Orlando che fino a un paio di mesi fa ha gestito per anni alla Regione il settore programmazione dei fondi europei. «Ha fatto il suo lavoro anche in Sardegna nella giunta di Renato Soru», ha spiegato il sindaco, «e pensate che ha rifiutato un nuovo incarico alla Regione Emilia Romagna per scegliere di stare con noi qui a Lamezia».
Da assessore a dirigente del settore urbanistica Andrea Iovene. Ripescato anche Biagio D’Ambrosio, per poco più di un anno segretario generale a Palazzo Maddamme, fino a ieri vicedirigente generale al grande Comune di Napoli.
«C’è molta attenzione su Lamezia a livello nazionale, basta leggere l’ultimo numero de “L’Espresso” per capirlo», ha spiegato il primo cittadino sorridente, «un’attenzione che ho potuto toccare con mano anche sabato scorso ad Assisi nella “Marcia della pace” dove in tanti hanno dimostrato soddisfazione per la presenza del Comune di Lamezia».
Nessuna preoccupazione per le deleghe da assegnare ai nuovi arrivati. Finchè non ci sono nomi e cognomi ad esercitarle sarà il sindaco. «Ma non ci sono deleghe definitive per nessuno», ha messo le mani avanti, «perchè questo è un work in progress, un laboratorio di idee».
E dopo aver ringraziato tutti gli assessori che gli hanno dato una mano per il lavoro di questi ultimi cinque anni, Speranza fa un secco elenco delle prime cose da fare: il bilancio di previsione entro i primi di giugno, un partner privato per la Multiservizi, il documento preliminare del Piano strutturale, e l’intervento edilizio all’ex Zuccherificio d’iniziativa privata.
In bocca al lupo alla “squadra” ed alla Citta’!





Il Presidente dell’Antiracket Tano Grasso scioglie i dubbi ed accetta di diventare Assessore alla Cultura del Comune di Lamezia Terme

11 05 2010

Ci ha pensato su qualche giorno, ma alla fine accetta. Tano Grasso questa mattina avrà l’investitura di assessore da parte del sindaco Gianni Speranza che l’ha chiamato nella sua squadra. Il presidente onorario della Federazione nazionale delle associazioni antiracket avrà la delega alla Cultura. Ma con l’investitura di Grass, che stamattina incontra Speranza a Palazzo Maddamme, la giunta non è sicuramente completa. La nomina dell’intera squadra slitta d’una settimana soprattutto perchè i partiti del centrosinistra non hanno ancora deciso i loro rappresentanti nell’esecutivo. L’unico a sapere il fatto suo è proprio il sindaco che oltre a Tano Grasso nominerà Francesco Cicione vicesindaco con la delega alla programmazione dei fondi comunitari. La sua “mission” era scritta dal momento in cui Speranza s’era ricandidato: realizzare il Piano di sviluppo lametino che, tra fondi pubblici e privati, prevede investimenti per poco meno di un miliardo di euro. L’accordo di programma sottoscritto dal Comune, ma anche da Regione e Provincia lo scorso novembre, è l’unico in tutta la Calabria ed i fondi sono destinati ed immediatamente spendibili. Al sindaco restano da nominare due tecnici che però vuol tenere segreti fino all’ultimo giorno. Nei partiti della coalizione invece è bagarre. A cominciare dal Pd, a cui spetterebbero due assessorati. «Troppo poco rispetto al peso che abbiamo avuto nelle elezioni», hanno detto in tanti ieri sera nell’incontro dell’unione cittadina. C’era chi ha proposto di riprendere la trattativa col sindaco per fare allargare la rappresentanza del Pd non solo in giunta ma anche nelle società partecipate (Sacal, Multiservizi, Lameziaeuropa, Asi, Fiera) e nelle nomine dei dirigenti del Comune. L’altra linea ancora più dura proposta nella riunione è stata quella dell’appoggio esterno a Speranza. Ma è passata la prima proposta, così nei prossimi giorni ci sarà un nuovo incontro tra sindaco e delegazione del Pd. Il Partito democratico ha da proporre per gli assessorati l’uscente Pino Zaffina ai Lavori pubblici e l’imprenditore Pino Cosentino. Se tutti e due dovessero lasciare il posto di consigliere e di primo dei non eletti, verrebbe nuovamente ripescato in consiglio Giuseppe Petronio, ex senatore e capo storico della sinistra socialista cittadina. «Ci sarà un confronto duro col sindaco non sui numeri», è stato detto ieri al Pd, «ma su una proposta complessiva e sui programmi, sul progetto politico da perseguire nei prossimi cinque anni». Il gruppone Progetto Lamezia avrebbe da proporre Giusy Crimi, anche perchè il primo cittadino ha chiesto ai partiti di indicare almeno due donne in giunta. Non è molto chiaro cosa vuol fare il triciclo Rifondazione-Pdci-Lista Città dove ci sono almeno tre possibilità: Giovanni Gallo, Rosa Tavella e Crlo Aiello. Intanto sull’altra sponda si sono dati da fare con la carta bollata. Il Pdl e i consiglieri esclusi del centrodestra hanno depositato i loro ricorsi al Tar Calabria contro l’Ufficio elettorale. Dovrebbero essere due atti, uno dell’avvocato Valerio Zimatore del foro di Catanzaro e l’altro dello studio legale romano Di Porto. L’udienza per la sospensiva è stata fissata il primo luglio prossimo. Comincia così l’iter giudiziario che potrebbe portare anche ad un ribaltamento della maggioranza in consiglio comunale qualora anche il Consiglio di Stato dovesse sposare la tesi del centrodestra secondo cui la conta dei seggi si fa considerando solo i voti di preferenza espressi ai consiglieri, e non anche quelli al sindaco. In quel caso il centrodestra legato a Ida d’Ippolito avrebbe il 50,7% dei consensi di lista, cioè 18 consiglieri su 30. L’Ufficio elettorale ha invece assegnato al centrodestra il 48,6% dei consensi di lista, assegnando il premio di maggioranza alla coalizione che sostiene Gianni Speranza. Se tutto filerà liscio davanti ai giudici amministrativi una sentenza definitiva si avrà nel prossimo autunno.





Tano Grasso Assessore alla Cultura a Lamezia? Deciderà martedì

9 05 2010

Lamezia Terme – «Da un lato mi entusiasma molto, dall’altra devo risolvere un poco di cose, a partire dalla mia agenda che è ipotecata fino al prossimo ottobre». Tano Grasso alla Gazzetta del Sud dice: «Scioglierò la riserva martedì mattina». Proprio il giorno in cui Gianni Speranza comunicherà la sua nuova giunta.
Il presidente della Federazione nazionale antiracket è dato come favorito nell’esecutivo. «Non con la delega alla legalità e alla sicurezza, sarebbe troppo scontato», ammette il sindaco che aspetta la decisione di Grasso. Ed è proprio l’imprenditore di Capo d’Orlando, nel Messinese, che ha fatto partire la lotta alle estorsioni mafiose che molto gasato si lascia andare per un attimo: «Non ho mai fatto l’assessore da nessuna parte, sarebbe bello però». A lui Speranza potrebbe assegnare la cultura.
Chi ci spera di più è l’Ala, l’Associazione lametina anriracket. Da cui è nata l’idea di portare Tano Grasso in giunta. «È stata un’idea nata quasi per gioco», spiega Armando Caputo, l’imprenditore che guida l’associazione, «noi abbiamo buttato l’amo a tutti e due i pesci, Grasso e Speranza, poi abbiamo visto che la proposta interessava entrambi. Martedì il presidente sarà in città e ci dirà se ha accettato».
Il tono è ottimistico. Ma l’incertezza dell’ultima ora resta. «Per noi sarebbe il meglio possibile, ma anche per la città. Qualsiasi delega dovesse toccargli andrà bene, conoscendo la sua cultura, i contatti che ha, il suo modo di lavorare e i suoi interessi. Realizzerebbe progetti ambiziosi di richiamo nazionale».
Raffaele Mazzei, capogruppo del Pdl, invece è polemico su questa possibile nomina: «Ma non era Speranza ad accusare il candidato Ida d’ippolito definendola il “sindaco del fine settimana se avesse vinto”? Evviva la coerenza». Tano Grasso per il capo dell’opposizione «ha adottato diverse iniziative e presieduto conferenze e seminari sui condizionamenti mafiosi nell’economia per cui può ritenersi un esperto sul tema, ma non è un lametino, e in quanto vive e lavora in un’altra città non sarà nel nostro comune se non nei fine settimana, per l’appunto. Pertanto non potrà occuparsi in maniera proficua ed efficace dell’assessorato che gli verrà affidato».
Eppure di esempi illustri in questo senso ce ne sono: Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi, nell’entroterra di Trapani.
Intanto i malumori scoppiano a destra e a sinistra. Ieri pomeriggio nella segreteria dell’onorevole d’Ippolito si sono riuniti i gruppi del centrodestra per fare il punto della situazione e creare un fronte unico contro sindaco e maggioranza. L’esperimento sembra sia andato male. Innanzitutto perchè il coordinatore del Pdl Luigi Muraca non è stato invitato. «È stata un’iniziativa del tutto personale, stravagante e velleitaria», commenta Muraca con rabbia compassata rispondendo ad una telefonata della Gazzetta del Sud. E aggiunge: «Se qualcuno ritiene di fare la guerra a me o a Pino Galati si romperà il muso, perchè questo è un modo maldestro e greve di condurre una linea politica. Il raccordo del Pdl con la minoranza non si può tracciare senza il coordinatore cittadino del maggiore partito». Sembra incrinato il rapporto tra d’Ippolito e Galati che in campagna elettorale pareva stretto.
Francesco Chirillo sapeva della riunione ma non era al corrente che ci fosse tutta la coalizione invitata. «Sono andato all’incontro convinto che fosse tra noi del Pdl», racconta il consigliere comunale. Alla riunione c’erano Giovanni Scalzo del Nuovo Psi, consiglieri e segretario dell’Udc, ma non il Pri assente giustificato. Nicotera ieri ha ribadito che l’opposizione la farà ma in modo propositivo. Nè l’Udc nè gli altri esponenti della minoranza di centrodestra sembra chiederanno la vicepresidenza del consiglio.
Si stanno incrinando anche gli equilibri nel centrosinistra, dove il Pd scalpita. Pare che il sindaco gli abbia concesso soltanto due assessorati, e questo non soddisfa il partito. Che ieri fino a tarda sera si è riunito per concordare una strategia e ottenere di più.
Nella rosa di nomi del Pd per i futuri assessori ci sono l’uscente Pino Zaffina, l’ex senatore Giuseppe Petronio e la “new entry” Aquila Villella. Nessuno di loro sembra possa fare il vicesindaco visto che quel posto dovrebbe essere occupato da Francesco Cicione, che continuerà ad occuparsi della programmazione comunitaria. Visto che è stato lui l’elaboratore del Piano di sviluppo lametino, unico accordo di programma approvato per una città calabrese dalla vecchia giunta Loiero.