Nuccio Iovene su Speranza e Vendola: “Simboli di buon governo, alternative ed esempi validi”.

27 08 2010

«Lamezia con Gianni Speranza e la Puglia con Niki Vendola. Questi gli esempi di buona politica che Sinistra ecologia e libertà propone al Sud e a tutta la sinistra italiana». L’ha detto Nuccio Iovene, ex senatore e consulente del sindaco, nel corso della conferenza stampa di presentazione della festa di Sel da oggi a domenica. La tre giorni per il popolo della sinistra locale, non vuol essere solo un momento ricreativo, ma anche l’occasione per ribadire alla Calabria che «la nostra è l’unica città della regione che alle ultime elezioni ha resistito allo tsunami del centrodestra. A Lamezia – ha rimarcato Iovene – si è creato un laboratorio da cui parte una nuova proposta politica. Un punto di riferimento importante consolidato in questi anni grazie al lavoro e all’impegno del governo locale guidato da Gianni Speranza». Iovene ha anche ricordato che la festa avrà un’appendice martedì 31, giornata in cui si svilupperà il dibattito sulle tematiche politiche più attuali e scottanti. Altro momento d’incontro e confronto è in programma per giovedì 2 settembre, quando in città sarà presente Claudio Fava, coordinatore nazionale di Sinistra ecologia e libertà. Tutto ciò in previsione del congresso nazionale del 22 ottobre che vedrà come leader indiscusso Niki Vendola, «che è uno dei candidati alla sfida col centrodestra di Berlusconi, all’interno del quale si sono rotti tutti gli equilibri», ha sottolineato l’ex senatore. Alla conferenza in Piazza Italia anche altri due esponenti del movimento, Totò Laganà e Fernando Miletta. Quest’ultimo ha sottolineato che la festa di Sel ha un doppio significato: celebrare la straordinaria vittoria nella scorsa tornata elettorale del rieletto sindaco Gianni Speranza, e fare un bilancio dei primi mesi di governo dell’amministrazione comunale. «Non possiamo dimenticare che quella di Speranza è stata un’affermazione storica», ha dichiarato Miletta, «allora è giusto festeggiare insieme alla città così com’era stato preannunciato dopo la vittoria plebiscitaria, un vero trionfo a furor di popolo». Il presidente della Multiservizi ha anche anticipato l’incontro pubblico di domani pomeriggio alle 18.30 sul progetto di riqualificazione dell’ex zuccherificio. «Un’iniziativa di enorme valore che», ha evidenziato Miletta, «punta a fare della zona interessata e quindi di Lamezia un’area nevralgica per l’intera regione e per il Sud». L’esponente di Sel ha anche commentato la presa di posizione del movimento di cittadini e professionisti che in questi giorni sta manifestando la sua contrarietà al progetto e quindi all’abbattimento della vecchia struttura. Miletta si è chiesto come mai «queste persone stanno protestando solo ora e non l’hanno fatto prima, considerando che tutto lo stabilimento versa in uno stato lento e inesorabile di autodistruzione, da circa mezzo secolo». Un’area e un complesso di costruzioni fatiscenti in completo abbandono che sono di proprietà privata e che, in caso di acquisto, costerebbero al Comune, circa 10 milioni di euro. Miletta ha ricordato che nel progetto della Cissel, proprietaria del sito, è compresa anche la realizzazione di un museo «proprio per conservare la memoria di uno degli emblemi dell’archeologia industriale locale». Nei tre giorni di festa si alterneranno diverse iniziative: dai giochi popolari alle manifestazioni sportive, alle degustazioni gastronomiche di prodotti tipici.





Primarie Lamezia: intervista a Gianni Speranza

13 02 2010

Cinque anni fa Gianni Speranza è stato eletto sindaco di Lamezia Terme, una città difficile, al centro della Calabria, con settantamila abitanti. Una esperienza amministrativa, la sua, che ha segnato un punto di riferimento sul fronte della difesa della legalità e della affermazione della dignità del territorio, del contrasto agli interessi speculativi e mafiosi. Cinque anni in cui non sono mancate intimidazioni e minacce.

Eppure, a scadenza del primo mandato, un po’ come è accaduto in Puglia per Nichi Vendola, la sua ricandidatura per le contraddizioni interne al PD innanzitutto non è sostenuta da una parte di quel partito, nonostante, in questo caso, non vi fosse a giustificare la scelta neanche il presupposto di un possibile allargamento dell’alleanza all’Udc.

Il giudizio nel centrosinistra sulla tua esperienza amministrativa è in larga parte positivo. Con quale spirito ti trovi a dover affrontare le elezioni e eventuali primarie?

Con lo spirito di chi pone gli interessi della città prima di tutto. Con lo spirito di chi crede nella necessità di costruire un nuovo centrosinistra. Proprio per questo avevo accettato un percorso che pure mi sembrava inutile. Ma di fronte alle difficoltà emerse nella coalizione, ho ritenuto necessario, proprio per l’interesse di Lamezia, porre la mia candidatura rilanciando le buone ragioni del centrosinistra e dell’amministrazione di questi anni. Ho accettato le primarie per evitare lacerazioni nella coalizione.

Quali risultati rivendichi principalmente per la tua amministrazione?

Ho preso un Comune che era stato sciolto per mafia, commissariato, con gli uffici abbandonati a se stessi e con l’impossibilità di poter contrarre mutui. Il prestigio della città all’esterno era ridotto a zero. Tanti lametini si sentivano mortificati. Non avevamo la maggioranza in consiglio e si aveva come la sensazione che presto si sarebbe tornati a votare. Invece abbiamo resistito ed in cinque anni abbiamo realizzato opere pubbliche, eventi, iniziative che hanno ridato dignità a Lamezia, restituendole l’immagine di una città non più ripiegata su sé stessa, ma proiettata verso il futuro. Abbiamo riqualificato e fatto rivivere interi pezzi del territorio. Abbiamo animato molti luoghi con iniziative ed eventi, sottraendo alla criminalità spazi che sono diventati nuovi luoghi di socialità. Lo abbiamo fatto non soltanto lasciando una amministrazione sana, ma anche contenendo tariffe e tributi, prevedendo sgravi per le imprese colpite dal racket e dall’estorsione e misure agevolate per le giovani coppie e i pensionati, attivando il microcredito.

Quali prospettive intravedi per un territorio così difficile come il lametino e, più in generale, per la Calabria?

Purtroppo nel quinquennio trascorso la disoccupazione è cresciuta e la povertà si è estesa in tutto il Paese. La situazione è quindi molto difficile in un territorio assediato dall’illegalità diffusa e della criminalità organizzata. La Calabria è al limite delle sue possibilità. La ‘ndrangheta da una parte, lo Stato, la Regione e gli enti locali dall’altra si fronteggiano, quando non si sfiorano o colludono. L’unica possibilità di invertire il degrado è quella di produrre buona politica e buona amministrazione. Noi abbiamo dato un segnale facendo sì che il Comune di Lamezia Terme si costituisse parte civile in più processi per mafia. Questi sono esempi che vanno al di là di qualsiasi azione amministrativa. Poi abbiamo individuato delle linee di sviluppo puntando sul distretto agroalimentare di qualità e sul polo di ricerca agroalimentare, sulla Zona Franca Urbana, sull’area termale, sulla trasformazione dell’area ex Sir, luogo emblematico di una industrializzazione fallita nel Mezzogiorno. Siamo i primi e finora gli unici ad aver firmato il Patto per lo Sviluppo con la Regione e la Provincia per le grandi infrastrutture. Abbiamo destinato consistenti investimenti per il parco d’impresa e l’autoporto e indirizzato 65 milioni di euro per lo sviluppo dell’aeroporto, mentre sono previsti 199 milioni di euro per la metropolitana di superficie. Così, attivando centinaia di milioni di euro di risorse, cerchiamo di disegnare uno sviluppo diverso, ma è evidente che le forze del ristagno e della rassegnazione cercheranno di riemergere.

Secondo te la politica oggi è in grado di comprendere la portata dei problemi che si trova di fronte o è chiusa nel suo universo autorferenziale?

Quelli trascorsi sono stati cinque anni di impegno totale, rinunce e anche mortificazione. La cosa che mi ha fatto stare più male è stato essere accusato di trasformismo e aver messo in moto questa logica pur di galleggiare. E invece ho cercato sempre di costruire un clima di rispetto e non di rissa. E sono soddisfatto di essere stato sempre coerente. Sinceramente, a volte, non sono riuscito a capire quanto la politica guardasse agli interessi dei cittadini e quanto ai propri.

A Lamezia Terme si ripeterà lo schema pugliese?

In questi anni abbiamo dimostrato capacità di governo e fino all’ultimo giorno sarò il sindaco di tutti di lametini. Credo che sia stata un’esperienza eccezionale e penso che si possa valorizzare, che ci sia tutta la volontà e l’entusiasmo per fare ancora meglio. Il valore di questa esperienza è bene comune. Penso che possiamo migliorarla e rilanciarla ancora più in grande. Nichi Vendola è un leader nazionale. Io nel mio piccolo ho cercato di dare dignità a Lamezia, di caratterizzare quest’esperienza oltre l’ambito locale e di fare un laboratorio di buone prassi amministrative.

Di Valerio De Nardo