Sequestrati beni per 18 milioni di euro

25 01 2010

La Dia di Catanzaro ha confiscato beni per 18 milioni di euro all’imprenditore Vincenzo Perri di 34 anni. Il provvedimento di confisca é stato emesso dalla Corte d’Appello della città capoluogo di regione, su proposta della procura generale che aveva fatto proprie le risultanze investigative della direzione investigativa antimafia di Catanzaro. Gli uomini del colonello Francesco Falbo al termine di una complessa attività di analisi economico/patrimoniale hanno confiscato i capitali sociali delle aziende: Co.Ge.Pe srl, C.P. Tourist e di una ditta individuale, tutti riconducibili al presunto boss della ‘ndrina lametina Vincezo Perri. Inoltre allo stesso sono stati confiscati anche una villa con piscina e 50 beni immobili tra appartamenti, terreni e magazzini. Vincenzo Perri, attualmente sottoposto alla misura alternativa dell’obbligo di dimora nel comune di Lamezia Terme, lo scorso 6 febbraio veniva riconosciuto colpevole del reato di usura ai danni di un noto imprenditore lametino, con sentenza, divenuta irrevocabile ed emessa dalla Corte d’Appello di Catanzaro. I magistrati scrivono tra l’altro nel provvedimento di confisca che “sulla base dei dati statistici emerge una evidente sperequazione tra le capacità reddituale annuale del Perri, per come rilevata, e la spesa familiare annua, quale ritenuta necessaria ad ogni nucleo familiare per i propri bisogni familiari”. Infatti per questo motivo la Dia di Catanzaro ha messo i sigilli anche alle quote degli altri componenti il nucleo familiare dello stesso Vincenzo Perri, perchè scrivono ancora i magistrati “Appare fondata nel caso di specie la presunzione di illecita di accumulazione. Va escluso – continuano i magistrati – che con il solo reddito dichiarato da lui e dai suoi familiari, lo stesso Perri potesse provvedere al sostentamento quotidiano del proprio nucleo familiare e al tempo stesso incrementare il suo patrimonio”.