I medici di Soveria traslocati a Lamezia

25 08 2010

«Un’unità medica del reparto di chirurgia è stata trasferita all’ospedale di Lamezia, evidentemente per dare seguito alla famosa intercambiabilità che dovrebbe manifestarsi qualora una delle due strutture ospedaliere ne necessiti in modo imprescindibile: un provvedimento a cui presto si aggiungerà un’altra figura, sempre della chirurgia, in questo caso un’endoscopista, che presto sarà dislocato all’ospedale della piana, per rimpinguare una necessità in tal senso». A parlare così è il presidente del comitato Pro ospedale Antonello Maida che evidenzia come questo passaggio avvenga «guarda caso proprio quando la chirurgia di Soveria riesce a fornire dati e cifre inequivocabili, tanto che la cosa potrebbe generare insani dubbi». Per Maida la logica dell’intercambiabilità «ovviamente non fa una grinza, ma essa avviene a senso unico; anche se, a Soveria, l’esiguità di personale sta diventando un problema non indifferente». Anche il responsabile del reparto di medicina, spiega Maida, «allo stato, in alcuni giorni della settimana, si reca a Lamezia, poiché la nomina del commissario dell’Asp Gerardo Mancuso ha generato un’assenza da coprire: fatti che minano la stabilità dell’ospedale montano, almeno per quanto riguarda la disponibilità di unità mediche, che come dimostrano i dati dei due reparti, non sono certo da sfoltire». Da qui gli interrogativi del presidente del comitato: «Come e in che modo vengono messe in atto certe disposizioni, dato che esiste comunque un atto aziendale con precise indicazioni? Perchè non viene indetta costantemente la conferenza dei sindaci? Perchè le forze sindacali non rimarcano gli interessi dei lavoratori?» Per Maida «sarebbe opportuno che i referenti istituzionali comunali prendessero una posizione in merito o almeno si facessero spiegare perché a dover saldare i presupposti di sostenibilità dei due presidi deve essere spesso e volentieri solo l’ospedale di Soveria. All’ospedale montano servono certezze, affinché i reparti possano godere della piena sussistenza medica, altrimenti questa costante potrebbe diventare cronica e minare seriamente l’operatività della struttura di fatto indebolendola. Non bisogno ridurre l’offerta – ha sottolineato Maida – come allo stato sta succedendo, dato che sono stati ridimensionati alcuni servizi per il periodo estivo, come, medicina e pediatria. Altri reparti faticano addirittura a sopravvivere, ma solo per mancanza di personale, come l’ortopedia. Altri trovano le motivazioni nel personale stesso, non certo nelle linee guida aziendali».

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A rischio ictus? L’Ospedale di Lamezia offre check up gratuito

22 08 2010

L’incidenza di casi di ictus cerebrali che colpisce soprattutto soggetti anziani e a rischio, ha maturato l’idea di avviare un importante progetto di prevenzione. Il progetto denominato Pic, Prevenzione ictus cerebrale nasce per volere del dottor Antonio Giacobbe del servizio diagnostica vascolare dell’ospedale di Lamezia e con relativo imprimatur dei vertici del presidio ospedaliero. Il progetto ha anche ottenuto la sponsorizazzione del Rotary del Reventino, nell’ambito delle proprie azioni a favore del territorio e la collaborazione delle amministrazioni comunali e dei medici di base (Domenica Caridi, Giuseppina Macrì, Antonio Scordovillo, Leo Spataro, Sergio Trapuzzano, Luigi Marsico, Clara Pulice, Luigi Antonio Scalzo, Francesco Esposito, Pino Monaco, Peppino Adamo e Renza Ferlaino) dei comuni del comprensorio. Il progetto prevede l’esecuzione di esami ecocolor doppler dei Tsa per la prevenzione degli accidenti vascolari cerebrali nella popolazione a rischio, fondamentalmente anziani del territorio del club e consente di attuare una formula di diagnosi precoce di malattie le quali, non curate, possono produrre gravissime conseguenze di salute ai cittadini o addirittura la morte. Si prevede di intervenire in ciascuno dei dodici comuni del territorio (Carlopoli, Contlenti, Decollatura, Falerna, Gizzeria, Martirano, Martirano Lombardo, Motta S. Lucia, Nocera Terinese, San Mango d’Aquiiio, Serrastretta, Soveria Mannelli), esaminando circa 15 persone al mese suddivise in 2 singole sessioni. Il progetto si articola fondamentalmente in quattro fasi: identificazione dei soggetti a rischio da parte del medico di famiglia, sulla base dell’anamnesi e dei sintomi soggettivi. Calendarizzazione degli esami strumentali, organizzazione del trasporto dei pazienti dal domicilio sino al presidio ospedaliere di Lamezia Terme e ritorno, effettuata da soci del Club che si occuperanno anche di accompagnare i pazienti fino al laboratorio d’esame e di assisterli per eventuali necessità logistiche. Il trasporto sarà effettuato direttamente da un rotariano; esecuzione dell’esame ecocolor doppler da parte del dottor Antonio Giacobbe, il quale opererà fuori dal proprio orario di servizio, con tutte le necessarie autorizzazioni della direzione sanitaria aziendale e dell’Asp territorialmente competente. Il progetto prenderà il via i primi di settembre con i pazienti selezionati dal dottor Sergio Trapuzzano e che provengono dal comune di Gizzeria. Non si tratta solo di un progetto di prevenzione con valenza altamente sociale ma si pone anche precisi e mirati obiettivi scientifici. Vale a dire che i dati raccolti, dopo aver portato a termine l’intero programma di prevenzione, saranno elemento di studio e di approfondimento medico scientifico e, una volta elaborati ufficializzati in apposite sedi e alla presenza di specialisti e ricercatori medico scientifici. Non solo. Ma dai dati evidenziati si passerà poi ad una fase successiva di intervento preventivo sempre diretto alla popolazione a rischio dei comuni del comprensorio lametino.





Natale a Lamezia: 11 Dicembre concerto nella Cappella dell’Ospedale

10 12 2009

Si ripete anche quest’anno il tradizionale “Concerto di Natale” all’interno dell’ospedale civile “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme. Per festeggiare l’arrivo del Natale, e’ infatti tradizione regalare ai degenti, parenti e personale sanitario un momento musicale che introduca, all’interno delle strutture ospedaliere, la magica atmosfera delle feste di fine anno. Per questo, le note della Polifonica Aulos risuoneranno nella cappella dell’ospedale venerdi’ 11 dicembre alle ore 18,30.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione medici cattolici italiani (Amci), e’ curata dalla dottoressa Anna Maria Mancini, presidente dell’associazione, nonche’ direttore dell’unita’ operativa anestesia e rianimazione del presidio ospedaliero lametino. Anche questa quarta edizione del concerto, organizzata in collaborazione con la diocesi di Lamezia Terme e con l’assistente religioso dell’ospedale padre Vincenzo De Cieco, oltre che fornire l’occasione per lo scambio di auguri, ha spiegato Mancini, “vuole divenire, in un momento cosi’ particolare dell’anno, attenzione e vicinanza per le persone sofferenti, con l’auspicio che nell’animo di ciascuno il dolore si tramuti in speranza”.

(da AGI)





Lotta alla pandemia dell’influenza A. In arrivo più posti letto all’Ospedale di Lamezia

20 11 2009

Lamezia Terme – Altre due donne ricoverate ieri con polmonite al reparto malattie infettive dell’ospedale, lo stesso dove mercoledì scorso è deceduta Felicia Cupiraggi, casalinga di 39 anni colpita dal virus H1n1. Le loro condizioni sono gravi, anche se la polmonite ha colpito soltanto uno dei polmoni. Una situazione precaria che comunque gli permette di respirare.
Sulla situazione dell’influenza A ieri pomeriggio s’è discusso per quasi tre ore negli uffici direzionali dell’ospedale cittadino. Dopo la morte per il virus della donna il direttore sanitario Maurizio Rocca ha chiamato a raccolta tutto il personale impegnato nella difficile lotta alla pandemia. Il dirigente ha riunito l’unità di crisi locale innanzitutto per analizzare il caso di Felicia Cupiraggi che per una decina di giorni aveva accudito ai suoi figli con l’influenza, contraendo il contagio che però ha preso una brutta piega. Fino al ricoverò nella giornata di lunedì ed al decesso di mercoledì mattina, poco prima d’essere portata con l’elisoccorso all’ospedale “Annunziata” di Cosenza per un ricovero in reparti rianimazione.
La vittima aveva contratto non solo il virus, ma anche un’infezione da stafilococco che ha aumentato la potenza letale dell’influenza A. Al punto da non farla più respirare.
«Innanzitutto la gestione dell’influenza dev’essere fatta in casa», sostiene Maurizio Rocca, «se non ci sono complicanze gravi». Il problema che si sta creando in questi giorni di picco della pandemia è quello della capienza degli ospedali: «Ormai il reparto malattie infettive è strapieno, così come i reparti di medicina e pneumologia», spiega il dirigente, «ecco perchè abbiamo dato disposizione di allargare la disponibilità di letti per ricoverare i pazienti con sospetta e accertata influenza A».
Da qui la necessità di ridimensionare quanto più possibile i ricoveri generici, in modo da avere maggiori spazi per affrontare questa fase della pandemia che sembra inarrestabile.
Il primo consiglio è dunque quello di restare fra le mura di casa. Anche se, osserva Rocca, «è importante verificare le condizioni di vita di ognuno, se è single oppure costretto in situazioni inadeguate».
Dopo avere fissato i requisiti minimi per i ricoveri, è venuta fuori la necessità di non pretendere più per il ricovero l’esame del tampone faringeo per l’accertamento del virus, ma è sufficiente anche un’attenta diagnosi clinica dell’ammalato.
Rocca ieri ha confermato che la campagna vaccinale tra il personale sanitario ha avuto scarse adesioni. «Siamo stati i primi a partire con la vaccinazione a cura dei medici di famiglia, ma ancora non ho dati certi sulla domanda».
Intanto si sta elaborando nella direzione dell’Asp un piano di riorganizzazione dei reparti più esposti nella lotta alla pandemia. Come dire che stanno per arrivare i rinforzi.
Davanti all’emergenza virus la situazione è in continuo movimento sul territorio lametino. Ecco perchè per monitorarla Maurizio Rocca ha fissato per mercoledì prossimo un’altra riunione operativa nel nosocomio cittadino.