Vescovo Ciliberti:”La mafia lacera la società!”

2 04 2010

“La criminalita’ organizzata non e’ la piaga purulenta che lacera il tessuto connettivo dell’intera societa’, unitamente alla mancanza di legalita’?”. Se lo chiede l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Antonio Ciliberti, nel messaggio ai fedeli indirizzato per la festa di Pasqua. “Se diamo uno sguardo alla contraddittorieta’ in cui si dimena la nostra umanita’, – spiega – avvertiamo come essa non abbia il potere di risolvere i suoi problemi, nonostante la potenza della ragione e della liberta’. L’attentare alla vita – domanda – non e’ forse l’atto piu’ assurdo e contraddittorio dell’umanita’? Le guerre fratricide non sono il segno di barbarie che uccidono la dignita’ della persona? La mancanza della solidarieta’ tra gli uomini non e’ il segno di immaturita’ diffusa ed affermazione di invincibile egoismo e permanente razzismo? Il compromesso di taluni uomini delle Istituzioni – continua – che non incarnano gli indispensabili valori etici e professionali, alimenta la sfiducia e il disinteresse. Nella particolarita’ di tale contesto, piu’ o meno configurato cosi’, si annida la crisi diffusa, la mancanza di serio interesse a riscoprire l’identita’ della famiglia e non si riesce ad individuare un progetto di armonico sviluppo che vede responsabilmente impegnati tanti disoccupati con la bonta’ della loro professionalita’ e lavoro. Da questa nostra societa’, irretita nei suoi limiti e nella sua impotenza, nonostante le sue potenzialita’, parte l’implorazione di indispensabile aiuto”.”Questo grido – sostiene l’arcovescovo – arriva la cuore di Dio che non e’ mai sordo all’implorazione degli uomini suoi figli. Qual e’ la risposta di Dio? E’ il piu’ grande atto di amore – dice mons. Ciliberti – che il Signore abbia fatto agli uomini: la sua Pasqua. Durante l’esperienza terrena, non capiremo adeguatamente questo gesto divino, perche’ se lo capissimo appieno moriremmo non per la sofferenza, ma per la gioia. Nella sua Pasqua, Egli per noi si immola sull’altare della croce, versando il suo sangue prezioso come prezzo per il nostro riscatto. Egli ha fatto dell’umanita’ la grande famiglia di redenti ed ha ricomposto l’uomo nella sua dignita’. Nella grandezza di questo infinito amore che il Signore ha irradiato nel cuore dell’umanita’ per mezzo della Pasqua di Cristo, gli uomini di tutti i tempi potranno recuperare la forza della verita’ che li aiuti ad attualizzare tutte le potenzialita’ dell’umana ragione a servizio della dignita’ dell’uomo, per operare insieme ed edificare a piu’ mani il bene di tutti. La Pasqua dice ancora una volta, in maniera inequivocabile, che nessuno e’ bastevole per se stesso, ma che abbiamo bisogno di Dio e del reciproco aiuto. Proprio per questo, sull’esemplarita’ dell’amore di Dio, dobbiamo responsabilmente operare solidalmente uno per tutti e tutti per uno. Il mio augurio, percio’, – conclude – non puo’ esaurirsi in una formalita’ passeggera, ma dovra’ concretizzarsi in un sostanziale impegno di responsabilita’, sull’esemplarita’ di Cristo, a servire fedelmente l’uomo e l’intera societa’”.

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Sequestrati beni per 18 milioni di euro

25 01 2010

La Dia di Catanzaro ha confiscato beni per 18 milioni di euro all’imprenditore Vincenzo Perri di 34 anni. Il provvedimento di confisca é stato emesso dalla Corte d’Appello della città capoluogo di regione, su proposta della procura generale che aveva fatto proprie le risultanze investigative della direzione investigativa antimafia di Catanzaro. Gli uomini del colonello Francesco Falbo al termine di una complessa attività di analisi economico/patrimoniale hanno confiscato i capitali sociali delle aziende: Co.Ge.Pe srl, C.P. Tourist e di una ditta individuale, tutti riconducibili al presunto boss della ‘ndrina lametina Vincezo Perri. Inoltre allo stesso sono stati confiscati anche una villa con piscina e 50 beni immobili tra appartamenti, terreni e magazzini. Vincenzo Perri, attualmente sottoposto alla misura alternativa dell’obbligo di dimora nel comune di Lamezia Terme, lo scorso 6 febbraio veniva riconosciuto colpevole del reato di usura ai danni di un noto imprenditore lametino, con sentenza, divenuta irrevocabile ed emessa dalla Corte d’Appello di Catanzaro. I magistrati scrivono tra l’altro nel provvedimento di confisca che “sulla base dei dati statistici emerge una evidente sperequazione tra le capacità reddituale annuale del Perri, per come rilevata, e la spesa familiare annua, quale ritenuta necessaria ad ogni nucleo familiare per i propri bisogni familiari”. Infatti per questo motivo la Dia di Catanzaro ha messo i sigilli anche alle quote degli altri componenti il nucleo familiare dello stesso Vincenzo Perri, perchè scrivono ancora i magistrati “Appare fondata nel caso di specie la presunzione di illecita di accumulazione. Va escluso – continuano i magistrati – che con il solo reddito dichiarato da lui e dai suoi familiari, lo stesso Perri potesse provvedere al sostentamento quotidiano del proprio nucleo familiare e al tempo stesso incrementare il suo patrimonio”.





Sequestrati beni per 10 Milioni di euro a Lamezia

2 12 2009

Ci sono anche due ville con piscina tra i beni sequestrati dalla Polizia del Commissariato di Lamezia Terme a Vincenzo Perri, 34 anni, ritenuto ”fra i protagonisti della criminalita’ organizzata del territorio”. Il valore del sequestro e’ di 10 milioni di euro. I poliziotti hanno messo i sigilli al bar tavola calda ”C.P- Tourist di Vincenzo Perri % C. sas” che si trova di fronte alla stazione ferroviaria di Lamezia Terme centrale, all’impresa di costruzioni generali ”Co-gepe srl”, il cui capitale sociale e’ di 210mila euro, il distributore di carburante Q8 con l’autolavaggio intestato a Sandra Margherita Torcasio ditta individuale in via Marconi a Lamezia Terme, con numerose convenzioni per la fornitura di carburante a privati ed aziende pubbliche.
Sono stati sequestrati anche cinque appezzamenti di terreno per un totale di diecimila metri quadrati, un complesso residenziale in via dei Sanniti composto da dieci appartamenti, due villette, 12 magazzini e un edificio in corso di costruzione; in contrada Ginepri tre appartamenti e tre magazzini facenti parte di un residence. Inoltre e’ stato sequestrato un fabbricato adibito a residence in corso di completamente a Roggiano Gravina (Cosenza), altri tre appartamenti e cinque magazzini in provincia di Catanzaro, tre autovetture di grossa cilindrata e otto autocarri e vari mezzi d’opera.





Italia dei Veleni: boss pentito voleva testimoniare sulle navi affondate ma viene investito. Vivo per miracolo e terrorizzato.

21 11 2009

Emilio di Giovine boss della cosca milanese della ‘ndrangheta ora collaboratore di giustizia era disposto a dire ciò che sapeva sulle ‘navi dei veleni’ davanti alla commissione parlamentare sulle ecomafie ma il giorno che il suo avvocato Claudia Conidi – legale anche di Francesco Fonti – ha mandato un fax alla commissione informando della disponibilità del pentito di parlare, di Giovine è stato investito, falciato sulle strisce pedonali mentre attraversava la strada nella località protetta dove abita dal 2004, lo rivela l’avvocato Conidi, che sottolinea “è vivo per miracolo” e “ora è terrorizzato”. “Per combinazione – racconta Conidi al telefono – appena ho inviato il fax alla commissione parlamentare il suo placet a parlare delle navi a perdere, è stato investito, è vivo per miracolo. Nella località protetta dove vivo tranquillo dal 2004, mi ha raccontato che l’auto l’ha investito al centro delle strisce ed è sbalzato a 5 metri di altezza, Ora è terrorizzato. Io non sapevo niente l’ho chiamato per dirgli che avevo inviato il fax e lui mi ha risposto con un fil di voce: era in ospedale, tutto rotto e mi ha raccontato dell’incidente. Spero sia solo una combinazione, ma mi ha sconcertata”. Di Giovine ai membri della commissione parlamentare sulle ecomafie avrebbe detto ciò che sapeva sulle ‘navi a perdere’, assicura l’avvocato Conidi, che spiega: nel memoriale del 2003 consegnato alla Direzione nazionale antimafia e in sede di colloqui investigativi, Fonti aveva infatti rivelato di traffici di sostanze nocive e anche nucleari e affondamento di navi attuato dal finanziere olandese Theodor Cranendonk che faceva affari con i clan Serraino-Di Giovine di Milano. Una rivelazione fatta prima che Di Giovine si pentisse. Nel 2004 un anno dopo infatti anche Di Giovine diventa collaboratore di giustizia, mentre era già in carcere, e “haconfermato le allora dichiarazioni di Fonti”, sottolinea l’avvocato, spiegando: “Di Giovine era un boss, lui parla su ampia scala, delle navi che dovevamo essere affondata nel territorio nazionale italiano, del sistema; lui non ha preso mai parte materiale e non sa dare una mappa, ma è una fonte più autorevole, che può dare contezza di tutto il sistema delle navi a perdere”. Secondo l’avvocato dei due pentiti le ricerche della Mare Oceano a Cetraro non hanno chiuso il caso, “ci sono – spiega Conidi – numerose discrasie nella vicenda, quasi archiviata come una bufala. Ma c’è chi quei fusti li ha visti, perché non è più stato considerato chi ha visto i fusti? Dove sono le foto di quei bidoni? Ci sono tante cose che che non si sono viste o volute vedere”. Anche il magistrato Francesco Greco, che ha indagato sulla Jolly Rosso e sugli affondamenti di mercantili carichi di scorie industriali e nucleari descritti dal pentito della ‘Ndrangheta Fonti, sembra avere dubbi e in una intervista al settimanale Oggi ha dichiarato: “Le navi dei veleni? Sono tutta una bufala. Oggi sono pentito d’aver avviato questa inchiesta”. Ma Fonti non ci sta e stante il divieto di lasciare dichiarazioni, lo farà tramite il suo avvocato, ma sta preparando una risposta scritta, forse un articolo, “per controbattere queste oscenità, di un pm pentito di aver fatto il suo dovere. Poi – conclude l’avvocato Conidi – vediamo se si tratta di allarmismo o meno”.





Music against ‘ndrangheta il 5 Settembre a Lamezia

27 08 2009

Si sono concluse le iscrizioni alla quarta edizione di “Music against ‘Ndrangheta”, che si terrà il 5 settembre a Lamezia Terme, dedicata alla lotta contro la ‘ndrangheta ed al razzismo ed alla tutela dell’ambiente.

La manifestazione, è detto in una nota degli organizzatori, sarà strutturata in due parti: nella prima ci sarà un dibattito con il sindaco, Gianni Speranza, con un rappresentante della Casa delle legalità e della cultura di Genova, Christian Abbondanza, e con una rappresentante dell’associazione di Palermo “Addio pizzo”, Vera Castagnetta; nella seconda è previsto il concerto dei “Kele di grankio”, dei “Katrina Saviors”, dei “Maieutica”, dei “Kanymandria” e dei “Radici Calabre”.

Per tutta la giornata ci saranno stand delle associazioni, mostre artistiche, commercio equo e solidale e una cena etnica con i rifugiati politici del centro accoglienza “Mal…Casa”.

Maggiori info su http://www.myspace.com/musicagainstndrangheta





Lamezia, Come reagire contro la ‘ndrangheta – Incontro organizzato dal Comune al chiostro di San Domenico per sostenere le imprese esposte ai fenomeni dell’usura e del pizzo

13 07 2009

Incontro aperto a tutta la cittadinanza domani alle 17, al chiostro di San Domenico, per presentare all’opinione pubblica le iniziative intraprese dall’amministrazione comunale a favore dello sviluppo economico, oltre che per conoscere le buone pratiche adottate in altre realtà nazionali per sostenere le imprese economiche esposte ai fenomeni dell’usura e del pizzo, ed in genere alla pressione della criminalità organizzata.

Nel corso dell’incontro da titolo “Comunità consapevoli contro la stupidità della ‘ndrangheta”, saranno illustrate dall’assessore allo sviluppo economico, Antonio Palmieri, le nuove opportunità riservate alle famiglie, ai giovani, alle imprese, per avere crediti a costi assai agevolati e finalizzati a realizzare progetti di vita, progetti di studio, progetti di impresa.

In queste iniziative, l’amministrazione comunale «si pone a fianco del cittadino, ne sostiene l’idea-progetto, lo guida nelle sue fasi realizzative e si pone a garanzia degli impegni contratti nell’assumere il prestito.

Dopo una fase di preparazione di tutti i procedimenti – spiega il Comune in una nota – necessari a fare ottenere crediti a tassi vantaggiosi, accompagnati da numerose associazioni del terzo settore e da Banca Popolare Etica, si è giunti alla fase operativa, nel corso della quale si è ormai in condizione di soddisfare numerose richieste di microcredito sia “di solidarietà”, ossia rivolto a giovani, donne e lavoratori atipici, sia “imprenditoriale”, ossia destinato alle imprese in cerca di un ruolo più competitivo nel mercato di riferimento».

Oltre alle iniziative sul credito, sarà presentato dall’amministrazione comunale il Servizio Nuove Imprese in Europa, ubicato in corso Numistrano e rivolto a soddisfare le esigenze di conoscenza, orientamento al lavoro ed informazione nel campo dello sviluppo economico, con riferimento a tutte le opportunità di finanziamento che sono via via disponibili a livello comunale, regionale, nazionale o comunitario.

Aperto tutti i giorni, il servizio si rivolge a tutti i giovani e le imprese anche al di fuori di Lamezia Terme, a conferma che certe logiche di sviluppo vanno aldilà dei confini amministrativi e che Lamezia si pone, in questo settore, in una logica di servizio comprensoriale, con forti relazioni con il Centro per l’Impiego della Provincia di Catanzaro.

Sarà poi la volta delle iniziative comunali a contrasto dei fenomeni dell’usura e del racket, attraverso l’illustrazione del “fondo di sicurezza” destinato a sostenere finanziariamente gli interventi finalizzati dalle imprese ad aumentare il livello di sicurezza avvalendosi delle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie di sorveglianza.

Nello specifico campo degli appalti, saranno illustrati il Codice etico per gli appalti presso il Comune di Lamezia Terme”, il “Patto di integrità” ed il “Protocollo d’intesa in materia di regolarità e sicurezza nel settore edile”, tutti strumenti adottati per regolare i comportamenti che vengono posti in essere con riferimento alle gare d’appalto ed ai contratti di lavori, forniture e servizi del Comune di Lamezia Terme.

Le misure interessano tutte le aziende che concorrono alle gare d’appalto ed eseguono contratti in qualità di soggetto appaltatore o subappaltatore.

Il codice costituisce parte integrante di tutti i contratti e convenzioni stipulati con il Comune di Lamezia Terme e la sua espressa accettazione costituisce condizione di ammissione alle gare d’appalto comunali di lavori, forniture e servizi.

Una parte dell’incontro promosso dall’amministrazione in collaborazione con Ala – Associazione Antiracket Lamezia Onlus e le associazioni di categoria Casa Artigiani, Confapi, Confartigianato, ConfCommercio, Confesercenti, Confindustria, Cna, sarà destinata alle testimonianze del mondo dell’associazionismo locale ed ai contributi provenienti dalle esperienze fatte in realtà difficili quali Palermo, con l’intervento del responsabile dell’associazione Addio Pizzo, o della Locride, con il contributo della Comunità Libere.

Si alterneranno poi le esperienze importanti dell’Associazione don Pino Puglisi, dell’Associazione Co.Lo.Re di Reggio Emilia e l’analisi di esperti quali il professor Tonino Perna, docente dell’Università di Messina, uno dei maggiori conoscitori della realtà regionale e meridionale.

Secondo il sindaco Gianni Speranza, «è compito delle istituzioni cercare di migliorare gli aspetti “misurabili” del benessere individuale e collettivo, investendo sempre di più nella qualificazione dei servizi, nelle politiche di contrasto ai fenomeni di micro criminalità e criminalità organizzata, di nuova povertà ed esclusione sociale e nella lotta contro gli eventi ambientali e sociali che deteriorano la qualità della vita.

Ma non tutto dipende dalle istituzioni – precisa il primo cittadino della Piana Gianni Speranza avviandosi a conclusione – le forze economiche e sociali, l’associazionismo nella sua ampia accezione e le singole persone sono in qualche modo e a diversi livelli di responsabilità e di capacità artefici del livello e del modello di vita che si è venuto realizzando e che si affermerà nel futuro di Lamezia Terme.

Ognuno è chiamato a svolgere la propria parte per migliorare il livello di benessere e la qualità del vivere quotidiano.

Alla conclusione dell’incontro saranno distribuite le prime copie di una pubblicazione specifica, denominata “Bottega sicura, Cittadini sicuri”, una piccola guida di informazioni e consigli per il commerciante e la generalità degli operatori economici ma anche per cittadini, che, senza alcuna pretesa di risoluzione dei problemi elencati, vuole, tuttavia, indicare alcune semplici norme di comportamento, che possono contribuire ad aumentare il livello di sicurezza delle diverse strutture commerciali e non solo.

Si mira insomma a produrre insieme sicurezza urbana con il ruolo attivo degli imprenditori e dei cittadini che devono saper reagire, in maniera efficace, contro la criminalità.