Minacce a coop Lamezia, Don Panizza: “Sono atti vandalici…”

4 11 2010

Non vuole parlare di intimidazioni mafiose, don Giacomo Panizza, presidente della “Progetto Sud” in merito agli atti vandalici di cui è stata fatta oggetto la cooperativa “Le agricole”, un’impresa agricola nata un anno fa all’interno della comunità dalla collaborazione di donne di etnia rom, donne disabili, ragazze madri. “Per noi – dice in conferenza stampa – si tratta di situazioni di prepotenza e di atti vandalici ed è nostra intenzione sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto sta accadendo. Non abbiamo gli strumenti per catalogarli in modo diverso”. Accanto a lui Rita Barbuto, presidente della cooperativa ed esponente della Dpi, insieme a Roberta Mazza, una giovane madre socia-lavoratrice, protagoniste involontarie di questa vicenda che, a distanza di un anno dagli attentati di chiaro stampo mafioso che colpirono due esponenti della Progetto Sud con il taglio dei freni delle auto, però, non intendono mollare. “Nella nostra regione – dice Rita Barbuto – non è facile lavorare, ma noi abbiamo deciso di restare qui e non credo che qualche atto vandalico ci possa fermare. Sicuramente – aggiunge – non è una cosa facile, ma noi andremo avanti e la paura, che indubbiamente c’é, ci aiuta a farlo”. “Per quel che mi riguarda – prosegue – ho visto queste azioni come la minaccia di un uomo che vuole prevaricare sulle donne, soprattutto se si tratta di donne con disabilità. Si tratta di eventi sgradevoli che, al di là se si tratti o meno di avvertimenti mafiosi, è giusto che si rendano noti”. “Pepotenze”, quelle raccontate stamani che iniziano il 14 luglio quando, giunta sul terreno, recintato e fittato alla cooperativa dalla Diocesi, Roberta Mazza trova un pastore che, dopo aver manomessa la recinzione per entrare nel terreno, sta pascolando le sue pecore insieme ai cani. Da qui la denuncia ai carabinieri cui, alcuni giorni dopo, segue una minaccia: “Avete fatto la denuncia? A noi non interessa nulla. Da questo momento non avrete più pace”. Quindi i furti del 25 ottobre e del due novembre scorsi con la distruzione anche di alcune piantine. “Non si tratta solo di un danno economico – afferma don Giacomo Panizza – ma va al di là. E’ la dignità, lo strumento della dignità, il futuro che vengono danneggiati. Qui abbiamo donne che inventano il lavoro, che valorizzano il lavoro della terra che non viene considerato come un lavoro di serie ‘B’ e come tale va protetto e difeso. Qui a Lamezia ci sono donne così, donne che non pensano al guadagno facile come si sente in televisione in questi giorni. Si tratta di donne che hanno capito il bisogno del lavoro, non sono ingenue e non sono rassegnate”. Ecco perché, nonostante la recinzione manomessa più volte, i furti subiti, le “visite” frequenti e le difficoltà incontrate, le 19 socie della cooperativa intendono andare avanti pensando anche oltre, al futuro come dichiara Barbuto: “Il nostro prossimo obiettivo è quello di creare un posto dove possano venire le scolaresche a vedere come si lavora la terra, quali sono i frutti che essa può dare”. A conferenza stampa iniziata, giunge anche il sindaco di Lamezia, Gianni Speranza, accompagnato dagli assessori Giusy Crimi e Rosario Piccioni: “Siamo qui stamattina – afferma – per ascoltare e per far capire che il Comune è accanto a queste donne e per ringraziare pubblicamente le Forze dell’ordine per il lavoro che stanno svolgendo per venire a capo della situazione”. Quindi l’annuncio: “Nei prossimi giorni – conclude – una nostra delegazione andrà a far visita alla cooperativa che è al tempo stesso un emblema delle cose positive e di liberazione umana e sociale di questa città”.