Problema ROM a Lamezia. Il Sindaco si rivolge anche a Maroni

11 09 2010

Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, ha scritto al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, al presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, al presidente della Provincia, Wanda Ferro e al Prefetto di Catanzaro, Giuseppina Di Rosa in merito alla situazione del campo Rom di contrada Scordovillo. “Come ho avuto modo di sottolineare – ha scritto Speranza – nel breve colloquio con il ministro ed anche in diversi interventi pubblici, il campo Rom di contrada Scordovillo a Lamezia Terme è il principale problema sociale della città. La popolazione Rom che abita in quell’area si è insediata negli anni ’60. Si tratta di circa 600 persone, tutti cittadini italiani residenti in città che vi abitano da allora ed altre centinaia che vi gravitano . Con il passare del tempo l’area di contrada Scordovillo, a ridosso della linea ferroviaria Lamezia-Catanzaro, da periferica è diventata sempre più centrale e popolata, sia per la costruzione del nuovo ospedale che di numerosi altri edifici pubblici e privati, creando non pochi problemi di convivenza. L’Amministrazione comunale – ha sottolineato il sindaco – è impegnata in azioni di inclusione sociale e di bonifica dell’area: ha sottoscritto la convenzione relativa al progetto “Riqualificazione urbana in località Scordovillo”, finanziato per un importo di 300 mila euro, che prevede un intervento di natura igienico-sanitaria con la realizzazione di una rete idrica, fognaria e un sistema viario; esiste, inoltre, una convenzione tra Comune e l’associazione che opera sul nostro territorio “La Strada”, per accompagnare bambini e ragazzi nelle scuole, mentre si sono trovate nuove sistemazioni abitative per diversi nuclei familiari. L’Amministrazione comunale – ha continuato Speranza – porterà a conclusione tutte le iniziative avviate nell’ambito del Pon Sicurezza, (un progetto che prevede la spesa di 2 milioni e 519 mila euro): dalla bonifica del campo, alla video-sorveglianza dello stesso, dall’avviamento ed inserimento sociale e lavorativo dei giovani rom, al reintegro nel mercato lavorativo dei capifamiglia (a tale proposito sollecitiamo un tavolo operativo per affrontare la problematica del ferro, che sta molto a cuore della popolazione di Scordovillo). La parte più consistente dei fondi è prevista per l’acquisizione di strutture abitative. Tutto questo non è però assolutamente sufficiente – ha evidenziato – per risolvere in via definitiva la questione, né per affrontarla adeguatamente. Allo stato le condizioni abitative, igienico-sanitarie e di vita nel campo rom sono drammatiche. C’è bisogno urgente di trovare un sito più adeguato, che sostituisca quello attuale e dal quale si riparta per una progressiva inclusione nel tessuto sociale della città. Ma il Comune non può fare tutto questo da solo. C’è bisogno – ha concluso la lettera il sindaco di Lamezia Terme – di un intervento organico e risolutivo, che prenda in considerazione anche ipotesi radicali di spostamento con finanziamenti adeguati e con procedure di Protezione civile: dunque, per dare una risposta all’altezza del problema riteniamo necessario un Accordo di Programma interistituzionale con il coinvolgimento del Governo, della Regione Calabria e della Provincia, e la convocazione di un tavolo coordinato dal Prefetto per affrontare in modo serio la questione sia per garantire il legittimo diritto della comunità Rom a condizioni di vita dignitose nel rispetto della propria specificità etnica e culturale, sia per le legittime esigenze di sicurezza della comunità lametina”.





Maroni a Lamezia per l’Antiracket

18 07 2010

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni lunedi’ pomeriggio sara’ a Lamezia Terme in occasione dell’Assemblea nazionale delle associazioni antiracket aderenti al Fai, che festeggiano 20 anni dalla nascita del movimento antiracket.

Oltre al ministro Maroni sara’ presente anche il sottosegretario Alfredo Mantovano, il prefetto Giosue’ Marino, il commissario nazionale antiracket Tano Grasso, presidente onorario della Fai, il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, rappresentanti delle istituzioni locali, forze dell’ordine, prefetti e magistrati, oltre che i rappresentanti delle associazioni antiracket calabresi e nazionali.

A presiedere l’assemblea sara’ Maria Teresa Morano, coordinatrice regionale della Calabria delle associazioni aderenti Fai, che, insieme al presidente dell’Ala lametina, Armando Caputo, ha organizzato l’assise delle associazioni italiane antiracket.





Angela Napoli chiede a Maroni di fare chiarezza su strani episodi durante le elezioni

16 05 2010

Angela Napoli, deputato del Pdl, ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Roberto Maroni in relazione ad alcuni episodi avvenuti nel primo turno delle recenti elezioni comunali di Lamezia Terme e che hanno reso necessario l’intervento della polizia di Stato.
“In un seggio del quartiere Scinà – afferma Napoli – è stato individuato un elettore mentre fotografava la scheda elettorale già votata e nel quartiere Bella sono stati sorpresi davanti al seggio due giovani con in mano i fac-simili che indicavano un candidato sindaco e un candidato consigliere della stessa lista collegata al sindaco. In altri seggi alcuni elettori non sono riusciti a votare perché i loro nomi non risultavano più negli elenchi di quella sezione ed erano stati trasferiti senza previa comunicazione agli stessi da parte del Comune. Nella giornata di lunedì, inoltre, una persona, già nota alle forze dell’ordine, è stata tratta in arresto perché individuata con tre schede all’uscita di un seggio nel quale era entrata con due schede”. “Tutte queste anomalie, registrate durante il primo turno elettorale a Lamezia Terme – sostiene Napoli – sono state prontamente denunciate, ma, ad oggi, non si conosce se le stesse possono essersi registrate anche in altri seggi e se pertanto le stesse hanno vincolato le elettrici e gli elettori della città dove durante la campagna elettorale sono stati attuati numerosi episodi di intimidazione contro esponenti politici locali”.
Nell’interrogazione, la parlamentare chiede di conoscere “l’attività avviata dal Ministero nell’accertare se le anomalie registrate durante il primo turno elettorale a Lamezia Terme possono avere inficiato il risultato” e “se non si ritenga necessario ed urgente accertare se tra i candidati alla competizione elettorale vi siano stati elementi che risultino giudiziariamente legati alle cosche locali della ‘ndrangheta”