Il mare della vergogna – No Comment

21 08 2010

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Le navi dei veleni potrebbero essere ben 55!

27 09 2009

magistratura

Le voci si rincorrono e, di conseguenza, aumentano la tensione. Il caso, ormai nazionale, delle navi dei veleni, come è noto, è approdato anche sui tavoli romani. Secondo il quotidiano Calabria Ora, in edicola oggi,
sarebbero cinquantacinque le “navi a perdere” che avvelenano i mari calabresi o che rischiano di avvelenarli. Il dato, infatti, questa volta ha una fonte ufficiale: lo ha riferito l’ammiraglio Bruno Branciforte al Copasir, Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica presieduto da Francesco Rutelli. È solo un “assaggio” della relazione più dettagliata che il nuovo capo dell’Aise (ex Sismi) dovrà illustrare nella prossima settimana davanti allo stesso Copasir.
Secondo l’ammiraglio Branciforte i siti nei quali si troverebbero le navi sarebbero stati segnalati in passato alla





Class Action contro la Regione Calabria. Aderisce la Federazione Imprese Balneari.

19 08 2009

Sale alla ribalta della cronaca regionale grazie ad un articolo del Quotidiano, l’argomento da noi trattato qualche giorno fa. Riceviamo e con grande piacere rendiamo noto ai nostri lettori, l’appoggio all’iniziativa degli imprenditori titolari di concessioni di lidi balneari.
Secondo il commento inviatoci dal Responsabile della FIBA (Federazione Imprese Balneari) del territorio Lametino, Nirello Antonio, gli operatori turistici della costa hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica.
Nirello conclude il suo intervento appoggiando l’iniziativa di cui si e’ parlato qualche giorno fa proprio sul nostro Blog e precisamente riguardo la possibilita’ di fare causa di risarcimento danni alla Regione Calabria e ad altri enti regionali ritenuti responsabili della sporcizia e dell’inquinamento del mare calabrese: “A nome di tutti i lidi ricadenti nei comuni di Nocera Terinese, Falerna , Gizzeria e Lamezia Terme sosteniamo con tutte le nostre forze questa iniziativa, apprendiamo con piacere che finalmente qualcosa si muove sul serio”.

Non avendo al momento ricevuto ulteriori dettagli in merito alla Class Action contro la Regione Calabria, ci auguriamo che l’iniziativa possa essere intrapresa perche’ finalmente una volta per tutte, i responsabili degli ingenti danni ai cittadini ed al nostro territorio, paghino nel modo adeguato.

Ci auguriamo inoltre che la Procura della Repubblica interpellata dalla FIBA nonche’ la Polizia, i Carabinieri, le Guardie Ecozoologiche, i Vigili Urbani, i Sindaci dei comuni interessati possano indagare ed agire per portare avanti ogni tipo di attivita’ punitiva nei confronti dei responsabili che stanno rovinando il nostro mare e l’attivita’ primaria della nostra terra.





Come stai trovando il mare nell’area da Nocera Terinese a Pizzo?

14 08 2009




Operatori turistici chiedono l’intervento della procura

5 08 2009

0ltre venti operatori balneari esasperati dalla persistente emergenza ambientale che caratterizza il mare della nostra costa, hanno deciso di passare all’azione chiedendo l’intervento della procura della Repubblica.
La riunione operativa si e’ tenuta alla presenza di Vittorio Paola presidente della Confesercenti, associazione che annovera gran parte degli operatori del settore e dei rappresentanti delle amministrazioni comunali di Lamezia, Gizzeria e Falerna.
Dalla riunione e’ emersa la volontà comune di affrontare in maniera energica la difficile situazione venutasi a creare. Gli operatori hanno ribadito che non sono alla ricerca di capri espiatori, ma che servono iniziative concrete. Tutte le speranze vengono affidate all’azione della procura, prima di passare a manifestazione eclatanti.
I rappresentanti delle amministrazioni: l’assessore all’Ambiente Francesco Muraca per il Comune di Lamezia, Giovanni Costanzo sindaco di Falerna, l’ingegnere Mancuso delegato dal commissario prefettizio di Gizzeria, hanno manifestato tutta loro volontà ad affrontare la problematica. Evidenziando la mobilitazione continua, hanno espresso vicinanza e sostegno agli operatori, convinti che le responsabilità sono nell’impostazione originaria della gestione dell’emergenza ambientale.
Il presidente della Confesercenti, ha ribadito che, di fronte alle diffoltà di chi fa impresa e rischia il proprio capitale e la propria reputazione, non si puo’ che agire con determinazione e azioni mirate. Pur apprezzando la presenza delle amministrazioni, segnale che nessuno vuole fuggire dalle proprie responsabilità, Paola ha sostenuto che «le prime a doversi consorziare sono loro per fare una politica unitaria, per mettere in atto azioni incisive e propositive».
A conclusione della riunione si è deciso di inoltrare un esposto – denuncia alla procura
«per presunto disastro ambientale e procurato danno economico». Ciò nella certezza che saranno attivate tutte le iniziative utili e approvate dall’assemblea, al fine di poter risolvere il gravissimo e annoso problema che ha compromesso irrimediabilmente l’economia turistica e non solo, di un intero comprensorio.