Il Comune di Lamezia aderisce alla manifestazione di Amantea

23 10 2009

Con la presenza del sindaco, Gianni Speranza, e con il gonfalone, l’Amministrazione comunale di Lamezia Terme (Cz), partecipera’, domani, alla manifestazione nazionale di Amantea (Cs), per protestare contro l’inquinamento del territorio calabrese. Per l’occasione, l’ente comunale ha messo a disposizione degli organizzatori due pullman, oltre a quello predisposto dalla Cgil, con partenza prevista alle ore 8,00 da piazza della Repubblica.

Il sindaco sara’ presente alla giornata di mobilitazione – si legge in una not – insieme a molti giovani, associazioni e comitati spontanei di liberi cittadini. ”La comunita’ lametina e’ rimasta molto colpita – ha detto il sindaco – e si sente coinvolta in questo dramma. che accomuna tutti i calabresi”.





Le navi dei veleni potrebbero essere ben 55!

27 09 2009

magistratura

Le voci si rincorrono e, di conseguenza, aumentano la tensione. Il caso, ormai nazionale, delle navi dei veleni, come è noto, è approdato anche sui tavoli romani. Secondo il quotidiano Calabria Ora, in edicola oggi,
sarebbero cinquantacinque le “navi a perdere” che avvelenano i mari calabresi o che rischiano di avvelenarli. Il dato, infatti, questa volta ha una fonte ufficiale: lo ha riferito l’ammiraglio Bruno Branciforte al Copasir, Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica presieduto da Francesco Rutelli. È solo un “assaggio” della relazione più dettagliata che il nuovo capo dell’Aise (ex Sismi) dovrà illustrare nella prossima settimana davanti allo stesso Copasir.
Secondo l’ammiraglio Branciforte i siti nei quali si troverebbero le navi sarebbero stati segnalati in passato alla





Per la Procura di Locri una nave dei veleni anche di fronte Lamezia Terme

20 09 2009

Il mercantile ucraino Helje, dieci anni dopo, è ancora lì, nel porto di Palermo, con il suo carico di fusti di gasolio. O almeno con una parte di quel carico. Perché il resto sarebbe finito in fondo al mare di Lamezia Terme sepolto nella stiva di un´altra nave, questa volta palermitana, la “Vittorino Zanibon”, mercantile storico della marina militare, poi passato di mano in mano e probabilmente finito nella flotta di “navi dei veleni” che negli ultimi dieci anni hanno vomitato il loro carico di rifiuti tossici nelle acque del Mediterraneo.

È il sospetto avanzato già due anni fa dalla Procura di Locri e rilanciato ora da Legambiente dopo che le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Fonti stanno consentendo ai magistrati calabresi di riprendere in mano alcuni fascicoli rimasti senza risposta. Tra questi, appunto, quello relativo all´affondamento del mercantile palermitano, inabissatosi in acque calabresi ad ottobre di due anni fa mentre era in viaggio verso la Turchia dove avrebbe dovuto essere bonificato.

La “Vittorino Zanibon”, ormai ridotta ad un galleggiante senza motori dopo le tante trasformazioni subite nei suoi 64 anni, affondò inspiegabilmente rompendo i cavi di traino del rimorchiatore che la trasportava in una notte di tempesta solo presunta. Negli ultimi otto mesi, dopo che era stata acquistata dalla ditta palermitana Adorno, era stata ormeggiata alla diga foranea del porto di Palermo proprio accanto alla Helje, il mercantile ucraino approdato in città ad aprile del 2000 dopo un vagabondaggio di mesi nel Mediterraneo. Comandante ed equipaggio, abbandonati dall´armatore, furono rifocillati per quattro mesi dalla Caritas, poi sparirono nel nulla, lasciando lì la nave e il suo carico di fusti di gasolio e idrocarburi. Nel 2007, quando la Procura di Locri, cominciò ad indagare sull´affondamento della “Vittorino Zanibon”, si scoprì che parte di quel carico era sparito. L´ipotesi, finora mai dimostrata, è che quei fusti fossero stati trasbordati sulla nave cisterna palermitana e poi finiti in fondo al mare calabrese.

D´altronde, non era la prima volta che la “Vittorino Zanibon” veniva coinvolta in indagini sullo smaltimento illecito di rifiuti tossici. Era già successo quando era di proprietà dei Cantieri Navali di Palermo che la utilizzavano come “bettolina”, cioè come contenitore delle acque di sentina di altre navi, un concentrato di sostanze tossiche ed idrocarburi che, secondo alcune inchieste, sarebbero poi finite persino nei cassoni utilizzati per la costruzione della diga foranea.

«Quel che è certo è che nessuna di quelle sostanze passava dai regolari varchi doganali», dice Giuseppe Messina di Legambiente che, sulla scorta delle nuove dichiarazioni del pentito Fonti, chiede alla magistratura calabrese di riaprire anche il fascicolo sull´affondamento della storica nave cisterna palermitana.





Petroliera pulisce le cisterne ed inquina la costa ionica

28 08 2009

Ma come è possibile che succedano queste cose? Forse ora che la costa di Catanzaro è inquinata di petrolio e catrame, la Regione comincerà a prendere il problema sul serio?
E se l’inquinamento endemico della costa tirrenica lametina fosse provocato da fattori simili?
Pagheranno i responsabili di ieri oggi e domani? Vedremo!





Leone vede come unica via per salvare il turismo i danni ai cittadini

26 08 2009

Lamezia Terme – Il tema turistico diventa il dibattito del giorno, soprattutto ora che emergono in tutto il loro aspetto i tanti problemi che affliggono questo importante comparto economico. Anche se, per certi versi, si tratta di un tema che non cessa di innescare interventi, confronti, dibattiti e analisi ormai da anni tanto da esserne stanchi di ripetere le stesse disamine e trarre le solite conseguenze. Va intanto detto che questa è stata un’estate turisticamente negativa in termini di presenze ed arrivi.
Si fanno i primi bilanci . E, a farli sono gli operatori del settore che si apprestano a chiudere i conti di una stagione difficile e priva di riscontri positivi du tutto il territorio regionale. «Era da anni che non si registravano dati così negativi», commentano alcuni operatori alberghieri della costiera lametina che aggiungono «anche gli anni passati non sono stati molto brillanti, ma questa stagione è stata davvero negativa».
Un dato che emerge anche in altre località turistiche costiere dello Ionio e del Tirreno per come sottolineato anche dalla Federalberghi calabrese che fa capo alla Confcommercio e che ha già deciso di assumere delle iniziative ricorrendo anche all’ intervento del ministro al Turismo Michela Brambilla per cercare delle possibili soluzioni.
Sulla questione interviene il segretario regionale del PsiTonino Leone che sottolinea come «Gli indicatori economici e le organizzazioni ambientaliste assegnano alla Calabria il fanalino di coda anche nel comparto turistico determinato dall’inquinamento delle nostre coste».
«Eppure il turismo – sottolinea Leone – rappresenta per il mezzogiorno e la Calabria il punto di forza su cui fare leva per uscire dalla crisi economica destinata a durare, al di là delle enunciazioni oltre il 2010. Ritardi e pressappochismo nella programmazione delle risorse per interventi strutturali sugli impianti di depurazione da parte della Giunta regionale hanno mandato in frantumi la stagione estiva che avrebbe dovuto e potuto dare una boccata di ossigeno al settore turistico vitale per l’intera economia calabrese».
«Invece cattiva politica e colpevole negligenza – afferma -condannano la Calabria ad un ruolo marginale e di cenerentola rispetto alle altre regioni che del turismo hanno fatto il motore dello sviluppo». «Per la prima volta le stesse amministrazioni locali strette nella morsa della contestazione degli operatori economici e della “rabbia” dei cittadini – dice Leone -si costituiscono parte civile, presentano esposti alla Procura, si agitano in un ruolo confuso ed ambiguo tra parti in causa del disastro ambientale e parte lesa, aggravando lo stato di confusione, il ruolo ed i rapporti istituzionali che in Calabria rischiano di superare il paradosso e di sconfinare nel ridicolo».
«Il litorale tirrenico e quello lametino, più nello specifico – riferisce Leone – sono stati invasi da liquami, da acque reflue depurati poco e male, da rifiuti solidi di ogni genere compresi quelli speciali che hanno destato allarme esasperato i cittadini ed allontanato i turisti dalla costa lametina». «Le responsabilità dirette ed indirette – per Leone -sono plurime: alla Magistratura il compito di portare a termine le indagini avviate e di perseguire i responsabili; ai cittadini il compito del controllo e della costruzione di un vasto movimento che si ponga l’obiettivo di custodire le risorse ambientale come l’unica ricchezza naturale da spendere sul versante dello sviluppo». «Il resto – secondo Leone – è tattica, retorica, confusione, zona grigia in cui il confine tra lecito ed illecito, legale ed illegale, diventa impercettibile». «L’azione democratica deve essere rapida e diretta: chi governa – spiega Leone – deve assumersi la responsabilità dei danni provocati alla Calabria e trarne le conseguenze». «La carta dei diritti del turista presentata in una conferenza stampa dall’assessore Guagliardi – per Leone -diventa uno strumento di propaganda tanto sbagliato quanto inutile ed una provocazione al buon senso degli operatori turistici calabresi».
«Rispetto al crollo delle presenze di turisti italiani ed esteri sulle nostre coste ed al conseguente mancato guadagno da parte degli operatori turistici – conclude il segretario regionale del Psi Tonino Leone – resta la sola strada del risarcimento dei danni economici subiti intanto attraverso il recupero delle tasse comunali e regionali da stabilire con apposita legge».





Class Action “Mare Pulito”, distanza dalla Sig.ra Macrì ed annuncio di un modulo di adesione all’azione.

22 08 2009

Visti gli sviluppi degli ultimi giorni, della visibilità avuta sui principali giornali calabresi, abbiamo deciso di ricontattare la persona che nonostante la richiesta di discrezione sui nomi degli attori coinvolti nell’organizzazione della Class Action contro la Regione Calabria per il risarcimento danni ai cittadini e turisti presenti nella notra Regione, siamo in grado di aggiornarci ed aggiornare sulla vicenda.
Il Comitato Mare Pulito ci ha dichiarato in via ufficiosa che il motivo per cui intendeva non rendere nota l’intenzione di portare avanti l’azione, era proprio quello di impedire politizzazioni o protezionismi politici…
Secondo il nostro contatto, gli articoli apparsi nei giorni scorsi principalmente riportanti dichiarazioni della ex Resp.le del PD Chiara Macrì, hanno in alcuni casi volontariamente o meno, indotto molti lettori a ritenere che la Class Action proposta fosse una iniziativa politica della stessa Macrì.
Il Comitato dichiara di non aver nulla a che fare con la Macrì ne con il PD ne con alcun altro partito e ribadisce di essere al momento una organizzazione trasversale che vuole portare avanti gli interessi di tutti i cittadini e non solo quelli di una fazione.

Approfittiamo delle circostanze per ribadire la nostra distanza (non ideologica ma nei fatti), dalla Signora Macrì e dal suo partito politico.

Chiusa questa puntualizzazione, rendiamo noto per concludere, che al momento, secondo il parere dello Studio Legale incaricato, portare avanti la Class Action presenta non poche difficoltà tecniche a causa di come questo nuovo istituto è stato concepitodal legoslatore italiano che ha messo in atto vari strumebti di aitptutela della classe politica e butocratica a cui appartiene….

Nonostante ciò, hanno aderito all’azione moralmete e dano la propria disponobilità a supportarla, numerosi legali non calabresi e membri di istituzioni extraregionali che chiedono al momebto il massimo riserbo ma stanno verificando ad un livello più alto se esistono altre strade da seguire oltre alla Paventata class action.

Infine, abbiamo avuto notizia relativa ad una prossima pubblicazione di un modulo di preadesione all’azione che oltre a venire distribuito nelle principali spiaggie, verrà reso dosponibile proprio sul nostro blog.





Class Action contro la Regione Calabria. Aderisce la Federazione Imprese Balneari.

19 08 2009

Sale alla ribalta della cronaca regionale grazie ad un articolo del Quotidiano, l’argomento da noi trattato qualche giorno fa. Riceviamo e con grande piacere rendiamo noto ai nostri lettori, l’appoggio all’iniziativa degli imprenditori titolari di concessioni di lidi balneari.
Secondo il commento inviatoci dal Responsabile della FIBA (Federazione Imprese Balneari) del territorio Lametino, Nirello Antonio, gli operatori turistici della costa hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica.
Nirello conclude il suo intervento appoggiando l’iniziativa di cui si e’ parlato qualche giorno fa proprio sul nostro Blog e precisamente riguardo la possibilita’ di fare causa di risarcimento danni alla Regione Calabria e ad altri enti regionali ritenuti responsabili della sporcizia e dell’inquinamento del mare calabrese: “A nome di tutti i lidi ricadenti nei comuni di Nocera Terinese, Falerna , Gizzeria e Lamezia Terme sosteniamo con tutte le nostre forze questa iniziativa, apprendiamo con piacere che finalmente qualcosa si muove sul serio”.

Non avendo al momento ricevuto ulteriori dettagli in merito alla Class Action contro la Regione Calabria, ci auguriamo che l’iniziativa possa essere intrapresa perche’ finalmente una volta per tutte, i responsabili degli ingenti danni ai cittadini ed al nostro territorio, paghino nel modo adeguato.

Ci auguriamo inoltre che la Procura della Repubblica interpellata dalla FIBA nonche’ la Polizia, i Carabinieri, le Guardie Ecozoologiche, i Vigili Urbani, i Sindaci dei comuni interessati possano indagare ed agire per portare avanti ogni tipo di attivita’ punitiva nei confronti dei responsabili che stanno rovinando il nostro mare e l’attivita’ primaria della nostra terra.