Scopelliti eletto Governatore della Calabria

29 03 2010

Reggio Calabria. Pochi alla vigilia avevano manifestato dubbi sulla sua vittoria. E per Giuseppe Scopelliti, sindaco di Reggio Calabria e candidato a governatore della Regione, si è trattato di un vero proprio exploit, simile per alcuni versi alla sua affermazione nella città dello Stretto, quando riuscì a conseguire al secondo mandato nel 2007 quasi il 70 per cento dei consensi. Esce battuto Agazio Loiero e la sua coalizione, quella di centrosinistra, fino all’ultimo impantanata in quelle diatribe interne caratterizzate da aspre polemiche che, probabilmente, hanno influito notevolmente sul risultato finale. Più coerente e compatta la coalizione di centrodestra che ha fatto blocco unico fin dall’inizio della competizione politica, puntando sul giovane sindaco reggino con il placet dei maggiori esponenti nazionali del Pdl, che da sempre lo considerano una sorta di “enfant prodige” rispetto al suo modo di fare politica, imperniata solo ed esclusivamente sulla “politica del fare”, poco incline ai compromessi e teso a raggiungere quegli obiettivi che lo hanno paragonato all’amato ex sindaco di Reggio, Italo Falcomatà, per il quale alla fine degli anni ’90 tutte le forze politiche lo appoggiarono incondizionatamente, compreso il centrodestra che riconobbe all’amato professore una grande onestà intellettuale e l’artefice del vero cambiamento.
In serata, a mano a mano che i risultati registravano con sempre più forza la sua vittoria, il neo governatore della Calabria ha ringraziato i suoi elettori affacciandosi dal balcone della sede del coordinamento provinciale situata sul Corso Garibaldi della città dello Stretto. Adesso lo attende un compito veramente arduo e impegnativo, quello di rivoltare come un calzino una regione afflitta da mille problemi. Sarà una sfida improba, ma proprio per questo acquista un significato particolare se messa a confronto con tutta una serie di promesse disattese dal precedente governo regionale, che non è riuscito a dare una vera e propria svolta allo sviluppo del territorio calabrese, condizionato anche da diversi fattori che ne hanno frenato la crescita. Dal lavoro alla legalità, dalla sanità ai trasporti, Scopelliti dovrà adesso impegnarsi al massimo assieme alla sua squadra, in maniera incisiva, e dimostrare di sapere tirar fuori la Regione dalle secche del parassitismo, clientelismo ed in generale da un modo di fare politica che ha caratterizzato i governi di diverso colore politico che si sono succeduti nel tempo, e che negli ultimi anni hanno fatto toccare uno dei punti più bassi alla Calabria. Lo farà, secondo le sue dichiarazioni di questi ultimi giorni, guardando alla regione nel suo insieme, rispedendo al mittente l’accusa di essere “reggiocentrico”.

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RISULTATI PRESIDENTE REGIONE CALABRIA

29 03 2010

Risultati ufficiosi

Ultima rilevazione: 29 marzo 2010 21:55

Sezioni rilevate: 832 su 2405
Totale voti validi: 320477

GIUSEPPE SCOPELLITI
INSIEME PER LA CALABRIA – SCOPELLITI PRESIDENTE
CASINI – UNIONE DI CENTRO – LIBERTAS
LIBERTA’ E AUTONOMIA – NOI SUD
SOCIALISTI UNITI PSI
SCOPELLITI PRESIDENTE
IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – BERLUSCONI PER SCOPELLI
FIAMMA TRICOLORE – DESTRA SOCIALE
voti 192125 59,95%

AGAZIO LOIERO
PARTITO SOCIALISTA ITALIANO – SINISTRA CON VENDOLA
RIFONDAZIONE – COMUNISTI ITALIANI
AUTONOMIA E DIRITTI – LOIERO PRESIDENTE
ALLEANZA PER LA CALABRIA
PARTITO DEMOCRATICO
SLEGA LA CALABRIA
voti 99347 31,00%

FILIPPO CALLIPO
LISTA MARCO PANNELLA – EMMA BONINO
DI PIETRO – ITALIA DEI VALORI
IO RESTO IN CALABRIA CON CALLIPO
voti 29005 9,05%

Schede bianche: 1.641 Schede nulle: 2.886
Schede contestate e non assegnate: 0

Totale votanti: 325.004





RISULTATI DI LISTA REGIONE CALABRIA

29 03 2010

Risultati ufficiosi Regionali 2010

Ultima rilevazione: 29 marzo 2010 21:46

Sezioni rilevate: 309 su 698
Totale voti validi: 120194

IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – BERLUSCONI PER SCOPELLITI
39.189 32,60% Preferenze

PARTITO DEMOCRATICO
15.853 13,19% Preferenze

SCOPELLITI PRESIDENTE
15.011 12,49% Preferenze

CASINI – UNIONE DI CENTRO – LIBERTAS
9.831 8,18% Preferenze

INSIEME PER LA CALABRIA – SCOPELLITI PRESIDENTE
8.402 6,99% Preferenze

RIFONDAZIONE – COMUNISTI ITALIANI
7.925 6,59% Preferenze

DI PIETRO – ITALIA DEI VALORI
5.795 4,82% Preferenze

LIBERTA’ E AUTONOMIA – NOI SUD
4.443 3,70% Preferenze

AUTONOMIA E DIRITTI – LOIERO PRESIDENTE
3.359 2,79% Preferenze

PARTITO SOCIALISTA ITALIANO – SINISTRA CON VENDOLA
3.319 2,76% Preferenze

SOCIALISTI UNITI PSI
2.992 2,49% Preferenze

SLEGA LA CALABRIA
1.793 1,49% Preferenze

ALLEANZA PER LA CALABRIA
717 0,60% Preferenze

IO RESTO IN CALABRIA CON CALLIPO
688 0,57% Preferenze

FIAMMA TRICOLORE – DESTRA SOCIALE
674 0,56% Preferenze

LISTA MARCO PANNELLA – EMMA BONINO
203 0,17% Preferenze

Schede bianche: 0 Schede nulle: 0 Voti contestati: 0

Totale voti: 120.194





Chiusura comizi per le regionali. Tre comizi tre modi diversi di intendere la politica.

27 03 2010

Gli ultimi fuochi d’artificio della lunga stagione elettorale hanno illuminato ieri sera la notte di Catanzaro. I tre contendenti per la carica di governatore regionale si sono trovati, più o meno in contemporanea, a poche centinaia di metri l’uno dall’altro. Filippo Callipo nell’auditorium Casalinuovo, Giuseppe Scopelliti in piazza Duomo, Agazio Loiero al teatro Masciari.
Una scelta – quella di “chiudere” nella città capoluogo, sede della presidenza della Regione – forse anche scaramantica; di certo di sicuro effetto.
Ora, sulla Calabria “soffocata” da volantini e manifesti, confusa da un oceano di parole seminate a destra e a manca con toni troppo spesso sopra le righe, è calato il silenzio. Almeno pubblicamente. In questo sabato che precede la domenica delle Palme si consumanoin privato le ultime fatiche elettorali per i tre aspiranti presidenti. Solo uno di loro potrà aspirare alla propria, personalissima, Gerusalemme. Domani si aprono i seggi, lunedì sera i calabresi conosceranno il nome del loro rpesidente.
Tre comizi, tre modi diversi di intendere la politica e il governo delle cose. Del resto la Calabria dovrà scegliere fra tre personalità agli antipodi: come storie personali, impostazioni culturali, idealità di fondi e visione della vita.
Pippo Callipo l’imprenditore. Un “marchio” echeggiato spesso nel suo intervento di ieri all’Auditorium, come quando ha ricordato: «Mi accusano di aver licenziato un dipendente in una società in cui io detengo solo il 25% e in 40 anni non ho mai licenziato i miei lavoratori. Mi incolpano di aver utilizzato in maniera irregolare fondi comunitari. Non è vero».
«Dobbiamo riacquistare la dignità e l’orgoglio di essere calabresi – ha detto – è questo il sogno che coltivo: una Calabria diversa, nuova, ed il riscatto della mia gente. Un sogno che ho da tanto tempo e che è diventato grande perché ha convinto molta gente. Si è detto che la mia candidatura fosse un modo per consegnare la Calabria al centrodestra, il cavallo di Troia di Scopelliti. Ma nessuno ha dato risposte esaurienti sul perché del no a Callipo. Forse perché scoperchia molte pentole e loro non vogliono».
Giuseppe Scopelliti lo sportivo. Anche nel linguaggio: «Avverto un clima positivo. La sensazione è quella di una vittoria schiacciante. Anche se non bisogna dimenticare che i nostri avversari sono vecchie volpi. Persone disposte a qualunque cosa, compresa l’elargizione di prebende e incarichi last minute, pur di riuscire nella disperata impresa di capovolgere un risultato, che li vede sonoramente sconfitti, già scritto».
«Ho una lunga lista di priorità – ha concluso – ma non potrò prescindere dall’affrontare subito alcune emergenze come sanità, ambiente, occupazione e sviluppo economico. Ma potrei continuare con lotta alla criminalità organizzata, viabilità, rilancio del turismo e ricerca. L’aspetto più importante, però, è ridare slancio a questa meravigliosa terra. Una regione che i mass media nazionali definiscono senza speranza. A me e a tutta la squadra messa in campo dal centrodestra l’arduo, ma affatto impossibile, compito di invertire la rotta».
Agazio Loiero politico e giornalista. E infatti, prima del comizio, ha brevemente incontrato i giornalisti per presentare il suo ultimo libro, una sorta di “autointervista” curata da Roberto De Riso, una filippica contro il federalismo, il suo cavallo di battaglia da una decina di anni a questa parte. Con la Lega ha un conto in sospeso: «Una forza politica nata in senso antimeridionale; ora è al governo, è costretta a non parlare di secessione, ma punta tutto sul federalismo fiscale. La Lega non dovrebbe avere alleati al Sud, ma tutto quello che vuole il Governo lo fa, a colpi di voti di fiducia, con i parlamentari calabresi del Pdl che per la vergogna abbassano gli occhi e sussurrano “sì”».
«Il giuramento dei candidati governatori del centrodestra ha avuto aspetti tribali. Un presidente deve votare sulla Costituzione e sullo Statuto della sua Regione, non sul verbo di Berlusconi».





Assolto Loiero nell’inchiesta Why Not

2 03 2010

Agazio Loiero, presidente della Regione Calabria, può rientrare a far parte della rosa dei candidati alle prossime regionali di fine mese: è stato infatti assolto dalle accuse di corruzione e buso d’ufficio per le quali era indagato nell’inchiesta “Why Not”.

Il procedimento giudiziario, la cui apertura è stata voluta dall’allora pubblico ministero Antonio De Magistris, è partito dalle dichiarazioni di Caterina Merante, amministratrice di una società di Lamezia Terme da cui l’inchiesta ha preso il nome.

Sotto accusa sono stati principalmente i modi illeciti, utilizzati dai vertici regionali calabresi, per l’amministrazione del denaro pubblico e l’assegnazione di appalti con l’aggravante dell’abuso d’ufficio, ovvero del reato in base al quale, nell’esercizio delle pubbliche funzioni, è possibile arrecare un vantaggio patrimoniale a se stessi, o un danno (sempre non giusto) ad altri.

Assolto anche Giuseppe Chiaravallotti, ex presidente di centrodestra. Sorte diversa per Antonio Saladino, condannato, per abuso d’ufficio, a due anni di reclusione, contro i 4 anni e 6 mesi chiesti dall’accusa.

Grazie alla sentenza di oggi, si rimettono quindi in discussione le sorti istituzionali della Calabria: prima della pronuncia del giudice per le udienze preliminari, Abigail Mellace, Loiero aveva infatti dichiarato di non voler tentare di raddoppiare il mandato. Data la svolta nelle inchieste, il presidente della Regione Calabria, sarà rivale di Giuseppe Scopelliti e di Filippo Calippo.





Primarie, c’è l’intesa tra Speranza e Loiero

10 02 2010

«L’opposizione fa “moina” e blocca tutto ma questa amministrazione è andata avanti ugualmente»

di Vinicio Leonetti (Gazzetta del Sud)

C’è un asse Speranza-Loiero, un patto di ferro suggellato definitivamente in gennaio tra gli uscenti al Comune ed alla Regione. Ha camminato sottotraccia fino a ieri, quando alla conferenza stampa del sindaco uno dei suoi assessori a sorpresa è stato chiarissimo sul punto. Pino Zaffina ha detto che «si sta lavorando su due liste nel Pd». Una sarà quella del sindaco, l’altra dei loierani che lo sostengono a spada tratta.
Le primarie, insomma, sembrano un passaggio ampiamente superato per il tandem Speranza-Loiero. Ed un lampante segnale s’era visto il 14 novembre scorso quando nella nuova grande sala “Napolitano” a Palazzo Maddamme governatore e sindaco avevano sottoscritto il primo e forse unico Patto per lo sviluppo in Calabria di questa legislatura: un milione di euro di investimenti pubblici e privati solo per Lamezia.
Come dire che se per Reggio il governo Berlusconi s’è svenato pur di concedere il privilegio di città metropolitana alla roccaforte dello Stretto controllata da Giuseppe Scopelliti, per Lamezia guidata da Speranza ha teso una mano il presidente della Regione. «Gli emblemi della nuova Lamezia saranno la metropolitana, l’aeroporto raddoppiato che sarà collegato con la stazione Fs, il bus terminal dell’ex zuccherificio, il centro direzionale dell’area Api, il Palasport e il Parco termale», ha spiegato ieri Gianni Speranza attorniato dai suoi assessori, cinque dei quali del Pd.
«Ho rispetto ed amicizia per i dirigenti del Partito democratico», dice il sindaco messo in discussione per la ricandidatura proprio dal Pd, «e so che mi sosterranno tanti cittadini di questo partito anche alle primarie». Ormai domenica 14 è alle porte e in città si voterà per le regionali e le comunali contemporaneamente. Speranza voterà Loiero.
«Ho sempre detto che avrei volentieri fatto a meno delle primarie», ha ricordato il sindaco, «ma ho rispettato quanto mi è stato chiesto». Anche se le sue osservazioni le ha fatte: «Queste elezioni nel centrosinistra si fanno a un mese e mezzo dalle comunali», rammentando che dove le primarie sono una prassi consolidata, negli Stati Uniti, le convocano un anno e mezzo prima, e gli uscenti vengono ricandidati direttamente.
Il primo cittadino ha pure replicato agli attacchi di Ida d’Ippolito, candidata sindaco del centrodestra, sui ritardi nell’approvazione degli strumenti urbanistici. «Se non avessimo approvato il Piano strategico non sarebbero arrivati i finanziamenti del Piano per lo sviluppo lametino che saranno disponibili dai primi giorni del prossimo marzo», ha spiegato Speranza, «ma le difficoltà ci sono state in tutti questi cinque anni perché non ho avuto una maggioranza in consiglio». Questo comporta intoppi non solo nell’aula consiliare, ma anche nelle commissioni, tutte presiedute da esponenti dell’opposizione: «Dallo scorso settembre il progetto per la ristrutturazione dell’ex zuccherificio di Sant’Eufemia è nella commissione Lavori pubblici dove di fatto si è bloccato».
Secondo Speranza stessa sorte è toccata alla scelta del partner privato nella Multiservizi ed al cambio di destinazione d’uso dei terreni agricoli in industriali e commerciali. «Quando succede questo il sindaco e la giunta hanno dei forti limiti di gestione», ha aggiunto Speranza. Proseguendo in modo critico: «L’opposizione fa “moina” e blocca tutto, ma quest’amministrazione è andata avanti ugualmente». Se poi si pensa che l’investimento per l’ex zuccherificio è privato, essendo di un’azienda terreni e fabbricati, i tentativi di far arenare questo intervento sono davvero strumentali.
Scordovillo è il vero tallone d’Achille della giunta. Che ha fatto poco o nulla per togliere questa piaga dalla città. Ieri il sindaco e l’assessore Giovanni Gallo hanno parlato di alcune case assegnate ai rom a San Pietro Lametino, ma gli immobili che l’Aterp ha acquistato da Poste Italiane non sono ancora abitabili. Saranno acquistati pure dei prefabbricati, non container ma vere e proprie case, che da un lato permetteranno alle famiglie rom di vivere meglio ma dall’altra non eliminano il problema creato quotidianamente da un migliaio di zingari, quasi tutti ormai cittadini lametini iscritti all’anagrafe, concentrati in un unico grande ghetto fuori da ogni controllo dell’amministrazione e delle forze dell’ordine.
Nonostante questa carenza sui rom, il sindaco ha ricordato che quello lametino è stato il primo Piano sociale intercomunale adottato in Calabria.
Infine Speranza ha annunciato che oggi alle 11 sarà al Teatro Umberto con tutti i candidati alle primarie per richiamare al voto quanto più gente possibile: «Si tratta comunque di un’espressione di democrazia».





Loiero scarica il PD e il PD scarica Loiero

17 01 2010

Lamezia Terme – Loiero scarica il Pd e il Pd scarica Loiero nel nome di Roberto Occhiuto (Udc), intorno al quale il centrosinistra dovrebbe trovare la sintesi per la candidatura alla presidenza della Regione Calabria.
Sarà lui, come anticipato dal Sole-24 Ore di ieri, a sfidare Giuseppe Scopelliti (Pdl) e Pippo Callipo (Idv) che potrebbe però rinunciare a correre in nome dell’unità del centrosinistra.
Il Governatore uscente – messo alle strette dalla pressione sul leader del Pd Pierluigi Bersani di molti parlamentari e dall’Italia dei valori – in appena due giorni si è reso conto che il Pd è pronto, anzi non vede l’ora di sacrificarlo senza rimpianti, ed ha provato a lanciare messaggi distensivi.
Due giorni fa, prima di entrare in un teatro di Cosenza per un dibattito politico, aveva dichiarato all’Ansa che l’alleanza con l’Udc “apre scenari diversi e importanti per una coalizione sicuramente vincente”.

Ieri a Catanzaro Loiero ha posto le premesse per la rottura, dichiarando alla stessa agenzia di stampa che “non si può sacrificare tutto fino a cedere la presidenza”. Oggi l’intervista con Repubblica nella quale si dice pronto a fare liste proprie. “Loiero ha però commesso un errore gravissimo – dichiara al Sole-24 Ore Roberto Occhiuto – dichiarando che il Pdl e io avevamo firmato un accordo per sostenere Scopelliti. Nessuna firma, anzi. E’ vero invece che responsabilmente il mio partito aveva avviato un dialogo con Scopelliti, come il suo giornale ha correttamente riportato. Questa volta le fonti di Loiero non hanno funzionato”.
Carlo Guccione, segretario regionale del Pd in Calabria, all’annuncio di Loiero non si scompone di un millimetro. “L’ho detto il 15 novembre, l’ho ripetuto il 2 gennaio – dichiara al Sole-24 Ore – che di fronte a una disponibilità dell’Udc avremmo rinviato le primarie. Così abbiamo fatto. E ho sempre detto che non potremo mai inseguire i personalismi. La coalizione e la sconfitta del centrodestra vengono prima di tutto”.

Non può dirlo ufficialmente perché il politichese è la malattia inguaribile dei politici italiani, ma l’uscita di Loiero era stata messa nel conto e non spaventa il Pd, così come non spaventa il fatto che Loiero possa fare liste (tre?) proprie. C’è chi afferma, nel Pd regionale, che è solo un modo per trattare la buonuscita politica. “In questa settimana – continua il ragionamento Guccione – convocherò un tavolo intorno al quale riunire tutte le forze politiche che vogliono battere la destra e sul nome di Occhiuto indietro non si torna”.

E l’Italia dei valori, che proprio ieri a Lamezia Terme ha presentato con Di Pietro il candidato Callipo, scatenando l’entusiasmo di una folla come da tempo non se ne vedeva? “L’Italia dei valori – spiega Guccione – sarà convocato e credo che troveremo la soluzione”.
Guccione ha tutte le ragioni politiche da spendere. Ufficialmente l’Italia dei valori porta avanti la candidatura a Governatore della Calabria di Pippo Callipo.
Appena sceso dal palco Antonio Di Pietro ha però fatto continuare le trattative con Pd e Udc per la candidatura comune di Roberto Occhiuto.
A condurre le trattative le persone in questo momento più spendibili: i deputati Doris Lo Moro per il Pd e Ignazio Messina, proconsole di Di Pietro in Calabria che ha commissariato il partito.

Nelle prossime ore, in attesa della riunione di venerdì prossimo in cui l’Udc dovrebbe rompere gli indugi anche perché il Pdl segretamente preme per portare Occhiuto dalla sua parte, il tavolo comune Pd-Udc-Idv invocato da Guccione ci sarà e per averne la certezza basta ascoltare Messina. “Non sta a noi convocarlo – spiega Messina al Sole-24 Ore – perché noi abbiamo Callipo ma è certo che il nostro primo obiettivo è sconfiggere il centrodestra. Il secondo è combattere il loierismo e per questo non c’è nessuna possibilità di un ordo sul nome di Loiero. Vogliamo però vedere chi c’è dietro la figura di Occhiuto, vale a dire chi è l’esercito che ci sta dietro. E devono essere tutte e dico tutte persone dalla fedina penale pulita e moralmente ineccepibili”.
All’ordine del giorno della riunione ci sarà il diktat dell’Idv su liste pulite senza politici condannati o anche solo indagati. Occhiuto ci sta e il Pd non aspetta altro.

da Ilsole24ore