Ecco la Giunta di Lamezia. In squadra due giovanissimi come Giusi Crimi e Rosario Piccioni.

18 05 2010

Non è solo una squadra di assessori quella presentata ieri da Gianni Speranza. Ci sono consulenti con deleghe importanti ma anche superdirigenti importati dalla Regione. E nonostante manchino ancora i due assessori del Pd e quello del triciclo Prc-Pdci-Città, la squadra è in campo e comincia a giocare la sua partita da oggi. Questo ha fatto capire chiaramente il sindaco per mettere il peperoncino sulla coda ai partiti ancora indecisi ad un mese e mezzo dal ballottaggio vinto dal centrosinistra.
«È successo quello che avevo anticipato in campagna elettorale, c’è stato un ricambio generazionale nella nuova giunta. Pensate che io sono il più anziano». Ma il sindaco ha solo 56 anni ed è molto lontano dall’ospizio.
Con lui ci sono Francesco Cicione e Giusi Crimi, due assessori ripescati, l’imprenditore Tano Grasso che continua la sua crociata contro racket ed usura, Rosario Piccioni giovane avvocato e segretario cittadino di Sinistra ecologia e libertà, e Aldo Ferrise dottore commercialista ed ex presidente del Collegio dei revisori dei conti al Comune. Ne restano da nominare altri tre: la sinistra è combattuta tra Gianni Gallo e Rosa Tavella, mentre il Pd è ancora in alto mare.
Ma la squadra non è tutta qui, ha dato ad intendere ieri Speranza. Che contestualmente alla giunta ha presentato i consulenti Giuseppe Vitale, il giudice ex vicesindaco, Giovanna De Sensi Sestito la docente universitaria ed ex assessore nella sua prima giunta, e Francesco Carnovale Scalzo avvocato che ha avuto un ruolo nell’esecutivo anche lui. Tre i dirigenti di nuova nomina, tra i quali Salvatore Orlando che fino a un paio di mesi fa ha gestito per anni alla Regione il settore programmazione dei fondi europei. «Ha fatto il suo lavoro anche in Sardegna nella giunta di Renato Soru», ha spiegato il sindaco, «e pensate che ha rifiutato un nuovo incarico alla Regione Emilia Romagna per scegliere di stare con noi qui a Lamezia».
Da assessore a dirigente del settore urbanistica Andrea Iovene. Ripescato anche Biagio D’Ambrosio, per poco più di un anno segretario generale a Palazzo Maddamme, fino a ieri vicedirigente generale al grande Comune di Napoli.
«C’è molta attenzione su Lamezia a livello nazionale, basta leggere l’ultimo numero de “L’Espresso” per capirlo», ha spiegato il primo cittadino sorridente, «un’attenzione che ho potuto toccare con mano anche sabato scorso ad Assisi nella “Marcia della pace” dove in tanti hanno dimostrato soddisfazione per la presenza del Comune di Lamezia».
Nessuna preoccupazione per le deleghe da assegnare ai nuovi arrivati. Finchè non ci sono nomi e cognomi ad esercitarle sarà il sindaco. «Ma non ci sono deleghe definitive per nessuno», ha messo le mani avanti, «perchè questo è un work in progress, un laboratorio di idee».
E dopo aver ringraziato tutti gli assessori che gli hanno dato una mano per il lavoro di questi ultimi cinque anni, Speranza fa un secco elenco delle prime cose da fare: il bilancio di previsione entro i primi di giugno, un partner privato per la Multiservizi, il documento preliminare del Piano strutturale, e l’intervento edilizio all’ex Zuccherificio d’iniziativa privata.
In bocca al lupo alla “squadra” ed alla Citta’!





Tano Grasso Assessore alla Cultura a Lamezia? Deciderà martedì

9 05 2010

Lamezia Terme – «Da un lato mi entusiasma molto, dall’altra devo risolvere un poco di cose, a partire dalla mia agenda che è ipotecata fino al prossimo ottobre». Tano Grasso alla Gazzetta del Sud dice: «Scioglierò la riserva martedì mattina». Proprio il giorno in cui Gianni Speranza comunicherà la sua nuova giunta.
Il presidente della Federazione nazionale antiracket è dato come favorito nell’esecutivo. «Non con la delega alla legalità e alla sicurezza, sarebbe troppo scontato», ammette il sindaco che aspetta la decisione di Grasso. Ed è proprio l’imprenditore di Capo d’Orlando, nel Messinese, che ha fatto partire la lotta alle estorsioni mafiose che molto gasato si lascia andare per un attimo: «Non ho mai fatto l’assessore da nessuna parte, sarebbe bello però». A lui Speranza potrebbe assegnare la cultura.
Chi ci spera di più è l’Ala, l’Associazione lametina anriracket. Da cui è nata l’idea di portare Tano Grasso in giunta. «È stata un’idea nata quasi per gioco», spiega Armando Caputo, l’imprenditore che guida l’associazione, «noi abbiamo buttato l’amo a tutti e due i pesci, Grasso e Speranza, poi abbiamo visto che la proposta interessava entrambi. Martedì il presidente sarà in città e ci dirà se ha accettato».
Il tono è ottimistico. Ma l’incertezza dell’ultima ora resta. «Per noi sarebbe il meglio possibile, ma anche per la città. Qualsiasi delega dovesse toccargli andrà bene, conoscendo la sua cultura, i contatti che ha, il suo modo di lavorare e i suoi interessi. Realizzerebbe progetti ambiziosi di richiamo nazionale».
Raffaele Mazzei, capogruppo del Pdl, invece è polemico su questa possibile nomina: «Ma non era Speranza ad accusare il candidato Ida d’ippolito definendola il “sindaco del fine settimana se avesse vinto”? Evviva la coerenza». Tano Grasso per il capo dell’opposizione «ha adottato diverse iniziative e presieduto conferenze e seminari sui condizionamenti mafiosi nell’economia per cui può ritenersi un esperto sul tema, ma non è un lametino, e in quanto vive e lavora in un’altra città non sarà nel nostro comune se non nei fine settimana, per l’appunto. Pertanto non potrà occuparsi in maniera proficua ed efficace dell’assessorato che gli verrà affidato».
Eppure di esempi illustri in questo senso ce ne sono: Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi, nell’entroterra di Trapani.
Intanto i malumori scoppiano a destra e a sinistra. Ieri pomeriggio nella segreteria dell’onorevole d’Ippolito si sono riuniti i gruppi del centrodestra per fare il punto della situazione e creare un fronte unico contro sindaco e maggioranza. L’esperimento sembra sia andato male. Innanzitutto perchè il coordinatore del Pdl Luigi Muraca non è stato invitato. «È stata un’iniziativa del tutto personale, stravagante e velleitaria», commenta Muraca con rabbia compassata rispondendo ad una telefonata della Gazzetta del Sud. E aggiunge: «Se qualcuno ritiene di fare la guerra a me o a Pino Galati si romperà il muso, perchè questo è un modo maldestro e greve di condurre una linea politica. Il raccordo del Pdl con la minoranza non si può tracciare senza il coordinatore cittadino del maggiore partito». Sembra incrinato il rapporto tra d’Ippolito e Galati che in campagna elettorale pareva stretto.
Francesco Chirillo sapeva della riunione ma non era al corrente che ci fosse tutta la coalizione invitata. «Sono andato all’incontro convinto che fosse tra noi del Pdl», racconta il consigliere comunale. Alla riunione c’erano Giovanni Scalzo del Nuovo Psi, consiglieri e segretario dell’Udc, ma non il Pri assente giustificato. Nicotera ieri ha ribadito che l’opposizione la farà ma in modo propositivo. Nè l’Udc nè gli altri esponenti della minoranza di centrodestra sembra chiederanno la vicepresidenza del consiglio.
Si stanno incrinando anche gli equilibri nel centrosinistra, dove il Pd scalpita. Pare che il sindaco gli abbia concesso soltanto due assessorati, e questo non soddisfa il partito. Che ieri fino a tarda sera si è riunito per concordare una strategia e ottenere di più.
Nella rosa di nomi del Pd per i futuri assessori ci sono l’uscente Pino Zaffina, l’ex senatore Giuseppe Petronio e la “new entry” Aquila Villella. Nessuno di loro sembra possa fare il vicesindaco visto che quel posto dovrebbe essere occupato da Francesco Cicione, che continuerà ad occuparsi della programmazione comunitaria. Visto che è stato lui l’elaboratore del Piano di sviluppo lametino, unico accordo di programma approvato per una città calabrese dalla vecchia giunta Loiero.