Ruggero Pegna risponde alle faziose critiche sul Capodanno in Piazza con Sepe a Lamezia

4 12 2009

«Chi perde il senso della misura in questo modo, torni con i piedi per terra e cerchi di crescere con l’umiltà, la correttezza e la cultura che sono le prime qualità di chi vuole davvero diventare qualcuno in ogni settore». Così Ruggero Pegna replica a Maurzio Senese di Esse Emme Musica e Francesco Stranges dell’associazione “Le ali della musica” che erano intervenuti sul concerto di Capodanno.
Il promoter lametino fa un elenco di nomi grossi: «Pino Daniele, Claudio Baglioni, Fiorella Mannoia a Capodanno su Corso Numistrano; Trezeguet o Eto’o alla Vigor. Ma non ci vogliono scienziati o sondaggi che buttino giù nomi come se fossero mostaccioli da bancarella, ma soldi e, al contempo, considerazioni di natura culturale, sociale ed artistica». Poi l’imprenditore fa un po’ di conti: «Il Comune ha 40 mila euro per tutto, dal palco agli impianti, dalla promozione alla Siae, mentre che io sappia, per i nomi di Mannoia, Daniele, Baglioni, i costi complessivi oscillano da 150 mila ad oltre 400 mila euro, oltre Iva e Siae. È impossibile che non ci sia un Comune, tra i quattrocento della Calabria, capace di cogliere queste opportunità!».
Pegna parla dei due concerti previsti invece per questo Capodanno di Daniele Sepe e Brigada Internazionale: «”Nostra Patria è il Mondo” di Sepe è un progetto artistico, sociale e culturale di grande spessore e comunicazione nazionale, non una cosetta da associazione rionale. A proposito dell’aria fritta, se loro hanno lavorato con il Comune lametino negli ultimi tre anni, con Marco Carta, Albano e i cabarettisti di Colorado Cafè, la mia Show Net lo ha fatto e lo fa da 25 anni con Carlos Santana, Zucchero, Vasco Rossi, Paolo Conte, Giorgia e tutti i più grandi. Mi chiedo: se chi ha fatto qualche spettacolino si erge a grande manager, cosa deve dire chi scritto la storia dello spettacolo in Calabria con centinaia di eventi irripetibili, le più acclamate popstar internazionali, da Sting ad Elton John a Tina Turner?».
Gabriele Fiorentino di Area Live di Napoli, manager di Sepe e Brigada, spiega che i due artisti per il Capodanno sono un’esclusiva di Pegna: «Chiunque propone questo spettacolo lo fa ben sapendo di non poterne disporre».





Daniele Sepe e la ‘Brigada Internazionale’ per il Capodanno in Piazza di Lamezia

1 12 2009

Sarà un Capodanno multietnico quello voluto per Lamezia Terme dal sindaco della città, Gianni Speranza. La quarta edizione del Capodanno Giovani sarà intitolato ‘Nostra Patria e’ il Mondò, prendendo spunto dal progetto artistico, musicale e sociale di Daniele Sepe che, alle 0,30 del 31 dicembre, terrà il suo concerto in Piazza della Cattedrale insieme a tutta la sua ‘Brigada Internazionale’. L’ ingresso è libero e si prevede un afflusso di almeno ventimila giovani da tutta la regione, come già accaduto negli appuntamenti precedenti con il trio Turci-Gazzé-Rei, la Bandabardò e Caparezza. “I nostri eventi musicali e di spettacolo – afferma il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza – sono rivolti soprattutto ai giovani. Innanzitutto a loro è rivolta la nostra attenzione, anche attraverso occasioni di divertimento, di pacifica aggregazione e di riflessione, con proposte di qualità e forti contenuti sociali. Sono queste le caratteristiche principali dei progetti che abbiamo pensato e avviato con successo, come il Lamezia Demofest, il primo Maggio, il Capodanno Giovani e diversi altri. Sono certo che daremo un benvenuto al 2010 in modo allegro, tutti insieme, ancora una volta nel salotto storico della città. Ci auguriamo di accogliere migliaia di persone, come accade ogni anno, in un clima di festa e divertimento, nella speranza che il nuovo anno porti nella nostra città e in tutto il Sud pace, lavoro, legalità e benessere”. L’evento è predisposto dalla Show Net di Ruggero Pegna. “La musica – afferma Pegna – non conosce confini e colori della pelle, ma soltanto i colori del cuore. La grande musica è quella che sa emozionare. Da sempre ogni continente con la sua musica contamina il resto del mondo. Una contaminazione sana e pulita che rende i popoli e soprattutto i giovani, davvero più vicini e uniti”. Il musicista partenopeo Daniele Sepe presenta così il suo progetto: “Una società in cui un oggetto per produrre musica si progetta negli Stati Uniti, si produce in condizioni ignobili in Cina e poi viaggia per tutto il pianeta senza limitazioni, diventando un oggetto di culto, dovrebbe essere una società muta, senza musica e senza gioia. Se le merci possono attraversare i cinque continenti senza problemi, mentre uomini, donne e bambini sono costretti tra mille pericoli a scampare fame, ingiustizia e guerra, significa che dovremmo per decenza perdere la voce. ‘Nostra patria e’ il mondo interò recitava una vecchia canzone anarchica, ma si sa gli anarchici finivano ghigliottinati, garrotati o in galera, mentre le loro maestà di ieri e di oggi ancora ci guardano dalle loro statue nelle nostre piazze, o sguazzano nelle piscine del Billionaire. Un mondo al contrario! Ma muti non vogliamo stare e a cantare e ballare non devono restare solo questi birichini”.