Operazione antiprostituzione fra Cosenza e Lamezia Terme. Arrestato un Agente immobiliare ed altre persone che organizzavano lo sfruttamento.

4 02 2011

C’è anche una donna di nazionalità sudafricana, P. A. di 37 anni di Lamezia, tra gli otto arrestati nell’operazione antiprostituzione della polizia di Cosenza. La donna avrebbe messo a disposizione una casa a Lamezia dove far incontrare prostitute e clienti. L’operazione della polizia ha permesso di individuare un giro di prostituzione tra la Calabria (Cosenza, Rende e Lamezia) e la Puglia.
A capo dell’organizzazione criminale c’erano due donne A.C. di 43 anni di Brindisi, e R.B. 65 anni entrambe tradotte in carcere assieme al marito di A.C.
I tre avevano coinvolto anche D. P., un uomo di 79 anni che non è finito in carcere a causa dell’età avanzata. Il compito dei quattro era di organizzare e contattare i referenti di zona che a loro volta dovevano individuare o mettere a disposizione le case dove far svolgere gli incontri.
Tra i referenti, quindi, anche la donna sudafricana di Lamezia che metteva a diposizione una casa proprio nella città della Piana.
Oltre a lei anche altri tre uomini: un agente immobiliare, C. E. di 36 anni, P.N., di 32 anni, che ha messo a disposizione una casa per gli incontri delle prostitute e Z.M. , 35 anni, che avrebbe gestito anch’egli uno degli appartamenti utilizzati dall’organizzazione.

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Quattro arresti per traffico di rifiuti speciali

28 06 2010

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Lamezia Terme, hanno tratto in arresto in flagranza di reato di trasporto e smaltimento illecito di rifiuti speciali quattro persone (B.M. di 35 anni) di Lamezia Terme, (S.G. di 23 anni) di Isola della Scala (VR), (B.A. di 56 anni) di Tiriolo e (B.F. di 48 anni) di Tiriolo.
I mezzi sono stati intercettati entrambi nella giornata di ieri in due distinti momenti. Il primo, un furgone Fiat Ducato, con a bordo i primi due soggetti, è stato intercettato alle prime luci dell’alba sulla SS. 18 nei pressi nel comune di Gizzeria. I militari sono stati insospettiti dall’eccessivo carico del furgone che a stento avrebbe potuto sopportore per un lungo tragitto l’eccessivo carico. Una volta fermato il veicolo, all’interno della cabina posteriore è stato rinvenuto materiale ferroso di vario genere e di provenienza ancora da accertare per un peso complessivo di 12 quintali, senza la prescritta autorizzazione.
Giusto il tempo di terminare gli accertameni riguardanti il primo caso, che nel primo pomeriggio, questa volta nella periferia di Lamezia Terme, i militari hanno intercettato un autocarro Ford Transit sovraccarico di materiale ferroso e rifiuti speciali di ogni genere per un peso complessivo di oltre 18 quintali. Anche in questo caso, il materiale, di dubbia provenienza e destinazione ancora da accertare, veniva trasportato senza la prescritta autorizzazione. Come nel primo caso, anche in quest’ultimo il mezzo è stato sottoposto a sequestro.
Il traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi, è una pratica, purtroppo ancora diffusa nonostante la rigida normativa in materia dovuta allo stato di emergenza ambientale che interessa dal 2008 la Calabria e nonostante le continue operazioni di contrasto. Dall’inizio dell’anno sono state oltre 20 le persone arrestate dai militari della Compagnia di Lamezia Terme per tale reato. L’attenzione rimarrà alta al fine di prevenire e reprimere tutte quelle pratiche illecite che possano comportare danni al patrimonio ambientale.





Operazione “Messanger”. Commissioni dal carcere: arrestate dai Carabinieri quattro persone.

18 10 2009

I colpiti dalla misura cautelare sono: Cabras Francesco classe 1977, Franceschi Rosario, classe 1964, Viterbo Andrea classe 1975, Cimino Maria classe 1950, tutti di Lamezia Terme.
Alle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme collaborati dagli Agenti della Polizia Penitenziaria di Lamezia Terme, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Lamezia Terme su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di quattro soggetti accusati a vario titolo ed in concorso tra loro di estorsione e spaccio di stupefacenti. Le indagini traggono origine dall’arresto di Cabras Francesco avvenuto nel settembre 2008 ad opera dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, poiché nel corso di una perquisizione domiciliare il soggetto venne trovato in possesso di 14 capsule di eroina. Nel prosieguo delle indagini, si accertò che il Cabras commissionava dal carcere alla madre, Cimino Maria, di far pervenire minacce nei confronti di un terzo soggetto al fine di estorcegli circa 2600,00 Euro in contanti, nonché vari altri oggetti. La donna, quindi, servendosi di Viterbo Andrea, più volte fece minacciare di morte la vittima per aderire alle richieste continue e pressanti del figlio carcerato. Inoltre, la stessa, unitamente al Franceschi Rosario risultò essere complice con il figlio nell’attività di spaccio da egli gestito e che lo portò al primo arresto nel settembre del 2008. Tali preziosi riscontri sono stati possibili grazie alla collaborazione degli Agenti della Polizia Penitenziaria di Lamezia Terme che hanno consentito ai militari dell’Arma di effettuare i doverosi riscontri all’esterno della struttura penitenziaria.
All’operazione hanno partecipato 20 Carabinieri con l’ausilio delle unità cinofile e 15 Agenti della Polizia Penitenziaria.