Ryanair torna a volare da Lamezia verso l’estero. Ora si va a Barcellona, Stoccolma, Bruxelles e Londra…. Non più incompetenti quindi?

8 02 2011

La compagnia aerea Ryanair annuncia sei nuove rotte da Lamezia per Barcellona (Girona), Bruxelles (Charleroi), Londra (Stansted), Stoccolma (Skavsta) e Trapani, operative con l’avvio della stagione estiva 2011, e per Parigi (Beauvais) per la stagione invernale 2011.
Per festeggiare le nuove rotte da Lamezia, Ryanair ha messo a disposizione 1 milione di posti a €6 per viaggiare verso 500 destinazioni europee a fine febbraio e a marzo. Questi posti a €6 devono essere prenotati su http://www.ryanair.com prima della mezzanotte (h 24:00) di lunedì 7 febbraio. Le cinque nuove rotte estive di Ryanair sono già in vendita da sabato (5 febbraio) mentre la rotta invernale per Parigi sarà prenotabile nei prossimi mesi in quanto inclusa nello schedule invernale 2011.
Melisa Corrigan di Ryanair ha dichiarato:
“Lamezia festeggia le sei nuove rotte per Barcellona, Bruxelles, Londra, Parigi, Stoccolma e Trapani che porteranno il traffico Ryanair a Lamezia ad oltre 600.000 passeggeri e sosterranno 600 posti di lavoro a livello locale.
Per festeggiare le nostre nuove rotte a Lamezia, Ryanair metterà a disposizione 1 milione di posti a €6 per viaggiare in Europa a fine febbraio e a marzo. Dal momento che i posti a queste incredibili tariffe basse andranno a ruba velocemente, invitiamo i passeggeri a prenotarli subito su http://www.ryanair.com.”





Sequestrate cinque aziende nell’Area Ex Sir

25 11 2010

Due pattuglie radiomobili della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina, congiuntamente a militari della delegazione di spiaggia di Gizzeria Lido, hanno proceduto a sottoporre a sequestro cinque aree ricadenti nella zona industriale ex SIR di Lamezia Terme, per discarica non autorizzata di rifiuti speciali industriali, per accumuli di fanghi di depurazione senza la prevista autorizzazione e interramento di cumuli di lana di vetro senza rispettare i criteri tecnico progettuali, che arrecano rischio per le matrici ambientali interessate (suolo – sottosuolo e falde acquifere). Le cinque aree sequestrate d’iniziativa dalla Polizia Giudiziaria operante, composta da sei militari del Servizio Operativo della Guardia Costiera di Vibo Valentia Marina e due della Guardia Costiera di Gizzeria Lido, ammontano ad una superficie di circa 15.000 mq., tutte recintate con nastro bicolore e cartelli monitori recanti la dicitura “Area sottoposta a sequestro probatorio” date in custodia al Consorzio per lo Sviluppo Industriale per la Provincia di Catanzaro. Le indagini sono scattate nella seconda metà di agosto scorso su specifica delega di indagine firmata dal Procuratore Capo Salvatore Vitiello e dal pm Luigi Maffia della Procura della Repubblica di Lamezia Terme e consegnata direttamente al Comando della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina. Dopodiche’ gli uomini della Guardia Costiera congiuntamente a tecnici dell’Arpacal del servizio tematico Suolo, rifiuti e radiometrico di Catanzaro, e personale dei Vigili del Fuoco di Catanzaro, hanno proceduto a ispezionare tutti i luoghi con appositi sondaggi. Dalla relazione tecnica dell’Arpacal sarebbero emerse carenze costruttive rilevate sia negli atti progettuali che sulle opere realizzate, sulle aree dove sono state interrati rifiuti speciali industriali quali la lana di vetro, accumili di rifiuti di vario genere tra cui fibre di cemento (eternit), uno stoccaggio abusivo di fanghi derivanti dalla depurazione senza la prevista autorizzazione, “un vasto accumulo con la realizzazione di collinette di lana di vetro. Le aree interessate sono state poste sotto sequestro. Sei le persone denunciate, tutti legali rappresentanti delle societa’ che si sono rese responsabili dei reati contestati.





Allarme meteo in Calabria nelle prossime 48 ore

19 10 2010

Il Centro Funzionale Multirischi dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria) informa che ”a partire dal primo pomeriggio di oggi, lunedi’ 18 ottobre, e per le successive 24/36 ore e’ previsto, sulla regione, un esteso ed intenso peggioramento delle condizioni meteorologiche con piogge diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale forte. Le precipitazioni potranno risultare localmente abbondanti”.

”Si raccomanda pertanto – afferma Raffaele Niccoli, Dirigenti del CF Multirischi – la massima attenzione ed in particolare di evitare di transitare o sostare lungo gli argini dei corsi d’acqua, sopra ponti o passerelle; far attenzione ai sottopassi, poiche’ potrebbero essere soggetti ad allagamenti; evitare di passare sotto scarpate naturali o artificiali soggette a movimenti franosi”.

Il Centro Funzionale seguira’ l’evolversi della situazione in contatto con il Dipartimento della Protezione Civile, le Prefetture e la Regione Calabria e provvedera’, ove necessario, a rendere disponibili successivi aggiornamenti.

(da Asca)





Ancora grande successo per “Diversamente a mare”

17 09 2010

Anche quest’anno si è svolto con successo il progetto “Diversamente a mare”,finalizzato ad assicurare a tutte le persone con difficoltà motorie l’accessibilità el’assistenza in spiaggia.

L’Amministrazione Comunale di Lamezia Terme, in collaborazione con la Cooperativa sociale Ce.Pro.S, ha in questo modo voluto dare a tutti i lametinicon esigenze speciali la possibilità di godere delle vacanze estive senza ostacoli edifficoltà, portando avanti anche nella nostra città il cosiddetto “turismo accessibile”.Il servizio è stato attivo dal 17 luglio al 31 agosto, sette giorni su sette, dalle 9.00 alle19.00 grazie all’impegno di sei operatori con il compito di assistenza al passaggiodalla carrozzina personale alla carrozzina di trasporto su spiaggia fino alla postazioneombrellone; accompagnamento con la carrozzina in acqua; recupero dall’acqua finoall’ombrellone; trasposto dall’ombrellone al proprio mezzo di trasporto; fornitura aicittadini che ne avessero bisogno di materiale sanitario per eventuali piccoli incidenti.Tutto questo in tre postazioni attrezzate nei lidi di località Marinella, Ginepri eCafarone (ognuna dotata di apposite carrozzine, pedane, ombrelloni, kit di prontointervento, isole ecologiche).Un servizio innovativo e che ha incontrato l’interesse dei cittadini lametini tanto chedurante il periodo di attivazione di “Diversamente a mare” sono stati forniti1831 servizi di accoglienza e accompagnamento in spiaggia e in acqua ai soggettidiversamente abili e agli anziani non autosufficienti, contro i 647 dello scorsoanno di cui 1439 (426 nel 2009) per anziani e 392 (221 nel 2009) per disabili.Inoltre, parallelamente alla distribuzione di materiale informativo sul turismoaccessibile e sul progetto “Diversamente a mare”, sono state realizzate campagne disensibilizzazione sulle tematiche di tutela ambientale, con particolare riguardo allaraccolta differenziata.





Crolla il pontile dell’ex Sir di Lamezia.

2 09 2010

Nel terzo trimestre del 2010, ossia tra Luglio e Settembre, avrebbero dovuto iniziare i lavori di ristrutturazione per 450 mila euro, per la messa in sicurezza dell’opera numero 464 , ossia il pontile dell’area ex Sir. Almeno questo si legge sulla programmazione triennale delle opere pubbliche 2010/2012 dell’amministrazione del comune di Lamezia terme.
Il problema è che ieri, 1 Settembre, il pontile non ha retto oltre all’attesa dell’inizio dei lavori, ed è rovinosamente crollato. Ha ceduto proprio il punto più in prossimità alla riva, che è anche quello più soggetto a spinte, un punto in cui da tempo le travi hanno smesso di esistere e a reggere tutto il carico era rimasta soltanto una soletta in cemento. È bastato che il tempo, l’erosione dovuta alla salsedine, il vento, le mareggiate facessero il loro mestiere, perché le principali strutture metalliche del pontile -ormai ridotte da anni a miseri lamierini arrugginiti inconsistenti- cedessero provocando una deformazione irreversibile e quindi un crollo inevitabile.
Queste fotografie documentano l’inizio del crollo: il cedimento ha riguardato solo la campata più a riva del pontile, ma il processo è tutt’ora in corso ed entro qualche ora, questa parte, precipiterà completamente in mare. Si potrebbe anche dire che sono immagini che documentano quella che potrebbe definirsi la scena di un crimine da cui è possibile osservare l’esito finale di un delitto annunciato: è vero, non c’è scappato il morto, ma è solo un caso se nessuno, in questo cedimento, si sia fatto del male. In fondo si è sempre saputo che prima o poi il pontile sarebbe crollato, era stato abbondantemente previsto, eppure nessuno ha mai mosso un dito per evitarlo. Nonostante sia tutto l’anno preso d’assalto da pescatori e gente alla ricerca di un po’ di relax, il crollo del pontile non ha fortunatamente provocato danni alle persone visto che in quell’esatto momento nessuno si trovava a passarvi sopra. In passato sono state emanate diverse ordinanze di divieto di accesso ed è stata innalzata perfino una recinzione in blocchi per impedirne il passaggio ma la gente non ha mai smesso di intrattenervisi.
Diversi sono interrogativi adesso: cosa se ne farà adesso del pontile e cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Verrà demolito completamente? Verrà lasciato così com’è? Verrà bonificato? Verrà trasformato in qualcos’altro? Verrà lasciato sul fondale perché possa diventare un punto di ripopolamento della flora e della fauna marina?
Visti i divieti mai rispettati, ci chiediamo quante persone siano mai state multate per essere state sorprese a pescare o soltanto a passeggiare sopra al pontile. Sappiamo che all’inizio qualcuno è stato mandato via, poi però si è scelto di lasciare che tutto scorresse come se niente fosse. Perché tanta trascuratezza?
Ad oggi non ci è dato sapere quale sarà lo scenario futuro, o forse possiamo immaginarcelo. Quello che è certo è che questo crollo è la prova della totale mancanza di capacità da parte della classe dirigente e amministrativa di far fronte all’emergenza del territorio; è lo svilimento delle iniziative che provengono dalla società civile, se perfino il concorso di idee sul recupero del pontile è stato realizzato quando ormai non c’era già più molto da recuperare.
Nonostante l’interesse che i vari politici hanno sempre dimostrato – ma solo a parole- per questa struttura, nulla è mai stato fatto per potenziarla o per metterla in sicurezza a tempo debito. E questo nonostante nella programmazione triennale delle opere pubbliche 2010/2012 dall’amministrazione proprio al pontile sia stata assegnata la massima priorità.





Il mare della vergogna – No Comment

21 08 2010





Goletta Verde bacchetta fortemente la Calabria ma anche Lamezia

16 08 2010

Ogni 44 chilometri di costa si trova il mare inquinati per un totale di 169 punti critici. A Campania, Calabria e Sicilia la maglia nera per l’inquinamento. Risultano inoltre inquinate 132 foci di fiumi. Il 15% degli italiani e’ privo di allacciamento alla rete fognaria, mentre addirittura il 30%, pari a 18 milioni di cittadini, scarica i propri reflui non depurati direttamente nei fiumi, nei laghi o in mare.

Sardegna e Puglia invece si distinguono in positivo anche per l’assegnazione delle vele, il riconoscimento ottenuto dai comuni costieri con la Guida Blu 2010 di Legambiente e Touring Club. E’ questo il bilancio finale di Goletta Verde, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, stilato in collaborazione con il Consorzio Ecogas e Novamont che e’ stato presentato oggi a Capalbio.
Una navigazione di oltre 2.000 miglia in 25 tappe per due mesi, per fare un check up del mare italiano, ma anche per denunciare i casi di accesso negato alla spiaggia, gli abusi edilizi sul demanio marittimo, i nuovi e inutili porti turistici e le minacce energetiche che assediano le coste italiane: il petrolio con le trivellazioni off-shore, le raffinerie lungo costa e il traffico di petroliere via mare, il rischio di nuove centrali nucleari o a carbone.
Nella sua venticinquesima edizione, Goletta Verde ha puntato i riflettori sui punti critici dell’ecosistema marino-costiero analizzando le foci dei fiumi e i tratti di mare interessati da fenomeni di inquinamento causati dalla mancata o scarsa depurazione o da scarichi illegali.
E’ risultato gravemente inquinato l’87% dei campioni contaminati, rilevati dai biologi del Cigno Verde con valori di batteri di origine fecale superiori al doppio dei limiti di legge. Numeri che evidenziano un netto peggioramento rispetto allo scorso anno, quando era risultato fortemente contaminato l’81% dei campioni analizzati.
In vetta alla poco onorevole classifica del mare inquinato si piazzano Campania (24 punti critici, 1 ogni 20 km di costa), Calabria (22 punti critici, 1 ogni 32 km di costa) e Sicilia (20 punti critici, 1 ogni 74 km di costa). Si distinguono in positivo, invece, la Sardegna e la Puglia. Non solo la Sardegna fa registrare un punto critico ogni 247 km di costa, ma vanta anche 3 localita’ premiate con le Cinque Vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano e altre 11 segnalate con quattro vele.
La Puglia, invece, fa registrare un punto critico ogni 79 km di costa e vanta 3 comuni insigniti del massimo riconoscimento della Guida Blu e altri 10 premiati con le quattro vele. Vanta 3 localita’ a Cinque Vele anche la Toscana, che conta anche 5 comuni a quattro vele.
I dati emersi dalle analisi di Goletta Verde sulle foci dei corsi d’acqua fotografano un pessimo stato di salute dei fiumi italiani, tracciando un quadro da emergenza nazionale. I fiumi sono la maggiore fonte di inquinamento per le acque dei nostri mari, a conferma che gli scarichi fognari non trattati derivano soprattutto dai comuni dell’entroterra. Su 169 punti critici sono infatti 132 quelli rilevati alle foci, l’87% delle quali sono risultate fortemente inquinate.
L’inquinamento da scarichi fognari rilevato dal laboratorio mobile di Goletta Verde e’ causato da un insufficiente o inesistente servizio di depurazione. Secondo i dati del rapporto Blue Book 2009 di Utilitatis e Anea, il 30% degli italiani non puo’ usufruire di un depuratore.
La Regione in cui si registra il deficit maggiore e’ la Sicilia dove 2,3 milioni di persone scaricano i propri reflui direttamente nei fiumi o in mare senza alcun trattamento. A seguire la Lombardia e la Campania dove il servizio di depurazione non e’ garantito per 2,1 e 1,9 milioni di cittadini.
Un deficit impiantistico che ha determinato l’avvio, nel giugno 2009, di una procedura d’infrazione a parte della Commissione Europea nei confronti dell’Italia per la violazione della direttiva 1991/271/Ce sul trattamento dei reflui urbani, e in particolare per il mancato adempimento da parte di ben 178 comuni italiani.
Tra le regioni sotto accusa figurano la Sicilia, con 74 comuni tra cui diversi capoluoghi di provincia come Palermo, Catania, Messina, Ragusa, Caltanissetta e Agrigento; la Calabria con 32 comuni tra cui Reggio Calabria, Lamezia Terme e Crotone; in Campania figurano citta’ come Napoli, Salerno, Avellino, Caserta e Benevento.
“Rischiamo pesanti multe per la procedura d’infrazione sul mancato trattamento delle acque reflue, ma l’Europa non concedera’ condoni al nostro Paese, storicamente abituato a questo strumento che premia solo i furbi. Servono 30 miliardi di euro – dichiara Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente – per completare la rete di fognatura e depurazione: il Governo e gli enti locali si attivino subito per trovare le risorse economiche necessarie a questa grande opera pubblica, anche per evitare di spendere inutilmente i soldi dei contribuenti per imperdonabili sanzioni comunitarie”.
L’estate 2010 si e’ caratterizzata anche per il cambio di normativa sulla balneazione che rischia di rendere il ”mare italiano pulito per decreto”.
Per citare qualche caso esemplare nelle regioni con il mare piu’ inquinato d’Italia, in Calabria a fine giugno sono stati classificati come balneabili 18 dei 22 chilometri interdetti alla balneazione fino allo scorso maggio, quando era in vigore la normativa precedente.
Situazione del tutto simile in Campania, dove a fine giugno sono state classificate come balneabili dieci spiagge interdette alla balneazione fino allo scorso maggio in provincia di Napoli e quattro in provincia di Salerno.
A minacciare mare e litorali italiani, purtroppo, non ci sono solo i batteri fecali, ma anche le speculazioni e il cemento lungo la costa. Come denunciato dal rapporto di Legambiente Mare Monstrum 2010, infatti, l’abusivismo edilizio su demanio marittimo nel 2009 e’ cresciuto del 7,6% rispetto all’anno precedente, facendo registrare ben 3.954 illeciti.
Oltre a case, ville, residence e alberghi vista mare, assediano le coste anche i progetti di porti. L’assalto degli approdi turistici infatti, si conferma uno degli escamotage piu’ efficaci per urbanizzare la costa, derogando e aggirando i piani urbanistici. E tutto cio’ nonostante lungo le coste del Belpaese siano gia’ disponibili 130 mila posti barca e uno studio Ucina, l’associazione degli imprenditori della nautica aderente a Confindustria, elaborato nel 2008 stimi che, senza aggiungere un metro cubo di cemento in piu’ sulle coste italiane, ma semplicemente riorganizzando, ristrutturando e adeguando i bacini gia’ oggi esistenti lungo la Penisola, si potrebbero realizzare 40 mila nuovi posti barca, di cui 13.500 da realizzare entro sei mesi.
Tra i nuovi pericoli che minacciano mare e coste italiane, inoltre, Goletta Verde ha denunciato il ”rischio Louisiana”, ossia i pericoli di sversamento di greggio in mare derivanti dalle trivellazioni petrolifere off-shore e dal trasporto marittimo di idrocarburi. Nei nostri mari oggi operano 9 piattaforme da cui si estrae olio greggio. Due sono localizzate di fronte la costa marchigiana (Civitanova Marche – MC), tre di fronte quella abruzzese (Vasto – CH) e le altre quattro nel canale di Sicilia di fronte il tratto di costa tra Gela e Ragusa.
Non solo tasti dolenti, ma anche note positive. Il periplo di Goletta Verde lungo la Penisola ha messo a fuoco anche le eccellenze dei nostri litorali e ha promosso la conservazione della biodiversita’ e le Aree Marine Protette. Sono ben 295, infatti, le localita’ costiere che si distinguono per tutela dell’ambiente e promozione del turismo sostenibile inserite nelle Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano, divise in una classifica che va da una a cinque vele, il massimo riconoscimento. Le regine delle vele dell’estate 2010 sono la Sardegna, la Puglia e la Toscana. Le Cinque Vele sventolano su 14 localita’: Pollica (Sa), Cinque Terre (Sp), Ostuni (Br), Capalbio (Gr), Castiglione Della Pescaia (Gr), Nardo’ (Le), Capraia (Li), Salina (Me), San Vito lo Capo (Tp), Bosa (Or), Baunei (Og), Noto (Sr), Posada (Nu) e Otranto (Le), mentre altre 42 localita’ hanno conquistato le quattro vele.