Apre Fieragricola 2011. Quarantesima edizione.

4 02 2011

S’è aperta ieri la quarantesima Fieragricola. Fino a domenica 6, dalle 9 alle 20.30, si potrà esplorare il variegato universo dell’agricoltura nei padiglioni di Piazza Diaz. Assenti dalla cerimonia inaugurale tutti i parlamentari lametini impegnati istituzionalmente a Roma, ma Pino Galati, deputato del Pdl, in una nota dichiara che «con l’approvazione dell’Enoteca regionale si conferma ancora una volta la buona politica del fare portata avanti con impegno dal presidente Scopelliti e dalla sua squadra di governo, contribuendo a far ripartire il “made in Calabria”». Per l’esponente di maggioranza si tratta di «una scelta di ampio rilievo che conferma l’attenzione del nuovo corso della Regione verso la valorizzazione delle tradizioni e delle filiere produttive insite nel territorio calabrese. L’Enoteca colma una lacuna storica fornendo ai produttori vitivinicoli e a tutto l’indotto un’importante punto di riferimento in grado di valorizzarne e qualificarne l’offerta attraverso l’innovazione tecnologica nella produzione enologica». Il prefetto Reppucci: occorre un salto culturale. Tallini: le buone idee danno sempre risultati positivi. All’inaugurazione dell’evento, nel salone dell’ex Comune di Sambiase, l’Ipsia “Leonardo da Vinci” organizza una singolare parata in abiti medioevali e rinascimentali, celebrando contestualmente il Tricolore e le bandiere che l’hanno preceduto, donate alla fine alle autorità. Dono particolarmente gradito dal prefetto Antonio Reppucci, che però denuncia come «oggi il sentimento d’identità e d’appartenenza nazionale sia precario, ragion per cui è bene ricordarlo quotidianamente e non solo ai Mondiali, anche per tenere viva la memoria di quanti hanno versato il proprio sangue per la nascita della nostra nazione». Il prefetto infine invita tutti «a fare un salto culturale partendo dalle piccole cose e respingendo le tentazioni della malavita».I 40 anni di Fieragricola riempiono d’orgoglio il presidente dell’Ente Fiera Vincenzo Sirianni, che ne sottolinea l’importanza: «È un punto di riferimento per il comparto agricolo che ha bisogno di tutelare la sua storia e le sue tradizioni, per arrivare ad un futuro sostenibile». Sirianni snocciola poi dei dati: «Il 90 per cento delle nostre aziende è composta da piccole realtà, spesso a conduzione familiare, che si sviluppano su una superficie di 3/5 ettari. Il reddito agricolo calabrese è il doppio della media nazionale, la nostra terra fornisce più della metà delle clementine italiane, un terzo delle arance, un quarto dei mandarini e la totalità di bergamotti e cedri. Se sviluppassimo capacità di cooperazione e le imprese si consorziassero la nostra filiera corta porterebbe opportunità di ricchezza e potremmo lanciarci senza difficoltà sui mercati esteri».Nell’affollata sala oltre alla cittadinanza e alle varie autorità, anche numerosi sindaci del comprensorio. Presenza che non sfugge al primo cittadino Gianni Speranza e che testimonia come «la Fiera non è solo un fatto lametino, ma di tutto l’hinterland». Speranza fa inoltre presente come «questa edizione si caratterizzi per una novità: l’istituzione dell’Enoteca regionale in città», dichiarandosi «subito pronto a partire per renderla operativa in tempi brevissimi, anche in un immobile comunale». Per il consigliere comunale Eugenio Carnovale è necessario «uscire dall’ambito territoriale per proiettarsi in un’ottica regionale e nazionale. E l’Enoteca calabrese contribuisce a superare il contesto locale». L’assessore provinciale all’Agricoltura, Nicolantonio Montepaone, parla di «momento positivo per il settore agricolo e le leggi approvate ultimamente ne sono un segnale tangibile». Secondo Montepaone «è da momenti qualificanti come questo che viene fuori una politica agricola virtuosa, che potrebbe portare ad una svolta le nostre eccellenze, soprattutto fuori regione».È fortemente critico invece il presidente della Camera di commercio di Catanzaro Paolo Abramo: «Mi sarei aspettato qualcosa di più dall’Ente Fiera. Non mi riferisco soltanto allo sviluppo del territorio, ma anche alla scarsa considerazione che ha delle istituzioni». A manifestare «tutta la massima attenzione da parte della Regione» è l’assessore Mimmo Tallini. «La longevità di questa fiera», osserva l’assessore regionale Tallini, «dimostra come le buone idee legate al mondo della produzione portino dei risultati. L’agricoltura è passata da una dimensione arcaica ad una moderna e manageriale, migliorando la produttività dei terreni e la qualità dei prodotti».

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