L’Ebreo con Ornella Muti di scena al Politeama di Sambiase il 20 e 21 Dicembre

20 12 2010

Quarto appuntamento con la stagione di prosa messa a punto
dall’Amministrazione comunale, sotto la direzione artistica di
Angela del Piaz. Domani e martedì alle 21, sul palco del teatro
Politeama, andrà in scena “L’ebreo” di Gianni Clementi, con Ornella
Muti, Duccio Camerini e Mimmo Mancini. Le scene sono di Max
Nocente, i costumi costumi Teresa Acone, le musiche Pivio &
Aldo De Scalzi, e la regia Enrico Maria La Manna. Lo spettacolo
avrà una durata di due ore, compreso un intervallo. Per quanto
riguarda la trama, siamo negli anni Quaranta e con l’entrata in
vigore delle leggi sulla discriminazione razziale, emanate dal
regime fascista, molti ebrei, presagendo un destino incerto,
avevano pensato di mettere al riparo i loro beni da presumibili
espropri, intestando le loro proprietà a prestanome fidati, di
razza ariana. Marcello Consalvi, al tempo oscuro ragioniere, è uno
dei fortunati beneficiari: il suo padrone gli ha intestato tutte le
proprietà. Marcello Consalvi vive con la moglie Immacolata in uno
splendido appartamento borghese, di proprietà del padrone, nel
ghetto ebreo di Roma. La vita borghese della coppia è
improvvisamente sconvolta, dopo tredici anni, da qualcuno che bussa
alla loro porta. L’Ebreo nasce dal desiderio, partendo da un fatto
poco frequentato storicamente e teatralmente, di indagare l’animo
umano. E in particolare il grado di aberrazione che un essere umano
può raggiungere pur di non rinunciare ai suoi privilegi. La scelta
espressiva del “romano” per raccontare tutto ciò si inquadra
nell’esigenza di proporre un’ambientazione ideale (il Ghetto di
Roma) e mettere in risalto le qualità/difetti dei protagonisti. E
in questo specifico caso, è la lingua giusta per esaltare in senso
teatrale il cinismo e la follia dei protagonisti. Uno spettacolo
quindi da non perdere, curato nei minimi particolari da Gianni
Clementi, autore talentuoso e prolifico, considerato l’esponente di
punta di un rinato neorealismo teatrale italiano. I suoi testi,
calibrando perfettamente i due pedali della comicità e della
serietà, affrontano temi attuali con grande semplicità stilistica,
suscitando momenti di riflessione, ma anche di sorriso.





Lo squallore dei giornalisti paladini della verità! Gogna mediatica per un matrimonio….

20 12 2010

Quando il cattivo gusto dei giornalisti supera la decenza come in questo caso, sarebbe bene che si intervenisse dall’alto per tutelare i diritti che con tanta incuria venono pestati.
Il fatto riguardava una donna di 34 anni coinvolta in una storia di società con soci occulti legati alla criminalità locale e per questo agli arresti domiciliari da mercoledi’ scorso.
La notizia apparsa sui giornali locali, calpestando l’intimità della famiglia oltrechè della persona, è quella che ‘nientemeno’ alla donna il gip abbia concesso un permesso per il tempo necessario che le consentisse di sposarsi.
Per questa ‘straordinaria notizia’ gli eroi dell’informazione e “sempre” paladini della verità hanno ritenuto di dover far conoscere nome, cognome, foto della giovane e naturalmente nome del Ristorante…
Ci mancavano solo le foto degli invitati!
Vergogna cari giornalistini che a volte vi “cacate sotto” e mettete solo le iniziali di criminali veri e propri.
Certo la giovane avrà certamente sbagliato se agli arresti domiciliari, ma una gogna mediatica così non è stata riservata a nostra memoria nemmeno ai nostri peggiori ‘ndranghetisti’.
Certo, quelli non erano donne e soprattutto facevano ben più paura!
Vergogna!