Una nuova TV sperimentale al via dalla prossima settimana. Christian Maglia ed Ugo Floro tornano insieme….

11 12 2010

La prossima settimana sulle frequenze della tv locale lametina VivaVoce prenderà il via una nuova trasmissione interamente prodotta e realizzata nella Città della Piana.
La trasmissione ha la data di inizio ufficiale fissata per la prima settimana di Gennaio, nonostante ció, verrà trasmessa in via sperimentale a fini promozionali sinda subito.
Due numeri zero in attesa della prima vera puntata ufficiale.
Chi riuscirà a seguire le prime puntate sarà certamente avvantaggiato nel capire i meccanismi di una trasmissione che nasce con un dna mutante e mutato rispetto alla solita tv.
Sperimentazione pura; un misto fra vari generi. Un ibrido fra talk show, reality e sit-com. Qualcosa di nuovo per le nostre abitudini locali insomma.
Il cast molto ricco è composto da un gruppo di amici noto negli ultimi anni ’90 nell’ambito radiofonico regionale.

L’idea portata avanti da Christian Maglia e dal giovane produttore Diego Pistocchi, è quella di fare una televisione diversa, creativa, non convenzionale. Durante le registrazioni si insiste sul concetto di anarchia televisiva…
Fra i protagonisti, un nome d’eccellenza. Ugo Floro, membro del GAR dal 2001 con lo stesso Maglia. Esperienza da animatore, giornalista, conduttore. L’animale televisivo per eccellenza che insieme a Christian Maglia e ad altri 12 amici proverà a tracciare la strada per una tv alternativa.
Già un discreto interesse per ripetere la trasmissione una volta a regime, con varie emittenti regionali e piccole nazionali via satellite e sul digitale terrestre che stanno valutando le prime immagini disponibili.

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«Noi chiediamo il perdono» L’imam: ringraziamo il Comune e tutti i lametini per la grande compostezza

11 12 2010

Lamezia non è Rosarno, né Bergamo. L’ha detto l’imam Bouksis Maati a conclusione della preghiera comunitaria che la comunità islamica ha recitato ieri mattina nella moschea della Marinella. Sono stati in centinaia a condividere il consueto rito del venerdì questa volta dedicato alla memoria dei ciclisti morti nell’incidente causato dal giovane marocchino Chafik El Ketani.
«Alle famiglie chiediamo di essere perdonati per quanto è accaduto, perché il perdono è una grazia di Dio» ha dichiarato il sacerdote musulmano. Che ha colto l’occasione per «ringraziare l’amministrazione comunale e tutta la città che hanno dimostrato grande compostezza ed educazione: con la solidarietà che ci è stata dimostrata», ha evidenziato Bouksis Maati, «è stato dato un messaggio di grande civiltà a tutta l’Italia».
Alla preghiera hanno partecipato i fedeli rappresentanti di tutte le etnie di cultura e religione araba che vivono nel nostro territorio. Tutta la comunità islamica guidata dai due imam, Bouksis Maati e Bouksis Mohammed, hanno ribadito la loro determinazione a volere mantenere rapporti di amicizia e di pacifica convivenza con i calabresi e con i lametini; così come avviene ormai da alcuni decenni.
La comunità islamica in Calabria e in particolare nel comprensorio lametino si è ben integrata ed è alla seconda generazione. «Un percorso che non va dimenticato o cancellato. Noi», ha rimarcato l’imam, «continueremo per la nostra strada insieme ai nostri fratelli calabresi e lametini».
Il mediatore culturale Cissokho Soungtouba, d’origine senegalese, ha fatto notare che spesso la nostra regione viene denominata “Calafrica” con un significato molto dispregiativo. «Invece», ha commentato, «la società lametina ha avuto un comportamento dignitoso. La nostra comunità non ha avuto nessun problema e continua a provare un dolore profondo per la terribile tragedia che si abbattuta su tutta la popolazione locale».
Il giorno dei funerali la comunità maghrebina aveva pensato di portare dei fiori e un messaggio da deporre vicino alle bare, come segno tangibile di vicinanza e solidarietà.
«Le forze dell’ordine ci hanno pregato di non partecipare alle esequie per motivi di sicurezza, nonostante la nostra volontà fosse quella di essere presenti per manifestare tutto il nostro cordoglio alle famiglie», ha ricordato Mahdi Joulal, responsabile della comunità maghrebina, «allora i nostri fiori e i nostri pensieri scritti li abbiamo deposti nel luogo dell’incidente, insieme a tutti gli altri».
Nella Moschea Mohsinine alle porte della città, ed a poche decine di metri dal luogo della tragedia, a rappresentare l’amministrazione comunale lametina c’era l’assessore alle Politiche sociali Rosario Piccioni, accompagnato dalla dirigente comunale Teresa Bambara. L’assessore, ancora una volta, ha voluto mettere in risalto il comportamento esemplare tenuto dalla città in questi giorni. «La risposta dei lametini a quanto è accaduto è stata straordinaria. Non ci sono state polemiche né ritorsioni contro la comunità islamica, né tantomeno azioni xenofobe o razziste contro i tanti immigrati che vivono e lavorano in città e nell’hinterland». Piccioni ha anche annunciato che il Comune provvederà a realizzare una stele nel punto in cui è avvenuto l’incidente; a questo scopo al più presto saranno presi accordi con l’Anas.
Un altro monumento commemorativo sarà realizzato nella Cittadella dello sport che sarà costruita alla periferia sud della città. Inoltre l’amministrazione ha pensato di realizzare un opuscolo sull’educazione stradale da divulgare nelle scuole. «Queste le prime iniziative in cantiere», ha sottolineato l’assessore, «gesti concreti perché fatti come questi non vanno dimenticati, perché anche dalla tragedia bisogna trarre motivi di crescita e di speranza per le nuove generazioni».
Sia l’imam che l’assessore hanno ricordato le parole di pace e di perdono dell’insegnante Teresina Natalino, moglie del professore Fortunato Bernardi perito nella strage. La signora ha perdonato il giovane marocchino ed ha colpito tutta l’Italia all’indomani d’una tragedia immane. La comunità islamica ha ringraziato per questo gesto di grande levatura morale e spirituale. Piccioni ha sottolineato che l’idea di diffondere in maniera capillare l’educazione stradale negli istituti cittadini è nata proprio prendendo spunto dall’intervento della maestra Natalino che insegna a Gizzeria e che ha come alunni anche tanti bambini marocchini.

da Gazzetta del Sud

di Maria Scaramuzzino





Nuovo Palasport di Lamezia. Tutto in vetro, porta la città nel futuro!

11 12 2010

Il raggruppamento temporaneo composto da Vittorio Grassi Architetto (capogruppo), AI Engineering S.r.l., arch. Annunziato Santoro con arch. Pierluigi Samele e arch. Marco Aloisini ha vinto ilconcorso di progettazione, indetto dal Comune di Lamezia Terme, per il nuovo Palazzetto dello Sport della Città.

Progetti correlati

Lamezia Terme, 2010
Palazzetto dello Sport – Progetto vincitore
Vittorio Grassi Architetto, AI Engineering S.r.l

Il Palazzetto, che copre una superficie di 8.000 mq su un’area di 50.000 mq, grazie alla sua particolare forma fluida e asimmetrica è funzionale agli eventi sportivi ma anche ai concerti e congressi.

Dall’idea di una forma leggera, per soddisfare i requisiti sismici, e aerodinamica, per sfruttare i venti dominanti per la ventilazione naturale, nasce una struttura che ricorda un sasso del litorale lametino. Nella forma dell’edificio, levigata dal mare e dai venti come una “petra” si ritrovano i riferimenti al paesaggio naturale circostante.

La copertura si adagia obliqua sul terreno tra la piazza antistante il foyer d’ingresso e il terrapieno circostante sollevato di 5 m. Un percorso ad anello continuo permette di ottimizzare le uscite di sicurezza e la rapida evacuazione degli spettatori al termine delle manifestazioni.
Il foyer d’ingresso a doppia altezza e l’anello superiore sono vetrati e trasparenti così da lasciare intravedere le attività all’interno del palazzetto e, al pubblico della gradinata superiore, la vista dello splendido paesaggio. La leggerezza dell’edificio si manifesta anche nella struttura delle gradinate, concepite come un anello chiuso ma con scalinate rampanti che aggiungono un elemento dinamico alla composizione.

Grazie ad una struttura reticolare metallica costituita da elementi in acciaio molto sottili e da una tripla membrana esterna traslucida in ETFE, l’aspetto dell’edificio cambia continuamente sotto l’influsso della luce diurna e della luce notturna durante gli eventi serali.

Per quanto riguarda il progetto della Cittadella dello Sport, l’obiettivo primario è quello di dare una visione complessiva unica ed allargata all’intervento analizzando tutte le implicazioni che avrà sull’area circostante. Il progetto si basa sul tracciato di un arco rivolto verso est che ha la duplice funzione di racchiudere al suo interno la Cittadella dello Sport e segnalarne la presenza, grazie ad una schermatura multimediale che ne segue il profilo, montata su una struttura metallica leggera che rappresenta un segno forte sul territorio e diviene immediatamente l’elemento federatore del complesso.

Fonte: Ufficio Stampa Vittorio Grassi Architetto





Lamezia rischia di diventare come Napoli per i rifiuti

11 12 2010

”L’Amministrazione comunale di Lamezia Terme sta sollecitando continuamente il presidente della Giunta regionale, Protezione civile e Governo nazionale per cercare di sbloccare al piu’ presto la problematica dei rifiuti e per evitare, con tutti gli sforzi possibili, che a Lamezia Terme si verifichi la stessa situazione di Napoli”. Lo rende noto un comunicato del Comune, che ricorda che oggi in citta’ e’ stato affisso un manifesto, a firma dell’Amministrazione, che esprime nel titolo la preoccupazione del sindaco: Lamezia non deve essere sommersa dai rifiuti.

”Da alcuni giorni – si legge nel manifesto – non ci e’ stato consentito di raccogliere la spazzatura. I cassonetti sono stracolmi e i mezzi della Multiservizi sono tutti carichi in fila negli impianti e nelle discariche calabresi. Abbiamo chiesto piu’ volte, anche in questi giorni tragici, al presidente della Giunta regionale, alla Protezione civile e al Governo nazionale di sbloccare la situazione. Chiediamo la collaborazione dei cittadini perche’ questo stato di cose si potrebbe aggravare e faremo di tutto per impedirlo”.