Fra un anno il Papa in visita a Lamezia Terme

9 10 2010

Lamezia Terme, 10 ottobre – Dopo la vista del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si profila un’altra visita illustre per la città lametina. Tra un anno, domenica  9 ottobre 2011, arriverà a Lamezia Sua Santità Benedetto XVI. Ancora non si conosco i dettagli sul luogo in cui il Santo Padre celebrerà la Messa e la recita dell’Angelus ma, di certo, tale notizia farà presto mettere in moto la macchina organizzativa di un evento di simile portata storica per la città. Del resto, la notizia è stata resa nota solo ieri, dal vescovo di Lamezia monsignor Luigi Antonio Cantafora e da padre Jacques Dupont, priore della Certosa di Serra San Bruno, dove il Papa si recherà nel pomeriggio per incontrare la comunità dei certosini. La notizia è stata inoltre confermata dalla  Prefettura della Casa Pontificia.
Il precedente

Lamezia Terme aveva già accolto un Papa in passato. Era la mattina del 5 ottobre 1984 quando Giovanni Paolo II scese dalla scaletta dell’aereo e, come soleva fare, baciò la terra di calabria. Un breve saluto alla città in cui era atterrato lo fece  in aeroporto. All’epoca, per quel breve evento, ci fu un collegamento televisivo ed in molti, compresi gli alunni di diverse scuole, seguirono le fasi dell’atterraggio dell’aereo papale ed il breve saluto di Papa Wojtyla proprio attraverso il tubo catodico. In quell’occasione il Papa non si fermò in città, ma proseguì per altre mete, ossia Catanzaro, Serra San Bruno, il santuario di Paola, Cosenza, Crotone e Reggio Calabria. La sua visita durò due giorni ed il Papa ripartì nella giornata del 7 ottobre.





Perquisizioni della Polizia nrl campo ROM di Scordovillo

9 10 2010

Lamezia Terme 8 ottobre 2010 – Su ordine del Procuratore di Lamezia Terme Dott. Salvatore Vitello, setacciato il campo rom di Scordovillo.  Settanta carabinieri hanno effettuato al campo nomadi una serie di verifiche, operazione questa, finalizzata ad accertare quanti e chi siano i rom effettivamente residenti nell’accampamento baraccopoli di Scordovillo. In pratica un censimento della popolazione appartenenti a questa etnia residente nella bidonville cittadina. Ulteriori controlli dei militari sono indirizzati sulle pessime condizioni igienico sanitarie, a tal proposito tecnici dell’Arpacal oltre che dell’azienda sanitaria e veterinaria cittadina e provinciale, hanno proceduto oltre che a monitorare l’area, a prelevare campioni di acqua e terreno da sottoporre ad analisi approfondite, per verificare eventuali presenze di inquinamento oltre che ambientale, anche delle falde acquifere. Ricordiamo che ormai da anni è in corso una protesta da parte dei residenti delle zone limitrofe, costretti ad inalare quasi quotidianamente fumi tossici e dannosi causati dai continui incendi di gomme e altro materiale tossico. Dai residenti vicini, è stata denunciata inoltre la possibilità che nel campo e nelle sue vicinanze, siano interrati rifiuti pericolosi. Finalmente la procura della Repubblica ha deciso di vederci chiaro, per tentare di porre fine ad una questione mai risolta e sempre più grave non solo per quanto riguarda l’emergenza abitativa, ma anche per la salute pubblica dei rom e degli abitanti delle vicinanze.