Lettera aperta all’Assessore alla Cultura Tano Grasso

5 10 2010


Riceviamo e pubblichiamo: Gli Appunti Per un progetto culturale per la città di Lamezia Terme da Lei proposti come base di una discussione sono stati per noi un’occasione di riflessione utile ad esprimere, per la prima volta insieme, alcune considerazioni. Il richiamo alla promozione ed alla valorizzazione del talento e della creatività, da noi praticata da sempre, non può che vedere le nostre associazioni, da anni concretamente impegnate nella cultura quale strumento tra i più efficaci per combattere la mafia, con convinzione al suo fianco. Condividiamo poi la dichiarazione che “il risultato complessivo del progetto culturale del Comune dipenderà dalla qualità del rapporto che si riuscirà ad allacciare con le realtà associazionistiche lametine” e che “obiettivo centrale è quello di sostenere l’associazionismo già presente incoraggiandone come già detto, crescita qualitativa e sforzi di innovazione”.

Tutto questo però non può limitarsi ad essere solo una generica affermazione di intenti contraddetta dai successivi atti deliberativi. Ci saremmo aspettati, dopo le audizioni che ha avuto prima dell’estate con tutti gli operatori culturali della città, una valutazione nel merito sulle attività realizzate a Lamezia ma, probabilmente ragioni di opportunità, l’hanno indotta a sorvolare su questo aspetto. Nessun riferimento, dunque, alle diverse stagioni teatrali, musicali, filosofico-letterarie, cinematografiche, lezioni magistrali, alle tante qualificate iniziative culturali ed artistiche che da anni hanno il consenso della critica più accreditata e, soprattutto, dei lametini ma una serie di nuove proposte, alcune delle quali descritte anche nel dettaglio, cui si aggiunge il Lamezia/art/festival – Festival della legalità.

Nessun accenno però sulle risorse necessarie a realizzare il progetto Lamezia città della cultura e del tempo libero e/o città dell’ antimafia e, soprattutto, sulle strategie che intende perseguire per implementare le modeste disponibilità finanziarie messe a disposizione dal bilancio comunale. Avremmo gradito che, prima della stesura delle Direttive, avesse sentito l’esigenza, fermo restando le legittime prerogative dell’Amministrazione, di ascoltare le associazioni. Un ‘ occasione mancata dove, in un sereno ed approfondito confronto, la parte politica, assistita dai dirigenti comunali, avrebbe potuto annunciare, per tempo, le sue intenzioni agli operatori culturali che, oggi, all’avvio delle stagioni, si trovano, di fronte a regole cambiate, in una situazione a dir poco difficile avendo preso impegni con artisti, studiosi, gruppi e compagnie volti ad assicurare quei risultati che, da decenni, sono riconosciuti in campo locale, nazionale ed internazionale. Salutiamo con soddisfazione l’avvio del censimento delle associazioni culturali ed auspichiamo un confronto aperto e leale almeno nella stessa misura in cui, nella differenza dei ruoli, Lei stesso lo auspica come dichiarato recentemente alla stampa. Rimaniamo però sconcertati dalle disposizioni adottate nelle direttive circa la Misura del finanziamento perché la loro applicazione è in netto contrasto con quanto indicato negli appunti e nella stesse premesse della deliberazione della Giunta Municipale che ha adottato le direttive. La presenza di un tetto di finanziamento da parte dell’Amministrazione Comunale era già fissata dal precedente Regolamento per la gestione delle attività culturali e di spettacolo adottato dalla Commissione Straordinaria con i poteri del Consiglio. In quel regolamento, attualmente vigente, si fa riferimento ad un onere parziale, da parte dell’ Amministrazione comunale, rispetto al costo complessivo di un progetto, nella misura massima del 60%. Nei suoi Appunti, come da Lei stesso dichiarato, base di discussione, scrive: il Comune … opera una selezione sulla base del merito impegnandosi al finanziamento con un contributo che non potrà in ogni caso superare la metà del costo complessivo del progetto, in altre parole l’ Amministrazione Comunale può sostenere un progetto nella misura massima del 50%.Nelle direttive, emanate senza alcuna discussione, questa indicazione si modifica e la soglia del 50% non si riferisce più alla misura massima del sostegno comunale ma all’insieme dei contributi e/o finanziamenti erogati dagli enti pubblici per un determinato progetto. L’ adozione di questa disposizione, in contrasto con quanto si fa in tutta Europa dove gli operatori sono invitati a mettere insieme il maggior numero di risorse pubbliche per consentire la realizzazione di qualificati progetti culturali nei loro territori di riferimento, avrà come naturale conseguenza il significativo ridimensionamento dell’attività culturale sin qui programmata ed, in taluni casi, la stessa cessazione.

Sostenere che il costo del restante 50% di un determinato progetto debba essere ricavato dal mercato, proposta mai fatta neanche dai liberisti più radicali, e che non si realizza in nessun luogo d’Italia tanto da parte del pubblico che del privato non commerciale, significa di fatto impedire agli operatori culturali dell’associazionismo lametino di programmare la loro attività.

Alla pluralità e diversificazione delle proposte, vera garanzia di offerta democratica, sin qui praticata e sostenuta da tutte le Amministrazioni Comunali e Straordinarie, si sostituisce così un progetto culturale unico ed univoco, una sorta di monopolio pubblico della cultura la cui adozione non può lasciare indifferenti tutti gli spiriti liberi. Invitiamo, pertanto, chi ha responsabilità di governo a provvedere al censimento delle associazioni ed al contempo sospendere l’adozione delle nuove direttive nella parti ad esso non riferite, convocando, nel più breve tempo possibile, una riunione con tutti gli operatori dove approfondire e discutere la questione per garantire ai cittadini di Lamezia e del suo vasto hinterland, che partecipano numerosi alle iniziative proposte, la fruizione di qualificate stagioni ed iniziative espressione di una cultura plurale e diversificata così come è la nostra realtà lametina.

Ass. ne Accademia della Cultura – Stagione Concertistica – Presidente Pietro De Fazio

Ass. ne A.M.A. Calabria – Presidente Gennaro Pollice

Ass. ne ARCI Lamezia Terme – Vibo Valentia – Presidente Ivan Falvo D’Urso

Ass. ne Artistica Terra di Sol di Orlando Vescio e Maurizio De Paola

Ass. ne Bequadro – Stagione concertistica Lamezia Jazz – Presidente Egidio Ventura

Ass. ne Calabria Mia – Presidente Pino Natale

Ass. ne Culturale Aleph Arte – Presidente Antonio Pujia

Ass. ne Culturale Centro Studi Anthurium – Presidente Francesco Ruberto

Ass. ne Culturale La Lanterna – Presidente Stefania Vasta

Ass. ne Culturale Folklorico Canterini Nicastresi – Presidente Umberto Ferrari

Ass. ne Culturale Prospettive d’Arte – Presidente Maurizio Carnevali

Ass. ne Socio Culturale Pietro Ardito San Teodoro – Presidente Vincenzo Mastroianni

Ass. ne Premio Franco Costabile – Presidente Dante Maffia

Centro Studi Koiné Stagione Il Sabato del Villaggio – Presidente Raffaele Gaetano

Comitato Giovanile Lametino – Presidente Antonello Iovane

Proloco Lamezia Terme – Presidente Vincenzo Ruberto

Teatrop cooperativa sociale– Presidente Piero Bonaccurso


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