Esce dal coma la bimba ferita nel campo rom di Scordovillo

14 08 2010

Si è risvegliata dal coma Maria Antonietta, la bambina d’etnia rom di nove anni ferita lunedì scorso con un colpo di pistola a Lamezia Terme, durante una sparatoria nel campo rom di contrada Scordovillo, e ricoverata, dopo l’intervento, nel reparto di rianimazione dell’ospedale “Cannizzaro” di Catania. Secondo quanto si è appreso la piccola parla e viene assistita dai medici del reparto di rianimazione catanese, che hanno notato «miglioramenti clinici che fanno ben sperare».

La piccola dopo il risveglio è stata sentita dal sostituto procuratore della repubblica di Lamezia Terme, Domenico Galletta, che si è immediatamente recato a Catania, a bordo di un elicottero dell’Arma, insieme al comandante del nucleo operativo e radiomobile, tenente Michelangelo Lobuono, su incarico del procuratore capo, Salvatore Vitello, che ha assunto la direzione delle indagini, per raccogliere immediatamente la versione dei fatti direttamente dalla vittima. Sull’interrogatorio è calato il massimo riserbo da parte della procura lametina che non intende scoprire la sua linea investigativa per evitare che possa determinare una maggiore omertà all’interno della comunità rom di Contrada Scordovillo, che non ha fornito agli inquirenti nessun utile elemento ai fini della identificazione dell’autore del gesto, che una volta identificato dovrà rispondere di tentato omicidio.

Da quanto si è appreso, comunque, la bimba non avrebbe fornito utili elementi. La testimonianza raccolta verrà, comunque, valutata dalla magistratura inquirente. Complessivamente sono state sentite oltre cinquanta persone e tra queste due bimbe rom. Ad ascoltarle in un colloquio lo stesso procuratore capo, ieri mattina, che le ha sentite nella sua stanza alla presenza delle mamme. Anche su questo colloquio viene mantenuto il massimo riserbo dal procuratore che non dispera di rompere il muro di omertà e quindi di risolvere il caso del ferimento della bimba che ha sconvolto la comunità lametina. Intanto ieri mattina è stato compiuto un blitz da parte dei carabinieri all’interno dell’accampamento nomadi, teatro del ferimento della minore. Oltre cinquanta i militari dell’Arma che hanno partecipato all’operazione di controllo che ha avuto come finalità quella di approfondire la ricerca e la raccolta di elementi probatori in ordine al tragico episodio criminoso.
All’operazione oltre ai militari della locale compagnia hanno presso parte gli uomini del gruppo operativo Calabria e dello squadrone eliportato cacciatori, che per l’intera mattinata hanno passato al setaccio palmo a palmo l’accampamento. Decine le perquisizioni effettuate in varie abitazioni. Controllati e perquisiti tutti i veicoli in entrata ed in uscita dal campo. Il tutto nel tentativo di raccogliere elementi in più ed aggirare l’ostacolo rappresentato dallo scarso contributo alle indagini fornito dai nomadi stessi.

Gli elementi raccolti nel corso dell’operazione sono ora al vaglio degli investigatori. Questo lascia supporre che le indagini che gli investigatori del nucleo operativo e radiomobile stiano portando avanti senza sosta, pur se si presentano difficili potrebbero giungere ad una svolta investigativa. Non è escluso, infatti, che nelle prossime ore si possa aprire uno squarcio nell’ermetico quadro indiziario determinato dall’omertà dei soggetti interessatii alle indagini. Da quanto si è appreso in ambienti giudiziari l’attenzione è rivolta nei confronti di alcuni soggetti rom e tra questi potrebbe essere identificato l’autore del ferimento della bimba.
Pur in assenza di prove perché la scena del crimine è stata ripulita e la pistola che ha sparato è stata, se non distrutta, fatta sparire, sembra che gli investigatori abbiano già tracciato l’identikit del feritore. Importanti ai fini dell’identificazione del soggetto che al momento resta ignoto, potranno rivelarsi le analisi d’alcuni indumenti della bimba ed esattamente le pantofole e le indicazione che gli specialisti del nucleo operativo e radiomobile della locale compagnia hanno raccolto nel corso delle indagini nella ricostruzione dell’evento.

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