Il grande affare aeroporto: Lamezia a volo di Pdl – Il nuovo scalo della città calabrese, disegnato da Engco, è destinato a diventare il terzo del Mezzogiorno. A capo della Sacal, la società che gestisce l’aeroporto, è stato nominato il senatore del Pdl Speziali. Nonostante l’incompatibilità…

30 07 2010

Tre milioni e mezzo di passeggeri. Tanti se si pensa, facendo un raffronto sommario, che Napoli-Capodichino ha una capacità di cinque milioni di viaggiatori annuali. Ma a Lamezia si punta in grande. Perché il progetto di nuova aerostazione è talmente avveniristico che il traguardo di terzo scalo del Mezzogiorno – dopo Catania e Napoli – non è più una chimera. Tutt’altro.
Il progetto
Ha la forma di un ciottolo, levigato e arrotondato dal lavorìo dei fiumi e ammorbidito dalle onde del mare (chiaro ossequio al viaggio nel Mediterraneo), il nuovo aeroporto di Lamezia disegnato da Engco. Nello specifico, l’architettura del manufatto prevede un primo involucro a curvatura variabile su una seconda struttura cosiddetta brise-soleil che precede e avvolge la prima.
«La pelle esterna – spiegano gli estensori del progetto – racchiude la pianta su due livelli atta ad assolvere correttamente a tutte le funzioni di un modernissimo scalo. Lo spazio è scandito da strutture a vista che in modo ritmico comprendono le grandi pareti in cristallo che delimitano il perimetro e diventano la pelle trasparente dell’intero involucro».
Quattro “buchi” asimmetrici previsti in copertura permettono poi la connessione esterna e interna, favorendo l’illuminazione naturale dello scalo. Il colore predominante è il bianco, scelto per frenare il colore dei raggi solari, migliorando al contempo i consumi energetici, e per conferire carattere mediterraneo alla nuova costruzione.
La struttura interna invece è in acciaio e vetro, con sistemi di isolamento termico, acustico e di sicurezza. Decorazioni attinenti alla natura completano il concept del progetto rendendolo nel suo complesso originale e di sicuro impatto emotivo.
Superfici di grandi dimensioni e standard di comfort superiori: questo garantirà, dunque, il nuovo aeroporto di Lamezia. Ma anche un’enorme torta di denaro pubblico per la costruzione. Quasi 70 milioni di euro a cui si aggiungono i 20 previsti per l’allungamento della pista. Per un totale di quasi 100 milioni, che fanno gola a tanti.
L’incompatibile
Notoriamente vicino a Marcello Dell’Utri e grande elettore di Peppe Scopelliti alle ultime regionali, l’ingegnere Vincenzo Speziali, eletto senatore della Repubblica nel 2008 per il Pdl, è a capo di un gruppo industriale che fattura annualmente qualche centinaio di milioni di euro, il cui core business è costituito dalla produzione di materiali per l’edilizia e, in particolare, di cemento, calce e laterizi.
Ma il chiodo fisso di Speziali si chiama Sacal (Società aeroportuale calabrese), avente sede a Lamezia, che gestisce, in forza di concessione ministeriale, i servizi di assistenza al trasporto dell’aerostazione internazionale di Lamezia, che movimenta, come detto, milioni di passeggeri con un fatturato annuale di circa 20 milioni di euro e che gestisce anche l’indotto (alberghi, uffici, negozi) dell’area aeroportuale.
La società è a capitale misto, pubblico (per il 68%) e privato (per il 32%), e il Comune di Lamezia è socio di maggioranza relativa con il 21%, in tale qualità sedendo anche nel Cda, composto da otto membri, di cui cinque in rappresentanza dei soci pubblici e tre di quelli privati.
Speziali è stato presidente di Sacal dal 2000 al 2005 ma, dati i nuovi assetti politici regionali, non ha fatto mistero, in questi mesi postelettorali, di puntare al reincarico. Per gestire, così, in prima persona il fiume di denaro che finanzierà il nuovo scalo aeroportuale.
Nonostante l’incompatibilità sancita in forza di legge e in barba al palese conflitto di interesse, derivante dal fatto di essere uno dei massimi produttori nazionali di materiali edilizi e, dunque, potenzialmente interessato a una società che si approssima ad imponenti e milionari lavori di ristrutturazione, Speziali cercava la rielezione, e rielezione è stata.
Grazie ai “buoni uffici” di Scopelliti, nella seduta del 15 luglio scorso, il Cda di Sacal, nel quale siedono sia Speziali, in rappresentanza della Regione Calabria, sia il figlio Giuseppe, in rappresentanza del socio privato “Aeroporti di Roma” (per la cronaca, l’altro figlio di Speziali, Antonio, imprenditore del settore energia, è invece coinvolto nell’inchiesta sui parchi eolici di Capo Rizzuto, nel crotonese), ha eletto a presidente del sodalizio il primo, nonostante la sua carica di senatore, col voto favorevole del secondo e nel dissenso del rappresentante del Comune di Lamezia.
Appare di tutta evidenza che la posizione in cui versa Speziali, al contempo presidente di Sacal e senatore della Repubblica, è sul piano giuridico del tutto illegittima in quanto la legge 60/1957 fa espresso divieto di cumulo degli incarichi di parlamentare e presidente o amministratore di enti «che gestiscono servizi di qualunque genere per conto dello Stato o della pubblica amministrazione o ai quali lo Stato contribuisca in via ordinaria direttamente o indirettamente».
È da rimarcare che Speziali, al tempo semplice consigliere di amministrazione di Sacal, nel gennaio scorso ebbe a sollecitare alla Giunta per le elezioni del Senato una pronunzia che desse conto della compatibilità dei suoi due incarichi. Incredibilmente, nella seduta del 20 febbraio, la Giunta si è pronunziata nel senso auspicato da Speziali.
Per questi motivi il Comune di Lamezia, nelle vesti di socio di maggioranza relativa di Sacal, ricorrerà al competente tribunale ordinario per richiedere l’annullamento della deliberazione di nomina di Speziali a presidente dell’ente.
Siamo di fronte, dunque, ad una macroscopica inopportunità e alla mancanza di ogni pur minima etica pubblica da parte di Speziali a voler rivestire contra legem la carica di presidente e di amministratore delegato di un organismo pubblico come Sacal, in seno al cui Cda siede anche il figlio con l’implicito asservimento del sodalizio alla dominanza del “Gruppo Speziali”, produttore di materiali di uso quotidiano per la manutenzione di un impianto aeroportuale e destinati ad un impiego per quantità esponenziali nell’aeroporto di Lamezia in vista della sua prossima ristrutturazione integrale.
In Senato sulla questione è intanto annunciata un’interrogazione parlamentare dalle forze di opposizione che invita la Giunta per le elezioni a riconsiderare l’incompatibilità di Speziali. Ma nel Paese delle cricche e delle “squallide consorterie” il finale appare già scritto.

di Silvio Messinetti
ilmanifesto.it

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