Stazione Centrale spenta da due mesi. Vergogna Trenitalia!

13 07 2010

Stazione di Lamezia Centrale, Ecuador. L’elettronica qui non è nemmeno un optional, i cartelli luminosi sono spenti da due mesi e gli altoparlanti funzionano soltanto sul marciapiede sud della stazione. Le persianine della biglietteria sono rigorosamente abbassate. Orologi fermi. La desolazione è di casa.Eppure ci sono centinaia di viaggiatori che s’intersecano fra i binari, molti con gli zaini in spalla, tanti con i loro trolley al seguito. Desiderosi di conoscere una Calabria come in un viaggio d’avventura sulle Ande ecuadoriane. Destinazioni finali: tutti a Tropea e Capo Vaticano. Il Golfo di Sant’Eufemia non è nemmeno segnato sulle loro cartine geografiche. Dimenticata anche dai navigatori satellitari.Lamezia Terme Centrale è rimasta la Sant’Eufemia d’un tempo. Qui il tempo s’è bloccato come i suoi orologi, mentre Steve Jobs progetto il suo Ipad e tutti hanno in tasca uno smartphone per cercare le loro mete planetarie su Google Map. Ogni cartello è spento, tutto ammutolito. Da quando la notte del 19 maggio scorso s’è incendiata una centralina accanto alla stazione. È come se fosse accaduta la fine del mondo, peggio di Hiroshima. Da quel giorno non funziona più nulla in quello che è considerato uno dei più importanti terminal della Calabria.Ma Ferrovie dello Stato è sempre stata avara con questa regione e con Lamezia. In pochi anni ha cancellato personale, centro di smistamento merci, treni e quant’altro. L’unico contentino sono state le Frecce, una d’argento e l’altra rossa. Il prezzo di tutto questo è stato il ritorno al passato, quando vent’anni fa c’erano i tabelloni che facevano uno strano ticchettio nel cambiare la destinazione del treno e gli orari.Oggi al posto loro soltanto un avviso triste e sgrammaticato attaccato all’ingresso e sulle colonne dei binari: “Il sistema informatico e le informazioni sui monitor è guasto (?) a seguito di un incendio. Informazioni sul numero verde…”. Nota scritta e stampata su un foglietto formato A4 con una stampante dal toner consumato. Datata 4 giugno 2010. Ieri era l’11 luglio. Lunedì prossimo i cartelloni spenti e gli altoparlanti muti compieranno due mesi pieni da quell’incidente che è stato peggio di un bombardamento.Un guasto di tal portata solo da uno squadrone interforze di Ibm e Sony inviato dalla Sylicon Valley poteva essere riparato in tempi più brevi. E col supporto scientifico di superesperti della Nasa. La centralina elettronica delle Ferrovie dello Stato montata a Lamezia, poi, ha dei codici d’accesso che solo gli 007 del Kgb sono in grado di rivelare. Insomma, è tutto un intrigo internazionale su cui i tecnici della società di trasporti sta ragionando non dormendoci su neanche un po’.E se i calabresi sanno bene ormai che quando salgono su un treno è come piombare nell’inferno, poveri turisti. Due uomini enormi tedeschi dalla testa ai piedi ieri mattina non riuscivano a capirci nulla neanche con i loro Tom-Tom accesi, mentre un gruppo di cinque sorridenti ragazze romane andavano su e giù per le scale dei sottopassi nel tentativo di sapere qual era il trenino locale per Vibo Marina, per poi arrivare nell’agognata Tropea. Ignare che da Lamezia a Tropea in treno+bus s’impiega più o meno quanto da Lamezia a Roma.E allora lunghe code davanti al vecchio cartellone degli orari come si usava vent’anni fa, quando il digitale si vedeva solo nei film di James Bond. E file interminabili anche davanti alla biglietteria elettronica. Il problema resta: a parte il disservizio c’è l’impossibilità di sapere se un treno viaggia in orario. Tutto questo pagando le stesse tariffe della Bologna-Milano.La biglietteria elettronica quella sì che funziona, guarda caso, perchè quando c’è da incassare le Ferrovie dello Statosono pronte. Pecunia non olet. Ma non funziona così quando la società dell’amministratore delegato Mauro Moretti deve sostituire l’unico addetto alla biglietteria che deve andare in ferie. Era accaduto l’estate scorsa, con squilli di tromba di parlamentari che pur viaggiando in aereo avevano sollevato il problema con interrogazioni indirizzate al ministro dei Trasporti e rimaste lettera morta. L’azienda ha 83 mila ferrovieri e ogni giorno dirige 9 mila treni su 16.600 chilometri di rete. Cosa importa se a Lamezia la biglietteria è chiusa?Quanto è bella l’avventura. Soprattutto se poi sali su un treno Intercity, quello delle 13.09 per Roma, e trovi l’aria condizionata rotta. Finestrini abbassati e via sul percorso andino, nel cuore dell’Ecuador. Senza nulla togliere ai simpatici amici sudamericani. Buon viaggio con l’alta velocità. HiroshimaIl 19 maggioscorso un incendio per autocombustione ha mandato fuori uso una centralina elettrica della Stazione Fs di Sant’Eufemia. Da quel giorno è stato come fosse scoppiata un’atomica: tutto bloccato.Dopo due mesiil guasto non è stato ripristinato e i disagi sono enormi per chi viaggia.

da gazzettadelsud.it

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2 responses

14 07 2010
Danilo

Siamo fessi noi che prendiamo i treni e facciamo i biglietti……

7 09 2010
Giorgio

Per Danilo.
Al centro e al nord le cose vanno diversamente. Non siamo fessi perchè facciamo i biglietti, ma a mio parere siamo invece “fessi” perchè accettiamo tutto passivamente. Siamo buoni a reclamare tra di noi, ma non con Trenitalia, con i Sindaci, con i Politici.
Aspettiamo che “qualcuno” si faccia carico di protestare per noi.

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