Eagle Airlines atterra a Lamezia e Reggio

31 07 2010

Eagles Airlines collegherà gli aeroporti calabresi di Lamezia Terme (Catanzaro), Reggio Calabria e Crotone con Venezia, mentre sono allo studio voli per altre mete italiane e per destinazioni estere. Il collegamento per la città lagunare da Lamezia Terme e da Reggio sarà trisettimanale, mentre quello da Crotone sarà settimanale. “Stiamo pensando di collegare gli aeroporti calabresi in un sistema a rete – afferma il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti – evitando le conflittualità del passato. Guardiamo a Lamezia Terme come aeroporto leader per la sua centralità geografica rispetto al territorio regionale, a Reggio come scalo del Mediterraneo oltre che dell’area dello Stretto, mentre per Crotone pensiamo di potenziare i voli charter. Si tratta – ha aggiunto il presidente – di caratterizzare ciascuno scalo in un sistema unico e omogeneo”.

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Processo Marechiaro: assolti Chiaravalloti e Gentile

31 07 2010

L’assessore regionale Pino Gentile e l’ex presidente della Regione, Giuseppe Chiaravalloti, sono stati assolti nel processo Marechiaro.

Gentile era imputato in qualita’ di ex assessore al turismo della giunta di centrodestra presieduta da Chiaravalloti. I giudici di Lamezia Terme hanno assolto anche altri 15 imputati tra cui dirigenti e funzionari della Regione. E’ stato condannato ad 1 anno e 3 mesi il proprietario della struttura, Paolo Sauro, per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

(da ANSA)





Il grande affare aeroporto: Lamezia a volo di Pdl – Il nuovo scalo della città calabrese, disegnato da Engco, è destinato a diventare il terzo del Mezzogiorno. A capo della Sacal, la società che gestisce l’aeroporto, è stato nominato il senatore del Pdl Speziali. Nonostante l’incompatibilità…

30 07 2010

Tre milioni e mezzo di passeggeri. Tanti se si pensa, facendo un raffronto sommario, che Napoli-Capodichino ha una capacità di cinque milioni di viaggiatori annuali. Ma a Lamezia si punta in grande. Perché il progetto di nuova aerostazione è talmente avveniristico che il traguardo di terzo scalo del Mezzogiorno – dopo Catania e Napoli – non è più una chimera. Tutt’altro.
Il progetto
Ha la forma di un ciottolo, levigato e arrotondato dal lavorìo dei fiumi e ammorbidito dalle onde del mare (chiaro ossequio al viaggio nel Mediterraneo), il nuovo aeroporto di Lamezia disegnato da Engco. Nello specifico, l’architettura del manufatto prevede un primo involucro a curvatura variabile su una seconda struttura cosiddetta brise-soleil che precede e avvolge la prima.
«La pelle esterna – spiegano gli estensori del progetto – racchiude la pianta su due livelli atta ad assolvere correttamente a tutte le funzioni di un modernissimo scalo. Lo spazio è scandito da strutture a vista che in modo ritmico comprendono le grandi pareti in cristallo che delimitano il perimetro e diventano la pelle trasparente dell’intero involucro».
Quattro “buchi” asimmetrici previsti in copertura permettono poi la connessione esterna e interna, favorendo l’illuminazione naturale dello scalo. Il colore predominante è il bianco, scelto per frenare il colore dei raggi solari, migliorando al contempo i consumi energetici, e per conferire carattere mediterraneo alla nuova costruzione.
La struttura interna invece è in acciaio e vetro, con sistemi di isolamento termico, acustico e di sicurezza. Decorazioni attinenti alla natura completano il concept del progetto rendendolo nel suo complesso originale e di sicuro impatto emotivo.
Superfici di grandi dimensioni e standard di comfort superiori: questo garantirà, dunque, il nuovo aeroporto di Lamezia. Ma anche un’enorme torta di denaro pubblico per la costruzione. Quasi 70 milioni di euro a cui si aggiungono i 20 previsti per l’allungamento della pista. Per un totale di quasi 100 milioni, che fanno gola a tanti.
L’incompatibile
Notoriamente vicino a Marcello Dell’Utri e grande elettore di Peppe Scopelliti alle ultime regionali, l’ingegnere Vincenzo Speziali, eletto senatore della Repubblica nel 2008 per il Pdl, è a capo di un gruppo industriale che fattura annualmente qualche centinaio di milioni di euro, il cui core business è costituito dalla produzione di materiali per l’edilizia e, in particolare, di cemento, calce e laterizi.
Ma il chiodo fisso di Speziali si chiama Sacal (Società aeroportuale calabrese), avente sede a Lamezia, che gestisce, in forza di concessione ministeriale, i servizi di assistenza al trasporto dell’aerostazione internazionale di Lamezia, che movimenta, come detto, milioni di passeggeri con un fatturato annuale di circa 20 milioni di euro e che gestisce anche l’indotto (alberghi, uffici, negozi) dell’area aeroportuale.
La società è a capitale misto, pubblico (per il 68%) e privato (per il 32%), e il Comune di Lamezia è socio di maggioranza relativa con il 21%, in tale qualità sedendo anche nel Cda, composto da otto membri, di cui cinque in rappresentanza dei soci pubblici e tre di quelli privati.
Speziali è stato presidente di Sacal dal 2000 al 2005 ma, dati i nuovi assetti politici regionali, non ha fatto mistero, in questi mesi postelettorali, di puntare al reincarico. Per gestire, così, in prima persona il fiume di denaro che finanzierà il nuovo scalo aeroportuale.
Nonostante l’incompatibilità sancita in forza di legge e in barba al palese conflitto di interesse, derivante dal fatto di essere uno dei massimi produttori nazionali di materiali edilizi e, dunque, potenzialmente interessato a una società che si approssima ad imponenti e milionari lavori di ristrutturazione, Speziali cercava la rielezione, e rielezione è stata.
Grazie ai “buoni uffici” di Scopelliti, nella seduta del 15 luglio scorso, il Cda di Sacal, nel quale siedono sia Speziali, in rappresentanza della Regione Calabria, sia il figlio Giuseppe, in rappresentanza del socio privato “Aeroporti di Roma” (per la cronaca, l’altro figlio di Speziali, Antonio, imprenditore del settore energia, è invece coinvolto nell’inchiesta sui parchi eolici di Capo Rizzuto, nel crotonese), ha eletto a presidente del sodalizio il primo, nonostante la sua carica di senatore, col voto favorevole del secondo e nel dissenso del rappresentante del Comune di Lamezia.
Appare di tutta evidenza che la posizione in cui versa Speziali, al contempo presidente di Sacal e senatore della Repubblica, è sul piano giuridico del tutto illegittima in quanto la legge 60/1957 fa espresso divieto di cumulo degli incarichi di parlamentare e presidente o amministratore di enti «che gestiscono servizi di qualunque genere per conto dello Stato o della pubblica amministrazione o ai quali lo Stato contribuisca in via ordinaria direttamente o indirettamente».
È da rimarcare che Speziali, al tempo semplice consigliere di amministrazione di Sacal, nel gennaio scorso ebbe a sollecitare alla Giunta per le elezioni del Senato una pronunzia che desse conto della compatibilità dei suoi due incarichi. Incredibilmente, nella seduta del 20 febbraio, la Giunta si è pronunziata nel senso auspicato da Speziali.
Per questi motivi il Comune di Lamezia, nelle vesti di socio di maggioranza relativa di Sacal, ricorrerà al competente tribunale ordinario per richiedere l’annullamento della deliberazione di nomina di Speziali a presidente dell’ente.
Siamo di fronte, dunque, ad una macroscopica inopportunità e alla mancanza di ogni pur minima etica pubblica da parte di Speziali a voler rivestire contra legem la carica di presidente e di amministratore delegato di un organismo pubblico come Sacal, in seno al cui Cda siede anche il figlio con l’implicito asservimento del sodalizio alla dominanza del “Gruppo Speziali”, produttore di materiali di uso quotidiano per la manutenzione di un impianto aeroportuale e destinati ad un impiego per quantità esponenziali nell’aeroporto di Lamezia in vista della sua prossima ristrutturazione integrale.
In Senato sulla questione è intanto annunciata un’interrogazione parlamentare dalle forze di opposizione che invita la Giunta per le elezioni a riconsiderare l’incompatibilità di Speziali. Ma nel Paese delle cricche e delle “squallide consorterie” il finale appare già scritto.

di Silvio Messinetti
ilmanifesto.it





La Zfu cancellata dal governo Arriva la zona a burocrazia zero

26 07 2010

Zona franca urbana o zona a burocrazia zero? La seconda esclude la prima, o possono coesistere? «Un po’ di verità non guasterebbe visto che ormai non siamo più in campagna elettorale», dice Antonio Palmieri, ex assessore comunale alle Attività produttive e segretario generale della Camera di commercio di Reggio. Queste domande sono nate lunedì scorso dalle parole del ministro Roberto Maroni a Palazzo Maddamme che ha annunciato le zone a burocrazia zero, pur non trattandosi di una novità perchè sono previste dalla manovra finanziaria del governo Berlusconi varata il 31 maggio scorso. Per Antonio Palmieri «la conclusione è la scomparsa della zona franca urbana (Zfu) lametina e quindi di uno strumento che, al di là dei limiti naturalmente legati alla sua sperimentazione, avrebbe potuto rappresentare un’opportunità, cioè la cosiddetta fiscalità di vantaggio, per colmare il divario tra Sud e Nord del paese». Qualche giorno fa la zona a burocrazia zero citata da Maroni era stata definita una “bufala” dal presidente di Confcommercio Salvatore Cittadino. Che giustamente chiedeva che fine avesse fatto la Zfu istituita con la Finanziaria di tre anni fa e ancora un fantasma. Si tratta di aree cittadine in cui le aziende sarebbero esentate dai tributi. Il governo per Lamezia aveva stanziato 4,8 milioni di euro in due anni. Non si trattava di finanziamenti, ma di sgravi fiscali. A questi s’erano aggiunti i finanziamenti comunitari del Patto per lo sviluppo lametino, e s’arriva a 10 milioni. Ma su questo fronte è tutto bloccato, il ministro Giulio Tremonti non ama la parola defiscalizzazione. Il 31 maggio con il decreto 78 il governo ha approvato una manovra finanziaria da 24 miliardi di euro. Dentro ci ha messo anche la zona a burocrazia zero. Ch eviene commentata così da Palmieri: «La sua istituzione è demandata esclusivamente al governo, diversamente dalla Zfu che veniva gestita dagli enti territoriali. Inoltre è previsto il commissariamento delle procedure e dell’utilizzo delle aree». Questo significa che se un’azienda fa domanda a decidere è il commissario dopo aver indetto una conferenza dei servizi fra tutte le parti interessate. Il commissario può essere il prefetto o comunque qualcuno delegato dal governo. Osserva Palmieri: «Ai sindaci verrebbe pertanto demandata solo la gestione delle risorse destinate alle zone franche urbane, non attraverso l’erogazione di incentivi automatici ma con l’assegnazione di contributi, come se questa procedura fosse scevra da burocrazia. Ma la storia degli incentivi finanziari c’insegna il contrario». La semplificazione burocratica consiste in questo: un’azienda quando parte deve comunicare al commissario una “segnalazione certificata d’inizio attività” (Scia). Ma l’articolo 43 della manovra non chiarisce diversi punti, innanzitutto quello se le Zfu potranno coesistere con le zone a burocrazia zero. Per ipotesi si potrebbero avere due aree interessate in città: l’ex Sir dalla manovra finanziaria ed i terreni di Rotoli per la Zfu. E visto che per la Zfu s’aspetta da tre anni, per la zona a burocrazia zero bisogna attendere questa settimana in cui ci sarà l’ultimo esame della manovra alla Camera dopo l’approvazione in Senato. E proprio sull’articolo 43 c’è una pioggia di emendamenti di maggioranza e opposizione.





Seteco, si costituisce un comitato di cittadini per la bonifica del sito

26 07 2010

Un comitato «per la verità e la bonifica della Seteco, per far luce sulla poltiglia di rifiuti in autocombustione da almeno quattro anni in località Serramonda di Marcellinara, che chiede interventi immediati e non più derogabili per la salute dei cittadini e la salubrità dell’ambiente» si è costituito nei pressi della stessa fabbrica di servizi e tecnologie ecologiche della zona industriale della cittadina sulla strada dei Due Mari che mette in collegamento il capoluogo di Regione con Lamezia Terme raccogliendo l’invito del gruppo nato sul social network più diffuso, Facebook: Seteco, La fabbrica dei veleni nascosti. Lo rende noto un comunicato. «Un gruppo di cittadini provenienti da tutta la provincia. Che chiede legalità e giustizia. Molte le denunce – secondo quanto riporta la nota – registrate negli ultimi anni tra la popolazione limitrofa e il paese più a monte. Tante le richieste di intervento da parte dell’Amministrazione locale. Quotidiani i malumori tra gli automobilisti che sono costretti ad abbassare i finestrini per non respirare i fumi che sprigiona la Seteco 24 ore su 24. Come un inceneritore impazzito». Un sit-in è stato deciso per venerdi prossimo, 30 luglio, dalle nove del mattino, presso Palazzo Campanella, sede della Giunta calabrese per un incontro con la più alta carica della Regione: il presidente Giuseppe Scopelliti. Ad oltranza per avere delle risposte. «È arrivato il momento di alzare la testa» è il motto del comitato. È questa la decisione presa nell’immediatezza della sua costituzione. «Nel prossimo periodo, invece, una manifestazione di protesta – conclude la nota – sulla Due Mari e dalla parte di sotto, davanti alla fabbrica che produceva fertilizzanti, per porre all’attenzione dell’opinione pubblica e di tutte le istituzioni dello Stato un dramma che continua giorno dopo giorno ad avvelenare l’ambiente e l’uomo, che l’ambiente, invece, dovrebbe rispettare e preservare secondo i canoni della morale comune».

dal sito gazzettadelsud.it





Chiuso il Demofest 2010 di Lamezia. Vincitori i Camillorè ed i Bangura

25 07 2010

I Camillore’ di Bari e i Tom Phillips Bangura di Firenze hanno vinto, ex equo, la quinta edizione di Lamezia Demofest.

La finale nazionale di ‘Demo l’Acchiappatalenti’ di Radio1, la manifestazione ideata e condotta da Michael Pergolani e Renato Marengo si e’ svolta a Lamezia Terme. Il premio ai vincitori e’ stato consegnato dal sindaco della cittadina, Gianni Speranza.

La manifestazione ha proposto il meglio di quanto lo show di Radio1 ha programmato nell’ultimo anno.





Successo di Ron ed attesa per la conclusione del Demofest Rai di Lamezia

24 07 2010

Lamezia Terme , 24 luglio 2010 – Un successo la prima serata della quinta edizione del Demofest ieri in città. La manifestazione ideata e condotta da Pergolani e Marengo, promossa e organizzata dal Comune e dalla Show Net di Ruggero Pegna con la collaborazione di Palco Reale di Gianni Sergio, ha avuto l’ingresso è libero e si è svolta presso piazza della Cattedrale. La prima serata ha visto come ospite d’eccezione Ron, 57 anni, che si definisce «falegname della musica». In occasione della presenza del cantautore in città la rassegna è stata presentata ieri pomeriggio a Palazzo Nicotera in conferenza stampa, alla presenza del sindaco Gianni Speranza, degli assessori Giusi Crimi e Aldo Ferrise, di Michael Pergolani e Renato Marengo della Rai e del promoter Ruggero Pegna. Si tratta di una serie di iniziative che si concluderanno stasera. A Gazzetta del Sud Ron ha detto: «Il nostro lavoro straordinario ci porta a passare da tante città senza la possibilità di fermarci. Domani ad esempio (oggi, ndc) dovrò essere a Falconara Marittima. Sono un estimatore ed un ammiratore della Calabria con tutti i suoi problemi, è una terra meravigliosa. Il mio grande sogno è di avere una Calabria davvero più libera e che dia la possibilità a tutti di passare più tranquillamente da qui con strutture all’altezza delle altre regioni». Nella sua carriera professionale diverse le occasioni di sodalizio artistico con Lucio Dalla. Ad appena 18 anni Ron apparve a “Un disco per l’estate” per cantare “Il gigante e la bambina” scritta per lui da Dalla, e per il quale come autore nel 1972 a soli 19 anni scrisse il suo primo pezzo “Piazza Grande” che portò Dalla al successo a Sanremo. Ha spiegato Ron: «Con Lucio ci sentiamo per telefono. Sta facendo attualmente una tournée con De Gregori. Io sto facendo altre cose. Abbiamo lavorato molto insieme e chissà, forse un giorno lavoreremo ancora insieme. Viviamo alla giornata». Carpe diem dunque. E per il prossimo futuro l’artista ha anticipato: «Sto preparando un disco che uscirà nel prossimo inverno: ci sono canzoni nuove e collaborazioni importanti». Top secret tuttavia su ulteriori dettagli. Dalle 21 ieri si sono esibiti i sei gruppi finalisti (quattro in meno rispetto alla scorsa edizione), selezionati dalla trasmissione di Radio1 “Demo l’Acchiappatalenti”, durante gli ultimi dieci mesi. Band provenienti da diverse parti d’Italia per contendersi il titolo di ‘The Best of the Year – Migliore nuova proposta italiana”. Sono i Vinegar Sockr di Roma, Camillore di Bari, Tom Philips Bangura e Bloom Fly di Firenze, Matteo Ceci di Terni, e Shooting Stars di Roma. È stato poi consegnato il Premio “Etno” alla Peppa Marriti Band di Santa Sofia d’Epiro, gruppo cosentino d’origine arbereshe. Stasera si concluderà la finale nazionale di “Demo l’Acchiappatalenti” di Radio1 con l’esibizione dei primi tre gruppi finalisti, l’assegnazione del prestigioso “Lamezia Demofest Award – Migliore Nuova Proposta dell´anno”, la consegna del premio “Hip hop” agli Smooth B di Avenza e del premio “Best Solo Performer” ad Erene di New York. Non potrà essere presente Niccolò Fabi per la perdita della sua piccola di due anni a causa della meningite fulminante, ma saranno presenti i gruppo Velvet e Il Genio, il duo di “Pop porno”, e Chiara Ranieri cantante crotonese che arriva dalla terza edizione di “X Factor”. Ha spiegato Pergolani: «Avremo collegamenti diretti con Gianmaurizio Foderaro, il nostro diretto responsabile di Radiorai». Ruggero Pegna ha voluto sottolineare: «Sono dimagriti i finanziamenti ma non il nostro impegno».

Gazzetta del Sud