Tano Grasso Assessore alla Cultura a Lamezia? Deciderà martedì

9 05 2010

Lamezia Terme – «Da un lato mi entusiasma molto, dall’altra devo risolvere un poco di cose, a partire dalla mia agenda che è ipotecata fino al prossimo ottobre». Tano Grasso alla Gazzetta del Sud dice: «Scioglierò la riserva martedì mattina». Proprio il giorno in cui Gianni Speranza comunicherà la sua nuova giunta.
Il presidente della Federazione nazionale antiracket è dato come favorito nell’esecutivo. «Non con la delega alla legalità e alla sicurezza, sarebbe troppo scontato», ammette il sindaco che aspetta la decisione di Grasso. Ed è proprio l’imprenditore di Capo d’Orlando, nel Messinese, che ha fatto partire la lotta alle estorsioni mafiose che molto gasato si lascia andare per un attimo: «Non ho mai fatto l’assessore da nessuna parte, sarebbe bello però». A lui Speranza potrebbe assegnare la cultura.
Chi ci spera di più è l’Ala, l’Associazione lametina anriracket. Da cui è nata l’idea di portare Tano Grasso in giunta. «È stata un’idea nata quasi per gioco», spiega Armando Caputo, l’imprenditore che guida l’associazione, «noi abbiamo buttato l’amo a tutti e due i pesci, Grasso e Speranza, poi abbiamo visto che la proposta interessava entrambi. Martedì il presidente sarà in città e ci dirà se ha accettato».
Il tono è ottimistico. Ma l’incertezza dell’ultima ora resta. «Per noi sarebbe il meglio possibile, ma anche per la città. Qualsiasi delega dovesse toccargli andrà bene, conoscendo la sua cultura, i contatti che ha, il suo modo di lavorare e i suoi interessi. Realizzerebbe progetti ambiziosi di richiamo nazionale».
Raffaele Mazzei, capogruppo del Pdl, invece è polemico su questa possibile nomina: «Ma non era Speranza ad accusare il candidato Ida d’ippolito definendola il “sindaco del fine settimana se avesse vinto”? Evviva la coerenza». Tano Grasso per il capo dell’opposizione «ha adottato diverse iniziative e presieduto conferenze e seminari sui condizionamenti mafiosi nell’economia per cui può ritenersi un esperto sul tema, ma non è un lametino, e in quanto vive e lavora in un’altra città non sarà nel nostro comune se non nei fine settimana, per l’appunto. Pertanto non potrà occuparsi in maniera proficua ed efficace dell’assessorato che gli verrà affidato».
Eppure di esempi illustri in questo senso ce ne sono: Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi, nell’entroterra di Trapani.
Intanto i malumori scoppiano a destra e a sinistra. Ieri pomeriggio nella segreteria dell’onorevole d’Ippolito si sono riuniti i gruppi del centrodestra per fare il punto della situazione e creare un fronte unico contro sindaco e maggioranza. L’esperimento sembra sia andato male. Innanzitutto perchè il coordinatore del Pdl Luigi Muraca non è stato invitato. «È stata un’iniziativa del tutto personale, stravagante e velleitaria», commenta Muraca con rabbia compassata rispondendo ad una telefonata della Gazzetta del Sud. E aggiunge: «Se qualcuno ritiene di fare la guerra a me o a Pino Galati si romperà il muso, perchè questo è un modo maldestro e greve di condurre una linea politica. Il raccordo del Pdl con la minoranza non si può tracciare senza il coordinatore cittadino del maggiore partito». Sembra incrinato il rapporto tra d’Ippolito e Galati che in campagna elettorale pareva stretto.
Francesco Chirillo sapeva della riunione ma non era al corrente che ci fosse tutta la coalizione invitata. «Sono andato all’incontro convinto che fosse tra noi del Pdl», racconta il consigliere comunale. Alla riunione c’erano Giovanni Scalzo del Nuovo Psi, consiglieri e segretario dell’Udc, ma non il Pri assente giustificato. Nicotera ieri ha ribadito che l’opposizione la farà ma in modo propositivo. Nè l’Udc nè gli altri esponenti della minoranza di centrodestra sembra chiederanno la vicepresidenza del consiglio.
Si stanno incrinando anche gli equilibri nel centrosinistra, dove il Pd scalpita. Pare che il sindaco gli abbia concesso soltanto due assessorati, e questo non soddisfa il partito. Che ieri fino a tarda sera si è riunito per concordare una strategia e ottenere di più.
Nella rosa di nomi del Pd per i futuri assessori ci sono l’uscente Pino Zaffina, l’ex senatore Giuseppe Petronio e la “new entry” Aquila Villella. Nessuno di loro sembra possa fare il vicesindaco visto che quel posto dovrebbe essere occupato da Francesco Cicione, che continuerà ad occuparsi della programmazione comunitaria. Visto che è stato lui l’elaboratore del Piano di sviluppo lametino, unico accordo di programma approvato per una città calabrese dalla vecchia giunta Loiero.

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