In TV il Capodanno Multietnico di Lamezia

15 01 2010

Domenica 17 gennaio, alle ore 21.00, CalabriaTv, l’emittente regionale che trasmette da Lamezia Terme, manderà in onda il “Capodanno Giovani 2010” del Comune di Lamezia Terme
con il concerto di Daniele Sepe e la sua Brigada Internazionale. Un concerto all’insegna del divertimento e dell’allegria voluto dal sindaco Gianni Speranza e organizzato dalla Show Net di Ruggero Pegna. Due ore di festa-concerto con successi scatenati e coinvolgenti al grido, più che mai attuale, di “Nostra Patria è il Mondo Intero”, il titolo dell’ultimo album di Sepe con la sua band multietnica, composta da ben sedici musicisti provenienti da ogni angolo del mondo: Doris Lavin, voce, Cuba, Florian, chitarra e voce, Romania, Auli Kokko, voce, Svezia, Ismail Niang, voce, Senegal, Arlen Azevedo, chitarra e voce, Brasile, Marzouk Mejiri, percussioni e voce, Tunisia, Cruz Lemos Edmilson “Carcarà”, percussioni, Brasile, Roberto Caroino Bastos, percussioni e voce, Brasile, Roberto Argentino Lagoa, percussioni e voce, Argentina, Roberto Schiano, trombone, Italia, Franco Giacoia, chitarra elettrica, Italia, Piero de Asmundis, tastiere, Italia, Gigi De Rienzo, basso, Italia, Raffaele Di Fenza, batteria, Italia. Chi non ha partecipato dal vivo, potrà rivedere un concerto di grande qualità e spessore musicale, premiato da un afflusso straordinario e da una grande partecipazione di tutti con cori e balli, come in una grande discoteca all’aperto. Migliaia i giovani arrivati da tutta la regione che hanno gremito corso Numistrano e Piazza della Cattedrale insieme alla città, oramai abituata a festeggiare in piazza l’arrivo del nuovo anno con il tradizionale “Capodanno Giovani”.
La scelta di questa band, come ha detto il sindaco, ancor prima dei noti fatti di Rosarno, ha voluto premiare il clima festoso del capodanno e, al contempo, trasmettere un forte messaggio di pace, solidarietà, tolleranza ed accoglienza tra i popoli. Musica e successi da tutti i continenti, quindi, inseriti in una scaletta studiata appositamente per una grande festa collettiva. Uno scatenatissimo Daniele Sepe, tra i musicisti italiani più apprezzati anche all’estero, ha capitanato una band con musicisti di tutte le razze, in una Città in grande crescita, emblema dei tanti temi e problemi dello sviluppo del Sud. “Vi auguro un 2010 migliore in cui si possano risolvere tanti dei problemi che ci hanno afflitto quest’anno”, ha detto il sindaco intervenuto sul grande palcoscenico a metà concerto per i consueti auguri. Quella di Lamezia Terme è stata certamente una vera festa-concerto, tra le più divertenti programmate in Italia. “I nostri eventi musicali e di spettacolo – ha aggiunto dietro le quinte il sindaco Gianni Speranza – sono rivolti soprattutto ai giovani. Innanzitutto a loro è indirizzata la nostra attenzione, anche attraverso occasioni di divertimento, di pacifica aggregazione e di riflessione, con proposte di qualità e forti contenuti sociali. Sono queste le caratteristiche principali dei progetti che abbiamo pensato e avviato con successo, come il Lamezia Demofest, il 1° Maggio, il Capodanno Giovani e diversi altri.”
Al sindaco Speranza, ha fatto eco Ruggero Pegna: “La musica non conosce confini e colori della pelle, ma soltanto i colori del cuore. La grande musica è quella che sa emozionare. Da sempre ogni continente con la sua musica contamina il resto del mondo. Una contaminazione sana e pulita che rende i popoli e soprattutto i giovani, davvero più vicini e uniti.”
In linea con Speranza e Pegna anche Francesco Cicione, assessore alla comunicazione e Giandomenico Crapis, delegato alla cultura: “Lamezia Terme vuole proporsi come città del Mediterraneo, capace di ospitare pensieri, spiriti e culture diverse, nel disegno di una Calabria ed un mezzogiorno migliori. Questi eventi sono tasselli di un progetto più ampio e complesso che vuole trasformare l’immagine e la qualità della vita della Città e del suo vasto hinterland, anche e soprattutto attraverso la cultura”
Un Capodanno Giovani con un grande gruppo multietnico senza immaginare cosa sarebbe accaduto a qualche giorno di distanza a Rosarno. Immagini di un grande concerto che restano un vero documento di una Calabra ospitale, accogliente e aperta alla tolleranza e all’integrazione umana e culturale.

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