Molinaro reputa inopportuna la posizione di Speranza nei confronti dell’Assessore Iovene ed auspica una soluzione veloce delle sue vicissitudini

5 01 2010

Roberto Molinaro, candidato a sindaco della Citta’ di Lamezia Terme, con il movimento civico “Diritto al Futuro – Lista Molinaro”, interviene con una nota sulla polemica scaturita dalla recente richiesta di Italia dei Valori di dimissioni dell’arch. Andrea Iovene, assessore all’urbanistica del Comune, dopo la richiesta di rinvio a giudizio avanzatadalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme a fine 2007, ed ancora in itinere, riguardante la realizzazione del complesso turistico alberghiero “Gran Hotel Marechiaro” che affaccia sul lungomare di Gizzeria Lido e che ruota attorno al suo piano regolatore. “Le vicende contestate a carico di ben 31 indagati, – afferma Molinaro – fra cui l’arch. Andrea Iovene, a vario titolo, ipotizzano reati come l’associazione per delinquere, l’abuso e l’omissione di atti d’ufficio, la turbata liberta’ degli incanti, la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, ed, infine, reati in materia di edilizia, urbanistica e paesistico-ambientale, simulazione di reato e voto di scambio. Sembra strano, quindi, che Gianni Speranza, sindaco di Lamezia Terme, a suo dire amante della legalita’, – dice Molinaro – abbia replicato sulla stampa locale che la posizione assunta riguardo all’assessore e’ del tutto immotivata”. Secondo Molinaro “occorre sonoramente smentire Gianni Speranza giacche’ appare chiaro che quanto ipotizzato a carico del suo assessore all’urbanistica riguardi esclusivamente attivita’ che hanno stretta e precisa attinenza con il ruolo di assessore che Iovene sta esercitando e con gravi profili di incompatibilita’”. Molinaro auspica, “per un incontestabile e irrimandabile sacro quanto reale principio di trasparenza amministrativa, che l’arch. Iovene, oltre a dimettersi immediatamente dal proprio incarico di assessore all’urbanistica, esca presto indenne da questa vicenda con una assoluzione piena. In ogni caso – conclude – non si vuole giustificare una manchevole, ingiustificata, ed inopportuna presa di posizione del Sindaco Gianni Speranza verso quella legalita’ da lui tanto declamata, e, per quello che si puo’ constatare, esercitata a singhiozzo”.





Le elezioni del candidato alla presidenza della Calabria si terranno il 17 gennaio e non più il 10

5 01 2010

“Pdci, Prc, Verdi, parte di Idv, Mpa e socialisti sono con me. Per me le grandi alleanze sono importanti. Certo, anch’io voglio l’Udc. E’ una delle famiglie della diaspora di cui ho fatto parte ma, secondo me, c’è già un accordo con il centrodestra. Sarebbe il partito ideale per me, ma questo non significa che bisogna disperdere le energie che sono state accanto a me”. Così il Governatore uscente della Calabria, Agazio Loiero, parlando della possibile alleanza con l’Udc a Lamezia Terme, nel corso di un’iniziativa promossa dai sostenitori del Pd.
Loiero ha parlato anche delle primarie, affermando che all’interno del Partito si è ormai creata una vera e propria guerra contro di lui. É una battaglia che purtroppo sta disgregando il Pd e che non porterà a un bel niente. Anzi, potrebbe dare spazio alla vittoria del centro – destra. Infatti, proprio sul candidato premier del Pdl, Giuseppe Scopellitti, il Governatore ha calcato la mano. “Scopelliti è il tipico re borbone con le tre effe: festa, farina e forca. In due anni e mezzo che ha fatto l’assessore regionale è venuto a Catanzaro quattro o cinque volte. Ecco perché sono preoccupato. In Calabria non c’è bisogno di un presidente che diventi punitivo per le altre province”.
Intanto, proprio l’assemblea regionale del Pd ha deciso che le elezioni del candidato alla presidenza della Calabria si terranno il 17 gennaio e non più il 10. Ma nel corso dell’assise il dibattito è stato accesissimo. Per molti, bisognerebbe parlare prima con le forze politiche che attualmente fanno parte della coalizione di governo e poi con l’Udc. Molte polemiche si sono concentrate sulle dichiarazioni del presidente del consiglio regionale, Giuseppe Bova, che in caso di vittoria alle primarie è pronto a sostenere e a votare un altro presidente, anche dell’Udc. Insomma, per alcuni intervenuti, una vera e propria presa in giro degli elettori.
Per il Psi, invece, le primarie del 17 gennaio sono una farsa: Saverio Zavattieri, infatti, è convinto che “il dispositivo approvato dal Consiglio regionale sul rinvio delle elezioni primarie si presenta come un mostro giuridico assunto in spregio a tutte le norme e procedure di legge. Esso evidenza l’uso distorto, interessato e di parte della funzione legislativa, configurandosi come una legge ad personae et contra personam. Inoltre, interviene arbitrariamente nella fase conclusiva del procedimento elettorale”.