Lamezia Terme su Le Monde. Difficile essere un Sindaco onesto in Italia

31 12 2009

L’autorevole quotidiano francese “Le Monde” ha dedicato un’intera terza pagina sulla vicenda amministrativa di Lamezia Terme, additando la città come simbolo di un pezzo di sud che non si rassegna e reagisce positivamente, di un meridione che ha tante forze positive che vogliono il cambiamento civile e democratico.
Ecco ampi stralci della nostra traduzione.

Non è facile essere un amministratore onesto in Calabria

A Lamezia Terme (70mila abitanti), il sindaco si chiama “Speranza”. Gliene serve molta a Gianni Speranza per continuare a credere nella sua missione: fare del suo mandato il simbolo della vittoria della virtù sulla corruzione. 55 anni d’età, eletto nel 2005 sotto i colori della sinistra ma con un Consiglio Comunale di destra, ha fatto della lotta contro la malavita la sua lotta quotidiana…
A Gianni Speranza piacerebbe volentieri parlare d’altro: della biblioteca dei libri antichi, interamente rinnovata che ospiterà una Bibbia del 1588, dei lavori della futura università, dei giardinetti che ravvivano il centro della città. Dei beni confiscati alla mafia, tra cui una vecchia gioielleria diventata una casa per i giovani. Della visita del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in gennaio. Di quella classe, della scuola media Pitagora (ndr), invitata a sedere per un giorno a Roma al Parlamento. Per loro, il sindaco, professore di filosofia, ha elaborato un piccolo intervento prima della partenza: “Voi avete dei diritti e dei doveri, ha detto loro. E i diritti e i doveri si oppongono ai privilegi, ai favori”. Ma, se oggi questa città situata nel cuore della Calabria fa parlare di sé, non è solo per i lavori di restauro del patrimonio pubblico ma per un piccolo record: 492 edifici, costruiti senza permesso, devono essere demoliti (con sentenze definitive dei tribunali, ndr). “Una media piuttosto alta anche in Calabria, ammette il sindaco…”. Il caso è lungi dall’essere isolato in Italia, dove si è anche ricorso al neologismo “abusivismo”, per parlarne.
Appena un capannone e due scheletri sono stati ridotti in briciole, il 16 novembre, dalle ruspe guidate dai militari, il sindaco ha dovuto affrontare una insolita manifestazione che riuniva gli abitanti delle costruzioni abusive, con delle mamme in lacrime con i loro bambini in braccio, i loro avvocati, imprenditori edili e degli oppositori. “Se questa è la legalità, viva l’illegalità”, ha affermato un consigliere comunale…
“Noi non abbiamo preso nessuno di sorpresa, spiega Gianni Speranza, sostenuto dall’organizzazione antimafia Libera. La demolizione è una decisione della giustizia. Ma i proprietari hanno creduto che, come per il passato, non sarebbe successo niente”. La lotta del sindaco contro “l’abusivismo” costituisce ormai il punto fondamentale del dibattito politico in questo angolo della Calabria. Sulla scrivania del sindaco c’è il quindicinale locale “Il Lametino” che vi ha dedicato decine di pagine. Alcuni imprenditori giustificano le costruzioni abusive spiegando che: “Ciò crea posti di lavoro” in una regione in cui la disoccupazione è più importante che altrove…
La battaglia di Gianni Speranza è diventata un caso scolastico; alcuni vogliono vedervi la parabola del Sud dell’Italia che vorrebbe uscire dai propri mali eleggendo un sindaco pronto a mettervi fine, ma che non vuole rinunciare a interessi personali e corporativi…
Lamezia Terme sarà in ogni caso guardata da vicino in occasione delle elezioni municipali del marzo 2010, in cui il sindaco si ripresenterà. “Nell’Italia del Nord, la legittimità politica si acquisisce sul consenso; da noi, al Sud, si acquisisce sulla clientela, – spiega il sindaco – la nostra classe dirigente non è stata educata al rispetto della legge. Fa in modo che ognuno possa fare ciò che gli piace”.
“Il procuratore della Repubblica sa tuttavia che la partita non si giocherà sulla simpatia che lui ispira. Nell’ombra, i clan, si attivano per fare passare le consegne di voto: “Nel 2005 la mafia si era astenuta dall’entrare in campagna elettorale. Adesso, dopo due scioglimenti del Consiglio, l’Italia ci guarda, spiega il sindaco. È nel 2010? Farà di tutto per eliminarmi politicamente”. Allora Gianni Speranza è prudente, a rischio di macchiare di ambiguità le sue belle intenzioni. Il tempo di trovare forse una soluzione consensuale tra gli abitanti delle case abusive e il Comune, che potrebbe farsene acquirente (a titolo gratuito) per darle in locazione, successivamente, ai loro occupanti. Giuridicamente complicato, politicamente rischioso.
Per adesso, le ruspe, sono ferme nel cortile della caserma da dove sono uscite il 16 dicembre per abbattere due altri edifici previsti nel programma di demolizione. Il giorno dopo, il sindaco e due dei suoi assessori ricevevano ognuno una lettera scritta da un misterioso “comitato di giustizia per Lamezia”. Le minacce di morte che esse contengono sono state giudicate sufficientemente preoccupanti dalla magistratura per giustificare l’apertura di un’inchiesta.
Dalla reazione degli abitanti dipenderà sicuramente l’ostinazione di Gianni Speranza. E anche dalla solidarietà che gli manifesteranno le altre istituzioni. Il deputato del Partito Democratico (centro-sinistra) Marco Minniti ha lanciato un appello al ministro degli Interni per chiedergli: “di intervenire per garantire, a Lamezia Terme, il rispetto delle regole che vanno per tutta la Repubblica. Lamezia, ha aggiunto, è il simbolo del Sud e delle città che hanno scelto la legalità contro le mafie. Attenzione a non lasciare solo Gianni Speranza”.

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1 04 2010
Notizie dai blog su Omicidio a Lamezia Terme: Giuseppe Chirumbulo ucciso in un agguato a Nicastro

[…] Lamezia Terme su Le Monde. Difficile essere un Sindaco onesto in Italia L’autorevole quotidiano francese “Le Monde” ha dedicato un’intera terza pagina sulla vicenda amministrativa di Lamezia Terme, additando la città come simbolo di un pezzo di sud che non si rassegna e reagisce positivamente, di un meridione che ha tante forze positive che vogliono il cambiamento civile e democratico. blog: Tutto su Lamezia | leggi l'articolo […]

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