Legge 488 e Patto Territoriale del Lametino: assoluzioni e prescrizioni per imprenditori coinvolti in varie truffe

21 12 2009

Assoluzioni e prescrizioni. Così è finito ieri sera il processo a 9 imprenditori imputati d’aver compiuto una truffa milionaria ai danni dello Stato. Francesco e Maria Assunta Anania, di 54 e 34 anni, Rocco Anello di 46, Domenico Dattilo di 59 e Patrizia Marra di 51 anni, tutti di Maida, sono stati assolti dall’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Mentre Romano Dattilo di 51 anni, Vienna Settembrino di 46 anni e Antonio Vinci di 50, anche loro di Maida, con Guglielmo Merazzi ex vicesindaco di Catanzaro di 64 anni, sono stati prosciolti perchè i reati di truffa aggravata e fatturazioni false contestate a vario titolo risalgono agli inizi del 2000 e sono caduti in prescrizione.
Questa la sentenza di ieri sera del tribunale lametino presieduto da Pino Spadaro, e affiancato dai giudici Carmine De Rose e Angelina Silvestri. Il verdetto è arrivato dopo quasi sette ore di discussione, in cui la prescrizione è stata chiesta dal pubblico ministero Domenico Galletta per tutti gli imputati, tranne che per Francesco Anania, titolare dell’Agripark di Maida. Per lui il Pm ha chiesto 4 anni e mezzo di reclusione.
Sono seguite le arringhe difensive degli avvocati Domenico Chianese, Francesco Balsamo, Nando Corti, Carlo Mauro, Ugo Custo ed Eugenio Battaglia. Tutti hanno chiesto l’assoluzione dei loro assistito per non aver commesso il fatto.
Con la sentenza assolutoria il tribunale ha pure deciso di dissequestrare tutti i beni sottoposti a vincolo subito dopo l’indagine della procura lametina portata a termine dalla guardia di finanza nel 2006.
Secondo la difesa i progetti finanziati col Patto territoriale del Lametino come il complesso turistico Agripark di Jacurso, il villaggio turistico La Macchia di Nocera Terinese e una centrale a biomasse sono stati realizzati con i fondi statali, circa un miliardo di vecchie lire.
Diversamente era andata per un’altra presunta truffa accertata all’epoca dalle Fiamme Gialle, quella di circa 4 miliardi di vecchie lire sfruttando i fondi della legge 488/92 per aiuti all’industria. Infatti per gli imprenditori della Imm di Falerna circa un mese fa c’è stata la condanna, ma il reato di truffa probabilmente sarà prescritto finchè il processo arriverà in appello a Catanzaro.

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