D’Ippolito: risolverò il problema dei rom

21 12 2009
C’erano tutti i più grossi calibri del Pdl ieri mattina al “D’Ippolito Day”. E la candidata a sindaco Ida d’Ippolito si carica d’energia saltando sul palco dell’Umberto pieno di gente: «In questa città non abbiamo bisogno di terzini, ma di un centravanti». Grida al microfono. E dalle prime file l’incitamento da stadio: «Vai Ida!» e un applauso scrosciante.
Con in sottofondo la musichetta “Meno male che Silvio c’è” parte la maratona elettorale della parlamentare che ha deciso di tornare a far politica nella sua città. E d’Ippolito prende di petto diversi problemi, tra cui quello della sua presenza a Lamezia in questi ultimi 15 anni trascorsi tra Senato e Camera. «Forse i cittadini m’hanno sentito lontana, ma lavoravo per risolvere i problemi di questa città: tribunale, forze dell’ordine, zona franca urbana, autostrada, aeroporto».
Poi passa all’autoblu che l’ha scortata per sette anni, e che potrebbe aver creato un ostacolo tra lei e i lametini. La parlamentare ricorda che era il 31 marzo 2001 quando venne trovato un ordigno inesploso davanti al cancello del giardino della sua villa, nella zona nord della città. «Era la vigilia di Pasqua, e solo una casualità ne impedì lo scoppio», dice con voce tesa, «da allora è iniziato un periodo drammatico. Avrei fatto a meno volentieri della scorta. Su richiesta delle forze dell’ordine mio marito dovette allontanarsi per un anno da questa città. Ai carabinieri della scorta scherzando dicevo di sentirmi agli arresti domiciliari permanenti».
Poi cambia tono: «Da febbraio la scorta non c’è più. Basta, è il momento che finisca questa strumentalizzazione della macchina blu di Ida d’Ippolito».
Poi gli strali contro l’avversario: «Gianni Speranza è una persona amabile, un bravo ragazzo, ma dov’è la guida forte che questa città reclama?». Poi un altro interrogativo a muso duro: «Un sindaco dev’essere solo una brava persona, o deve difendere gli interessi della sua città?».
Sale sul palco visibilmente emozionata Ida d’Ippolito, ma dopo qualche minuto cambia, e passa all’attacco: «Questa è la città delle opportunità mancate, del tempo perso, non c’è nessun esempio virtuoso come a Reggio Calabria».
Poco prima aveva parlato proprio il sindaco della città dello Stretto. Giuseppe Scopelliti anche da candidato governatore del Pdl dà il pieno sostegno a d’Ippolito: «A Reggio nel giro di qualche anno abbiamo risolto il problema dei rom». E d’Ippolito davanti ai suoi elettori prende lo stesso impegno per Scordovillo, mettendo il dito nella piaga di un problema che l’amministrazione Speranza non ha nemmeno toccato di striscio.
Scopelliti fa un paragone: «Lamezia è com’era Reggio 8 anni fa quando fui eletto sindaco, è senza prospettive e non è cresciuto nulla in questi anni. La città ha molte aspettative ma non c’è un disegno molto chiaro su cosa si vuole fare di Lamezia, che identità le si vuole dare, quale fisionomia».
Pino Galati di solito è seduto a pochi scranni distante dalla collega d’Ippolito a Montecitorio. Dice rassicurante: «A marzo avremo un governatore calabrese e un sindaco, con la probabilità che qualche lametino possa diventare assessore regionale». Mentre Michele Traversa nell’intervento precedente dà Galati come futuro sottosegretario nel governo Berlusconi. Meno male che Silvio c’è, perchè finora nessun calabrese doc è entrato in quest’ultimo esecutivo.
Galati incita gli elettori di centrodestra ad evitare il voto disgiunto, e ricorda che alle ultime europee un lametino su due aveva votato Pdl. Anche alle scorse comunali la coalizione di centrodestra vinse, ma tanti di quei voti finirono sul sindaco Speranza invece che sul candidato Gianfranco Luzzo.
E mentre gli elettori di centrodestra riflettono arriva una pioggia di messaggi dall’alto, tutti indirizzati a Ida d’Ippolito: i ministri Tremonti, Scajola, Alfano e Carfagna, e poi Cicchitto, Golfo ed altri ancora. Con i migliori auguri per l’elezione.
Sul palco salgono cinque cittadini. Una signora parla di scarafaggi per strada e pulizia che non c’è, un neolaureato dice che è stato costretto a emigrare per lavoro, un ingegnere allarma sul dissesto geologico, un avvocato si lamenta del traffico urbano, un imprenditore edile sottolinea che in città non si batte un chiodo e mancano le gru. La campagna elettorale entra nel vivo. Ed è Wanda Ferro, presidente della Provincia, a ricordare a chi non ne fosse ancora convinto che l’unica candidata del Pdl è Ida d’Ippolito.
Articolo originale di V. Leonetti su Gazzetta del Sud

Azioni

Informazione

4 responses

21 12 2009
Danilo

Si si questa si fa pubblicità e basta e i lametini ci abboccano pure……….

21 12 2009
Eugenio

Siamo alle solite, non ce ne facciamo niente di un’altra pedina
della casta Pdl..Se nella città si vuole davvero cambiare, come dice
la futura candidata a sindaco di Lamezia, c’è bisogno di una persona
giovane, di cultura, con grande carisma ed esperienze di impegno sociale significative, non di certo una vecchia conoscenza
come la d’ippolito che ci riporterebbe indietro di 10 anni..Basta inciuci osceni,
basta persone con macchiette che non vanno via neanchè con la varichina, basta
con la casta che ci propone delle vecchie carcasse politiche come se i cittadini
oggi fossero cechi davanti alla realtà….stop alla mafia….stop al PDL…e anche al PDmenoL ……cmq avete tutti la stessa fisionomia voi del PDL, incredibile! facce da furbetti!! con la pancia piena di soldi rubati ai poveri contribuenti….buon natale

21 12 2009
barbarossa

Galati sottosegretario? Siamo proprio arrivati alla frutta.
Ma voi davvero pensate che Ida D’Ippolito e Galati possano essere votati da questa Città?
Spernza non ha davvero concorrenti nelle prossime elezioni!

22 12 2009
laura

Dopo tanti anni passati a volare tra la Calabria e Roma, l’unica cosa che la Senatrice D’Ippolito Vitale ha fatto è stato di sistemare i figli, il genero ed il marito……bella politica!
questa dovrebbe essere il nostro sindaco?
Ci vuole una persona giovane, che ha voglia di fare……ma mi viene un sospetto!!!! visto che vediamo attiva una figlia della senatrice, forse vuole lasciare in eredità il seggio alla figlia? al figlio? certo bisogna fare spazio ai giovani, ma non ai suoi che hanno goduto di benefici grazie ai voti di tutti quelli che ciavevano creduto.
abbiamo sbagliato una volta non possiamo sbagliare più – A CASA LA D’IPPOLITO IL COMUNE NON L’AVRAI – VOGLIAMO UN SINDACO GIOVANE E PIENO DI GRINTA VERA – NON VOGLIAMO LE TUE GRIDATE DA PALCOSCENICO , NON SERVONO A NESSUNO – IL POPOLO NON TI VUOLE HAI CHIUSO.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: