Lotta alla pandemia dell’influenza A. In arrivo più posti letto all’Ospedale di Lamezia

20 11 2009

Lamezia Terme – Altre due donne ricoverate ieri con polmonite al reparto malattie infettive dell’ospedale, lo stesso dove mercoledì scorso è deceduta Felicia Cupiraggi, casalinga di 39 anni colpita dal virus H1n1. Le loro condizioni sono gravi, anche se la polmonite ha colpito soltanto uno dei polmoni. Una situazione precaria che comunque gli permette di respirare.
Sulla situazione dell’influenza A ieri pomeriggio s’è discusso per quasi tre ore negli uffici direzionali dell’ospedale cittadino. Dopo la morte per il virus della donna il direttore sanitario Maurizio Rocca ha chiamato a raccolta tutto il personale impegnato nella difficile lotta alla pandemia. Il dirigente ha riunito l’unità di crisi locale innanzitutto per analizzare il caso di Felicia Cupiraggi che per una decina di giorni aveva accudito ai suoi figli con l’influenza, contraendo il contagio che però ha preso una brutta piega. Fino al ricoverò nella giornata di lunedì ed al decesso di mercoledì mattina, poco prima d’essere portata con l’elisoccorso all’ospedale “Annunziata” di Cosenza per un ricovero in reparti rianimazione.
La vittima aveva contratto non solo il virus, ma anche un’infezione da stafilococco che ha aumentato la potenza letale dell’influenza A. Al punto da non farla più respirare.
«Innanzitutto la gestione dell’influenza dev’essere fatta in casa», sostiene Maurizio Rocca, «se non ci sono complicanze gravi». Il problema che si sta creando in questi giorni di picco della pandemia è quello della capienza degli ospedali: «Ormai il reparto malattie infettive è strapieno, così come i reparti di medicina e pneumologia», spiega il dirigente, «ecco perchè abbiamo dato disposizione di allargare la disponibilità di letti per ricoverare i pazienti con sospetta e accertata influenza A».
Da qui la necessità di ridimensionare quanto più possibile i ricoveri generici, in modo da avere maggiori spazi per affrontare questa fase della pandemia che sembra inarrestabile.
Il primo consiglio è dunque quello di restare fra le mura di casa. Anche se, osserva Rocca, «è importante verificare le condizioni di vita di ognuno, se è single oppure costretto in situazioni inadeguate».
Dopo avere fissato i requisiti minimi per i ricoveri, è venuta fuori la necessità di non pretendere più per il ricovero l’esame del tampone faringeo per l’accertamento del virus, ma è sufficiente anche un’attenta diagnosi clinica dell’ammalato.
Rocca ieri ha confermato che la campagna vaccinale tra il personale sanitario ha avuto scarse adesioni. «Siamo stati i primi a partire con la vaccinazione a cura dei medici di famiglia, ma ancora non ho dati certi sulla domanda».
Intanto si sta elaborando nella direzione dell’Asp un piano di riorganizzazione dei reparti più esposti nella lotta alla pandemia. Come dire che stanno per arrivare i rinforzi.
Davanti all’emergenza virus la situazione è in continuo movimento sul territorio lametino. Ecco perchè per monitorarla Maurizio Rocca ha fissato per mercoledì prossimo un’altra riunione operativa nel nosocomio cittadino.

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