Influenza A: tutti occupati i posti nel reparto malattie infettive di Lamezia. 31 i casi accertati ad oggi.

11 11 2009

Tutto occupato. Non ci sono più letti liberi nel reparto malattie infettive dell’ospedale cittadino. Gli otto posti sono occupati da pazienti con l’influenza A. A confermarlo è Antonio Petronio, il primario del reparto che da qualche mese sta lavorando sodo con tutti i colleghi e il personale in servizio, sicuramente esiguo per affrontare un’emergenza di questa portata.
Fino a ieri sera erano 31 i casi di influenza suina accertati nell’ospedale dall’inizio della pandemia, cioè a partire dall’inizio della scorsa estate. Ma negli ultimi cinque giorni c’è stata una crescita preoccupante rispetto al periodo precedente. Fino a mercoledì scorso i casi accertati erano 17, diventati quasi il doppio in poco tempo.
Tutto sembra sia cominciato nello scorso weekend, quando sono stati ricoverati due giovani con sospetto virus H1N1. Sono due impiegati in un call center fuori città dove ogni giorno varcano la soglia centinaia di ragazzi, molti dei quali precari. Più c’è gente e più facili sono le possibilità di diffusione del virus che si trasmette soprattutto per via aerea.
Nessuna preoccupazione per i due giovani dipendenti del call center, perchè erano in buona salute e hanno superato il loro stato influenza in pochi giorni di terapia prevista dal protocollo dell’Organizzazione mondiale della sanità. Infatti i due pazienti sono stati dimessi dall’ospedale. Ma la domanda che si pongono i sanitari è questa: per quanti giorni quei ragazzi sono stati dei potenziali portatori del virus?
Fatto sta che attualmente sette degli otto posti letto di lungodegenza nel reparto d’infettivologia sono occupati da pazienti con l’influenza A accertata, mentre per uno solo di loro è ancora sospetta. Per quest’ultimo il responso di laboratorio è atteso tra oggi e domani. Nessun caso particolarmente grave, fino a ieri, escluso quello di un paziente che ha aspettato più d’una settimana per il ricovero, ed è stato sottoposto a intervento chirurgico.
«Se sarà necessario», ha detto il responsabile dell’unità operativa Petronio ieri alla Gazzetta del Sud, «destineremo al ricovero dei pazienti con questo virus anche alcuni dei posti letto del reparto destinati ai ricoveri in day hospital, quelli cioè che durano poche ore e che s’effettuano per gli accertamenti più rapidi».
In ogni caso l’incidenza in città e nel comprensorio comntinua a mantenersi su livelli non allarmanti, aggirandosi intorno allo 0,44% , mentre in regioni come Lombardia e Lazio oscilla dall’1,5 all’1,1%. Quello che preoccupa, invece, è l’impennata dei casi registrati nel reparto in quest’ultima settimana.
In città continua la somministrazione del vaccino contro il virus H1N1 anche dai medici di famiglia secondo un protocollo fissato dal ministero della Salute. Le persone più a rischio sono quelle che già soffrono di problemi all’apparato respiratorio e necessitano di cure, al di là dell’influenza A.


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