I COORDINATORI REGIONALI DELLE ASSOCIAZIONI A LAMEZIA TERME

11 10 2009

La sessione conclusiva del seminario nazionale antiracket, tenutosi a Lamezia, è stata affidata ai coordinatori delle associazioni antiracket di Calabria, Campania e Sicilia. A intervenire per primo Mauro Magnano che ha ringraziato gli organizzatori dell’iniziativa per l’opportunità offerta a tutti. Magnano ha ricordato che la storia dell’antiracket in terra sicula è nata a Capo d’Orlando grazie a Tano Grasso che ha fondato la prima associazione in Italia. Poi c’è stata una reazione a catena nelle altre regioni del Sud come la Campania, la Puglia, la Calabria. Magnano ha anche espresso il suo plauso per il lavoro eccezionale svolto delle forze dell’ordine e della magistratura. «Il condizionamento però rimane – ha sottolineato il coordinatore delle associazioni antiracket siciliane – ci sono sempre meno denunce da gestire. Bisogna ‘organizzare’ il coraggio degli imprenditori che vogliono denunciare. Il cambiamento ci sarà quando si capirà finalmente che la mafia impoverisce, non produce economia; la reazione della società civile ha la sua importanza e può creare movimento di rottura». Magnano ha poi parlato del determinante sostegno della Fai e dell’azione sociale che ‘Addio pizzo’ svolge a Palermo. «Una realtà straordinaria, incisiva e presente sul territorio e anche sul piano mediatico. La scommessa per il prossimo futuro – ha auspicato il coordinatore – è quella di far ripartire le denunce lì dove si sono fermate. Ci sono segnali forti che ci incoraggiano a continuare». Silvana Fucito, vicepresidente nazionale della Fai ha salutato «i tanti ospiti del seminario, persone veramente speciali che ci hanno insegnato tanto – ha detto la coordinatrice delle associazioni campane – Da Lamezia ce ne andiamo con un grande bagaglio di esperienze e di emozioni. Anche se ancora siamo indietro con le denunce, tutto quello che abbiamo visto e sentito in questi tre giorni ci fa capire che ci dobbiamo sforzare, per vedere cosa si può ancora fare».

Lamezia Terme: Sicilia, Calabria e Campania insieme al seminario nazionale antiracket. (Nella foto d’archivio, il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti )
Fucito ha poi dichiarato: «Anche nella nostra regione abbiamo pensato che il consumo critico può rappresentare la nuova svolta. Anche le mafie trovano le nuove strategie e quindi la nostra deve essere una ricerca continua, dobbiamo attrezzarci per capire come ci dobbiamo muovere. Tutte le associazioni campane stanno cercando di studiare nuovi interventi e di allargare il cerchio».Per le associazioni calabresi è intervenuta Maria Teresa Morano che ha affermato: «Con questo seminario soprattutto noi calabresi ci siamo resi conto che questo è un punto di svolta per l’associazionismo antiracket. Fare una scelta di libertà è importante ma c’è ancora tanto lavoro da fare. C’è bisogno di costruire ancora molto, nella consapevolezza che questa è la strada giusta, l’unica per il riscatto». Morano ha evidenziato il fatto che «in questi tre giorni siamo stati pochi, con un seminario di questo livello, svoltosi praticamente a casa nostra, non sono stati numerosi i partecipanti locali. Gli imprenditori lametini non ci sono stati, non è stata compresa l’importanza dell’iniziativa». A questo punto «è necessario ripartire porta a porta, non possiamo aspettare che siano gli imprenditori a venire da noi. I seminari vanno fatti più spesso, è bello incontrarsi così: ci conosciamo, ci confrontiamo». «Solo così – ha aggiunto Morano – possiamo vedere, toccare con mano che siamo un ‘esercitò che non deve essere intimorito. Le drammatiche esperienze vissute da noi imprenditori vessati dal racket, in questo modo acquistano positività». Tano Grasso ha erspresso il suo vivo ringraziamento a tutti i partecipanti. In particolare ha definito Maria Teresa Morano «uno dei dirigenti più prestigiosi a livello locale e nazionale. L’Ala è nata quando Maria Teresa si è trasferita a Lamezia, dopo aver iniziato la lotta al racket in un garage di Cittanova, la sua città». Grasso ha rimarcato il fatto che «Morano ha lavorato con costanza e continuità, questo vuol dire che la qualità dei dirigenti delle associazioni si costruisce sulla pelle. Grazie, dunque, alla coordinatrice regionale calabrese per tutto quello che ha fatto, non solo per l’organizzazione del seminario ma per tutto il lavoro profuso sul territorio». «Una denuncia a Lamezia – ha ribadito Tano Grasso – ne vale dieci fatte a Palermo. In Calabria è stato squarciato il buio dell’omertà. Lamezia in Calabria deve svolgere lo stesso ruolo che Capo d’Orlando svolse in Sicilia a partire dal 1991. Il faro lo abbiamo acceso e quindi deve continuare ad illuminare». Anche il sindaco Gianni Speranza ha salutato i seminaristi e ha affermato: «Ho avuto alcune sfortune durante il mio mandato ma anche tante fortune, la principale è stata la costituzione dell’Ala. È stato un cammino che abbiamo fatto insieme. Se sarò ancora sindaco, questa sarà la città simbolo dell’antiracket. Ma anche se la mia esperienza terminerà, continuerò a dare una grossa mano all’associazione».

(Adnkronos)

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