Solidarietà dal WWF a Bevilacqua dopo gli attacchi seguiti alla proposta per l’istituzione del Parco del Reventino

29 09 2009

17/9/2009 – Di fronte agli attacchi a seguito della proposta di istituzione del Parco Regionale del Reventino, il WWF Calabria rinnova la propria stima al già Delegato Regionale Francesco Bevilacqua.

Il WWF Calabria rinnova la propria stima e il proprio apprezzamento per l’attività che l’Avv. Francesco Bevilacqua svolge da oltre 25 anni in favore della natura calabrese.
In particolare il WWF stigmatizza gli attacchi di cui Bevilacqua è stato oggetto in questi giorni sulla stampa da parte del consigliere comunale di Platania, Isabella, rispetto alla proposta, pienamente condivisa e sostenuta dal WWF Calabria, di realizzare un parco naturale nell’area del Monte Reventino.
Del tutto insostenibili i motivi che, a detta di Isabella, avrebbero indotto Bevilacqua a schierarsi a favore del parco, nonché le prerogative necessarie richieste, sempre secondo Isabella, per conoscere e difendere il Reventino, come l’essere nati in montagna “anziché in ospedale”, l’essere contadini, pastori o quanto meno proprietari terrieri di quelle zone.
Sarebbe come dire che per lottare a favore delle foreste dell’Amazzonia o dei ghiacci del Polo Nord bisogna essere o degli Indios o degli Eschimesi.
Con la differenza che in Calabria non sempre i residenti hanno dato prova di saper tutelare e gestire con oculatezza e in maniera sostenibile il proprio territorio, prova ne sia la pervicace opera di saccheggio e di rapina di coste e montagne, di boschi e di fauna selvatica che ha caratterizzato il rapporto con l’ambiente soprattutto negli ultimi decenni, provocando, insieme ad immani disastri ambientali, situazioni di degrado sociale e di arretratezza economica.
Lo stesso Isabella infatti, proponendo tutto il campionario di luoghi comuni di chi si oppone alla istituzione delle aree protette paventando chissà quali limitazioni alla libertà delle popolazioni locali, ammette l’esistenza in quelle contrade di realtà diffuse di disagio economico se non di povertà.
Una vera e propria ammissione del fallimento di una mancata politica di tutela e di valorizzazione di tutte le risorse e di tutto il patrimonio anche culturale e storico che solo l’istituzione di un parco, se opportunamente gestito, può garantire, assicurando quanto meno la speranza di un futuro diverso per chi nel parco continua a vivere. Turismo naturalistico, restauro dei centri storici, creazione di centri visita e di musei tematici, aree faunistiche, strutture per l’ospitalità , sentieristica, valorizzazione di prodotti tipici locali, creazione di cooperative, sono solo alcune delle opportunità di sviluppo alternativo che l’istituzione di un parco naturale è stato in grado di offrire là dove le comunità locali hanno partecipato attivamente alla vita del parco, mettendo da parte diffidenze e difesa di interessi corporativi .
Il problema dei vincoli, da sempre agitato come un autentico spauracchio da chi vuole che si continui a sfruttare il territorio come si è sempre fatto, trova una sua opportuna soluzione nel processo di zonizzazione del territorio del parco, con una progressiva rigidità dei divieti proporzionata al valore dl bene natura che si intende proteggere. Quindi non solo nessun impedimento alle attività agricole e silvopastorali, purché condotte secondo criteri compatibili con la conservazione delle risorse, ma addirittura una loro valorizzazione che ne metta in evidenza peculiarità ed elementi tradizionali.
Quanto alle case e ai centri urbani, l’esperienza di molti Parchi anche italiani, dimostra che uno degli obiettivi del parco è proprio quello di creare le condizioni, sia economiche che sociali, per un reinsediamento abitativo, soprattutto in quelle aree spopolate dall’emigrazione, di cui la Calabria e lo stesso comprensorio del Reventino purtroppo sono pieni.
Infine, la “chiamata alle armi” (in senso metaforico si intende) del consigliere Isabella alla categoria dei cacciatori, alimenta il sospetto che l’unico interesse che si voglia difendere in realtà è quello connesso all’attività venatoria. I richiami ad un presunto tetto di superficie protetta che sarebbe già stato superato confermerebbe questa supposizione.
Giova allora ricordare che, al di là delle cervellotiche percentuali fornite da un pietoso piano faunistico, del resto scaduto da oltre un anno, la effettiva percentuale di superficie protetta in Calabria corrisponde al 20.4% del territorio agro-silvo-pastorale.
Una percentuale che non solo è ancora di qualche punto inferiore al massimo previsto dalla legge regionale, ma lontano anche dalla percentuale minima di superficie da adibire a tutela della fauna selvatica prevista dalla legge quadro e da autorevoli interpretazioni.
Sarebbe davvero imperdonabile continuare a consentire la distruzione dei boschi di quella straordinaria montagna con tagli indiscriminati, strade e viadotti, cave, discariche e quant’altro, pur di consentire qualche battuta al cinghiale o qualche appostamento a tordi e beccacce.

(da WWF Italia)

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A SACAL la “gestione totale” dello scalo di Lamezia concesso dall’ENAC

29 09 2009

Sacal ha ottenuto la Concessione di Gestione Totale. Il Ministero dell’Economia e Finanza ha firmato il Decreto interministeriale precedentemente sottoscritto dal Ministero dei Trasporti che, appunto, prevede la Concessione definitiva della “Gestione totale” alla Società di gestione dell’aeroporto di Lamezia Terme. Tutti gli adempimenti sono stati portati a termine e l’Enac ha programmato per domani mattina, a Roma, la cerimonia ufficiale della consegna, dove sarà presente il presidente di Sacal Eugenio Ripepe, e tra gli altri, il presidente della Giunta regionale calabra, Agazio Loiero, e il senatore Vincenzo Speziali, ex presidente di Sacal.
La “Gestione Totale” ha molteplici e rilevanti significati per il presente e soprattutto il futuro dello scalo, proiettando di fatto la Società di Gestione e lo stesso aeroporto verso nuovi orizzonti e nuove legittime ambizioni.
“La portata di questa ‘trasformazione’ nella gestione dello scalo non è solo nominale – ha avuto modo di dire a riguardo il presidente Ripepe – perché affidando alla Società l’onere di gestire l’impresa aeroportuale, sulla logica della liberalizzazione delle attività economiche di interesse pubblico, la rende di fatto una vera e propria impresa che deve agire ottimizzando le risorse disponibili per la produzione di attività e servizi, sempre naturalmente nel rispetto degli imprescindibili principi di sicurezza, efficienza, efficacia e di economicità”.
Ripepe ricorda il lungo iter di questa pratica, che si trascina da oltre un decennio, e che già nel 2001 aveva registrato la firma della prima bozza di Convenzione, quindi l’impegno e il “pressing” costante sui vari governi e ministri avvicendatisi negli anni, per “dribblare” le lungaggini burocratiche e il procrastinarsi sine die delle approvazioni, fino, appunto, questo risultato. Il decreto di “Gestione Totale” decorre dal 10 luglio 2008: a conferma della veridicità delle “tappe” via via indicate da Sacal, con puntuale informazione, sull’evoluzione del procedimento di riconoscimento.
Il presidente di Sacal osserva inoltre che “in un momento in cui il presidente di Enac Vito Riggio annuncia la necessità di una ‘verifica’ delle Concessioni finora attribuite ad alcuni scali italiani lasciando intendere che dove le cose non funzionano a dovere è probabile la ‘revisione’ o la ‘revoca’ di alcune di esse, va in porto questa importante attribuzione per Sacal, che, mi permetto di dire, ha per noi valore doppio: attestando nuovamente e in maniera indiscutibile lo standard di qualità, efficienza, organizzazione, raggiunto dallo scalo di Lamezia Terme e di conseguenza da tutti quelli che lavorano per il suo funzionamento. Qualità, efficienza, organizzazione dei servizi, delle infrastrutture, delle procedure operative; ma anche e soprattutto, delle risorse umane e professionali qui impegnate”.





Le navi dei veleni potrebbero essere ben 55!

27 09 2009

magistratura

Le voci si rincorrono e, di conseguenza, aumentano la tensione. Il caso, ormai nazionale, delle navi dei veleni, come è noto, è approdato anche sui tavoli romani. Secondo il quotidiano Calabria Ora, in edicola oggi,
sarebbero cinquantacinque le “navi a perdere” che avvelenano i mari calabresi o che rischiano di avvelenarli. Il dato, infatti, questa volta ha una fonte ufficiale: lo ha riferito l’ammiraglio Bruno Branciforte al Copasir, Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica presieduto da Francesco Rutelli. È solo un “assaggio” della relazione più dettagliata che il nuovo capo dell’Aise (ex Sismi) dovrà illustrare nella prossima settimana davanti allo stesso Copasir.
Secondo l’ammiraglio Branciforte i siti nei quali si troverebbero le navi sarebbero stati segnalati in passato alla





Nuova compagnia aerea farà base a Lamezia con voli per Milano, Roma, Pisa, Londra, Parigi, Casablanca.

27 09 2009

Si è trasformata in un vero successo personale, la partecipazione del presidente di Sacal, Eugenio Ripepe, alla quinta edizione di “Calabria in Festa”, poliedrica manifestazione culturale
e ludica, con mostre, incontri, musica, teatro, degustazioni, svoltasi a Rho (Milano) organizzata dall’Associazione “Calabro Lombarda”.
In una gremita e animata piazza Visconti (complice il bel tempo), durante il convegno dal titolo: “Calabria: un ‘ponte’ tra l’Europa e il Mediterraneo”, voluto per suscitare nuova riflessione sul ruolo che la regione può (e dovrebbe) giocare nello scenario del nuovo millennio, e in particolare, appunto, quale cerniera tra il continente europeo e l’area mediterranea, il discorso si è concentrato sul sistema dei trasporti. In particolare sui collegamenti aerei tra Lombardia e Calabria.
Il presidente di Sacal ha tenuto una puntuale relazione sull’evoluzione delle tratte tra le due regioni, sottolineando, dati alla mano, il notevole impulso dato al traffico aereo negli ultimi e ultimissimi tempi. E soprattutto, l’ampio e oramai pieno superamento di una condizione pregressa, assai penalizzante, che vedeva di fatto il monopolio e a tratti anche l’opposizione del vettore di bandiera pronto a piegare le gambe a qualsiasi ipotesi di cambiamento, di miglioramento, di libera concorrenza a vantaggio dell’utenza.
Ripepe ha ricordato che oltre al problema delle tariffe incredibilmente esose, per molto tempo è stato impossibile garantire un collegamento punto-punto a chi voleva raggiungere Milano e rientrare in giornata (e viceversa a Lamezia). Mentre oggi i collegamenti sono sei al dì, in orari diversi lungo l’arco della giornata, e spesso a tariffe vantaggiose. E altri se ne aggiungeranno a breve, a cominciare dal già annunciato aumento di frequenza di easyjet su Malpensa.
Il presidente ha poi illustrato lo scenario complessivo del lavoro, delle prospettive, delle “guidelines” progettuali pensate per lo scalo centrale della Calabria, per il suo sviluppo e quello economico e sociale della regione. E tra le “news”, ha annunciato l’imminente entrata in servizio di una nuova Compagnia area che, per la prima volta, farà “base” sull’aeroporto di Lamezia, e collegherà stabilmente principali città italiane come Milano e Roma, oltre le più che probabili Genova, Pisa e Catania, e altre destinazioni internazionali tra cui Parigi, Londra, Dusseldorf, Varsavia, Casablanca, il cui operativo sarà presto ufficialmente presentato in Sacal. “Una compagnia aerea di base a Lamezia – fa notare Ripepe – è una novità assoluta, un obiettivo che ci eravamo prefissi, e che può far cambiare radicalmente le cose”.
Un importante apprezzamento per l’impegno di Ripepe a guida di Sacal, è venuto dal sindaco di Rho, Roberto Zucchetti (che poi è un tecnico della materia, essendo anche componente del consiglio direttivo del CERTeT, Centro per l’Economia Regionale, i Trasporti ed il Turismo, dell’Università “Bocconi” di Milano). Da esperto ha espresso un convinto attestato di stima per il lavoro di Ripepe e lo sviluppo impresso allo scalo calabrese con la serie di opere infrastrutturali progettate e avviate, l’ampliamento del network, l’arrivo di nuove compagnie di linea e charter, le azioni di marketing e co-marketing, i tanti riconoscimenti e certificazioni di qualità ottenuti dallo scalo in questi ultimi due anni.
L’Associazione calabro lombarda, rappresentata da Salvatore Tolomeo, Amedeo Vilardo (anche in qualità di Presidente della Federazione Italiana Associazioni e Circoli Calabresi) e Rossana Papasodaro in veste di conduttrice, ha rinnovato gli encomi a Ripepe, ricordando come appena qualche settimana addietro lo stesso sodalizio avesse voluto premiare il presidente Sacal in occasione della festa dei “calabresi illustri” nella città di Paola, in segno di gratitudine per l’azione a favore del riavvicinamento della comunità calabro lombarda alle proprie origini. Riavvicinamento reso più facile, comodo, sostenibile, grazie ai voli low cost attivati tra Milano, Orio al Serio e Lamezia. In particolare Tolomeo, presidente del sodalizio, ha sottolineato la valenza, oltre che pratica, anche simbolica di questo servizio: “che ha permesso e permette a noi calabresi del nord – ha detto – di essere prossimi alla nostra amata Calabria; vicini a quanti in Calabria ognuno di noi ha lasciato e può rivedere anche per una domenica. Una questione di sentimenti. Di spiritualità. Di emozioni. Di affetti. Oltre che di semplice aviazione commerciale civile”.
Non sono mancate comunque le critiche allo “status quo” dell’economia regionale. Giovanni De Nicola, neo assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Provincia di Milano (e calabrese di Palmi), pure lui comunque dettosi sinceramente grato a Ripepe per la concreta ed efficace azione manageriale dispiegata a beneficio del sociale, ha sottolineato la necessità di una azione decisa che contrasti le cifre al negativo, i dati sconsolanti delle statistiche che vedono purtroppo la Calabria fanalino di coda in tanti campi, e che proponga una politica effettivamente al servizio dei cittadini.
Davanti a questo scenario (che comunque, è stato ribadito, è anche uno scenario “ereditato” da lunga data) è evidente che un’azione come quella di Sacal salti ancora più agli occhi, qualificandosi ancor meglio come una vera, straordinaria “eccellenza” dell’intera regione. Dal pubblico sono venute domande e altre considerazioni critiche, con una generale lamentela sulla scarsità e inadeguatezza dei servizi disponibili, e sovente non disponibili, una volta raggiunto lo scalo di Lamezia: in particolare la rete di trasporti e collegamenti con le tante realtà urbane (e turistiche) regionali.
Chiamato ancora in causa, Ripepe ha raccontato delle tante sue personali “pressioni” sulle Istituzioni e Organismi competenti, per organizzare finalmente un efficace tessuto di connessioni intermodali. Ha illustrato le “novità” da lui fortissimamente volute (e andate in porto) del servizio navetta tra scalo e stazione di S. Eufemia, e del “bus a chiamata” con Cosenza e presto con Catanzaro e Vibo. Il primo, avviato in fase sperimentale e poi fermatosi. Il secondo tutt’ora attivo. “Ho fatto del mio meglio – ha spiegato -. Ma le mie competenze finiscono dove finisce il sedime aeroportuale…”.
A questo punto qualcuno ha suggerito che questi “limiti di competenza” venissero allargati, e che ad un buon manager come Ripepe potesse esser dato incarico di organizzare la materia anche… all’esterno dello scalo. Un ulteriore complimento, pur se iperbolico, accolto dal presidente con un gran sorriso…
Su questa tesi ha comunque insistito Tolomeo, sostenendo che: “se l’aeroporto di Lamezia e Sacal costituiscono un’eccellenza della Calabria, e sono riusciti a liberarsi dall’oppressione e dal ‘tappo’ di una Compagnia di bandiera e quindi di uno Stato non certo equo e solidale, almeno in tema di trasporto aereo. Se aeroporto e Sacal sono la prova vivente che in Calabria c’è possibilità di sviluppo, e rapida, come dimostra il trend di crescita dello scalo e come plasticamente rivelano i numeri percentuali forniti da Assaeroporti. I calabresi della Lombardia si augurano allora, sinceramente, che la politica calabrese riesca finalmente ad innescare la stessa marcia di Sacal, spingendo alla medesima velocità sul pedale dello sviluppo e del riscatto, per recuperare il tempo perduto e soddisfare legittime attese da troppo tempo mortificate”.





Eventi a Lamezia per la Giornata Europea del Patrimonio

25 09 2009

Anche Lamezia Terme partecipera’ alla Giornata Europea del Patrimonio promossa dal Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali e prevista per domenica 27 settembre. L’amministrazione comunale ha organizzato per questa occasione la manifestazione ‘A spasso per la citta’… tra arte, storia e cultura’. Una giornata interamente dedicata alla cultura, in cui diversi spazi pubblici e privati della citta’ saranno aperti per consentirne una riscoperta e promuoverne la conoscenza. In particolare, – spiega una nota – saranno aperti i siti archeologici lametini e si terranno visite guidate gratuite presso il Castello e l’Abbazia Benedettina. Inoltre, il Comune mettera’ a disposizione degli interessati le navette della Lamezia Multiservizi per il trasporto andata e ritorno presso i due siti archeologici. Due in tutto le visite guidate previste. Alle 9: 30 per gli studenti delle scuole superiori e alle 15.30. Le partenze delle navette saranno da piazza Porcelli alle ore 9:00, alle 9:05 da piazza Fiorentino e alle alle 9:15 dalla stazione centrale di S. Eufemia. Le navette saranno due per consentire il trasporto di quanti piu’ passeggeri possibili. Il secondo turno e’ previsto, invece, in partenza da piazza Porcelli alle ore 15.00, piazza Fiorentino alle 15.05 e dalla stazione centrale di S. Eufemia alle 15:15. Inoltre, sara’ eccezionalmente aperto il Museo Diocesano di piazza D’Ippolito. Museo, archivio e biblioteca rimarranno aperti al pubblico dalle 16.00 alle 19:00. Apertura straordinaria anche per lo Spazio Aperto Giovani, via Aldo Moro n.57, che per l’occasione inaugurera’ la 24° mostra itinerante dei circoli FIAF calabresi, con apertura dalle 17:00 alle 20:00. L’associazione Localmente, Biblioteca di Studi Territoriali e di Genere, invece, ospitera’ la mostra ‘Carretta carretta…da un simbolo del passato un viaggio per pagine e immagini nella storia meridionale’, dalle 18.30 alle 20:30. Aperte anche alcune gallerie d’arte della citta’. Il Centro D’arte Moderna, via del Progresso n.374, aprira’ dalle 10 alle 12,45 e dalle 16 alle 20. E dalla 18,30 in poi ospitera’ una dimostrazione di artisti locali. Presso il centro Aleph Arte, invece, si terra’ alle 10, 30 la conferenza ‘La decorazione nelle arti del ‘700 a Nicastro’ a cura dell’architetto Mario Panarello’. La galleria si trova in via Ubaldo De Medici, 2 e la conferenza sara’ nella sala Bruno Munari del Dipartimento di Didattica dell’arte. Apertura domenicale straordinaria anche per la Galleria Quadrature, Via Garibaldi n.20, dalle 17, 30 alle 20 con esposizione di artisti locali.

(da AGI)





Il Comune di Lamezia finanzia un ospedale in Uganda

25 09 2009

(ASCA) – La giunta comunale di Lamezia Terme (Cz) – informa un comunicato – ha deliberato un nuovo contributo per il completamento dell’ospedale, costruito in Uganda a sostegno della missione Rushere di Padre Paolino Tomaino. Dopo il primo contributo di 55 mila euro, necessario alla realizzazione dell’opera, che porta il nome della citta’ di Lamezia Terme, il sindaco Gianni Speranza ha accolto la richiesta di aiuto del sacerdote, che, da piu’ di 40 anni, e’ missionario in Uganda.

La delibera prevede, infatti, un ulteriore contributo di cooperazione internazionale di 20 mila euro, necessari per avviare il Lamezia Hospital e garantirne la sua piena funzionalita’, intervenendo sul sistema di d’illuminazione e delle condutture dell’acqua.

Padre Paolino in tutti questi anni non si e’ limitato solo alla testimonianza cristiana, ma numerose e notevoli sono le opere avviate e create. Scuole, ospedali, cooperative, dispensari sono stati realizzati da padre Paolino con la vicinanza e l’aiuto dei tanti amici italiani. Dal 2000 e’ stata aperta la nuova missione di Rushere.

L’Amministrazione comunale e il sindaco Gianni Speranza, dopo una corrispondenza amichevole con padre Paolino, ha deliberato questo nuovo gesto di amicizia e affetto verso il missionario e il popolo africano.





Centro CIE di Lamezia definito Lager ed inferno sulla terra!

24 09 2009

Riportiamo il seguente articolo presente su Articolo21. Da lametini ci sentiamo offesi perchè non vogliamo credere di essere caduti così in basso. Chiediamo al Sindaco, alle autorità competenti, alle autorità religiose ed ai giovani tutti, di ontervenire e non restare in silenzio.
Nessuno deve minimamente pensare che quanto scritto sul CIE di Lamezia sia vero. Se dovesse esserlo, bisogna assolutamente terminare quanto sta succedendo punendo gli eventuali responsabili in modo esemplare.
La nostra terra è per antonomasia la terra dell’accoglienza (vedi ultimo lavoro di Wim Wenders) e Lamezia è una delle città con il maggior numero di coppie miste in Italia.
Noi siamo un esempio di integrazione e non vogliamo subire la vergogna di avere un lager sotto i nostri occhi. Questo é peggio di tutte le navi dei veleni!!!

C.M.

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Milano, 16 settembre 2009. La rete antirazzista ci segnala una serie di abusi sui detenuti presso il Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Lamezia Terme (Cz). Dopo essersi lamentati invano per le pessime condizioni di detenzione e aver minacciato atti gravi di autolesionismo se fossero continuati i trattamenti inumani e degradanti, i prigionieri hanno tentato di evadere praticando una breccia in un muro detentivo. Le guardie hanno scoperto il piano di fuga e hanno perquisito le celle, sequestrando bastoni e lamette. Il Cie di Lamezia non consente alcuna comunicazione fra i prigionieri e le organizzazioni per i Diritti Umani ed è così impossibile segnalare le condizioni atroci in cui vivono i detenuti corredando la segnalazione di nomi e cognomi o di precise circostanze di violazione dei Diritti Umani. Ricordiamo tuttavia ai funzionari delle agenzie delle Nazioni Unite che si occupano di rifugiati e di diritti umani in senso ampio che la stessa cortina di silenzio nascondeva i crimini degli aguzzini ad Auschwitz, Buchenwald, Sachsenhausen e negli altri luoghi di persecuzione delle minoranze. Tuttavia, fu importante anche consentire alle grida disperate degli internati di raggiungere, anche solo con una flebile eco, il mondo civile, Noi, per ora, riguardo ad alcuni Cie, possiamo fare solo questo, ma lo spirito del Gruppo EveryOne è quello di compiere ogni sforzo possibile per evitare o almeno alleviare le politiche disumane contro le minoranze. Un attivista che è riuscito a dialogare con un detenuto passato dal Centro-lager di Lamezia Terme ci riferisce le parole che ha udito da quell’uomo annientato dal trattamento nel centro: “E’ l’inferno. E’ l’inferno sulla terra”.

da Articolo21